giovedì 24 marzo 2011

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Shiki - Un enorme massacro

Il dottor Ozaki mentre cerca disperatamente una cura per i
suoi pazienti, che muoiono come mosche
Questo recente anime (2010) dello studio Daume è un horror tratto dall'omonima light novel di Fuyumi Ono. Narra la storia dello sfortunato villaggio di Sotoba, praticamente isolato geograficamente dal resto del mondo, e dei suoi abitanti, vittime di un attacco di vampiri. Durante una calda estate si trasferisce a Kanemasa, una casa abbandonata da tempo poco fuori Sotoba, una misteriosa famiglia e poco dopo l’allegra gente del villaggio comincia a morire misteriosamente. I sintomi sono quelli di un raffreddore estivo o di un’anemia, ma poco dopo sopraggiunge un improvviso e apparentemente immotivato decesso.
Questa sorta di epidemia colpisce senza distinzioni vecchi e bambini e cosa fanno gli abitanti del villaggio? Assolutamente nulla. Continuano a vivere la loro vita. Solo Toshio Ozaki, il medico della clinica, e Seishin Muroi, il giovane monaco del tempio, cominciano ad indagare sulle misteriose morti, e pian piano cominciano a capire che non si tratta altro che di okiagari, morti risorti, che per nutrirsi succhiano il sangue dei vivi. Toshio arriva persino a fare esperimenti sulla propria moglie, deceduta e risorta, per dimostrare che si tratta di non morti e per scoprire come ucciderli definitivamente. Alla fine della serie riesce a catturare uno dei Kirishiki (la famiglia di vampiri originali) e a dimostrare ai sopravvissuti del villaggio che non è viva e come ucciderla definitivamente. A questo punto parte una violentissima carneficina di okiagari, che si lasciano sterminare come scarafaggi dai paesani inferociti. Riesce a fuggire solo Sunako Kirishiki, la primissima vampira del gruppo, aiutata da Seishin, che non approva il comportamento violento di Toshio e dei compaesani. 

Megumi Shimizu, tornata in vita come spietato okiagari
I personaggi sono il punto di debole di questa serie, che vorrebbe essere un’opera psicologica, ma che da questo punto di vista fallisce miseramente. Per me si salva soltanto Toshio, anche se non capisco perché debba aspettare fino a Matsuri per dimostrare agli altri che ci sono dei vampiri in circolazione, lasciando morire degli innocenti. Tutti gli altri sono di una stupidità senza confini, sia gli okiagari sia i paesani. Tra i primi alcuni si pongono il dilemma etico di dover uccidere i propri amici e parenti per poter sopravvivere, ma nessuno di loro pensa nemmeno per un attimo di non effettuare i quattro pasti consecutivi a base di sangue umano, che portano alla morte per anemia, sulla stessa vittima. I secondi, invece, vedono i continui funerali ma non fanno assolutamente nulla, quando muoiono anche persone perfettamente sane e bambini, forse e ripeto forse, spaventarsi un po’ sarebbe stato normale. Per non parlare dei personaggi profondissimi come l’adolescente Megumi Shimizu, che si adatta a uccidere i propri conoscenti con la stessa difficoltà con cui si decide di mangiare una caramella e che si diverte a far soffrire la sua amica Kaori. Nella stesso modo gli abitanti del villaggio non si fanno nessuna remora a uccidere i loro stessi parenti risorti, diventando di fatto ben più violenti e insensibili degli okiagari stessi e arrivando persino a sterminare degli innocenti esseri umani. Forse un po’ di approfondimento sui personaggi non sarebbe stato male, anche per capire le motivazioni dei loro comportamenti. 

Abitante del villaggio durante la feroce caccia ai non morti
Dal punto di vista tecnico si tratta di un ottimo anime, scorrevole e con animazioni fluide. La colonna sonora è molto efficace, riuscendo a rendere un’atmosfera cupa ed opprimente, risultando una delle cose migliori dell'intera serie. Ho trovato abbastanza interessanti anche le scelte di charter design, anche se l’abuso dei colori pastello (specialmente il rosa) stona un po’ con le atmosfere cupe e sinceramente quelle specie di orecchie che Tastumi ha sui suoi capelli azzurri (sig!) sono assolutamente ridicole (vedere per credere). Invece, mi sono piaciuti molto quei piccoli flash in cui si vedono i morti per quello che sono realmente, con gli occhi riversi e l’aspetto dato dalla decomposizione. 

In conclusione Shiki è una serie che nonostante una trama banale e poca introspezione psicologica riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo, è molto accattivante e scorrevole e tratta in tema dei vampiri in modo un po’ diverso dalle recenti produzioni (differente da Vampire Knight e Twilight per intendersi). Una visione d’evasione, da cui non bisogna aspettarsi troppo ma da guardare per quello che è: un doppio massacro dei personaggi. Tutta la prima parte della serie è praticamente un manuale su come tenere un funerale buddista e la seconda è un eccidio di non morti, effettuato con il classico metodo del paletto nel cuore e con grande abbondanza di sangue versato. Il finale rimane in parte aperto, lasciando spazio a degli OAV di prossima produzione che dovrebbero concludere definitivamente la storia.
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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





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