sabato 11 giugno 2011

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Life, vivere per vivere - Bullismo e violenza nella scuola

Cover del primo volume dell'edizione
italiana
La storia narra di Ayumu Shiba, una comune studentessa del liceo che, senza peraltro fare nulla per meritarselo, finisce vittima di gravi episodi di bullismo da parte di alcune spietate compagne di classe. La ragazza ha già subito un grave trauma per via dell’abbandono di Yuko, sua migliore amica delle medie, che in un momento di stupido egoismo le dice che avrebbe preferito non averla mai conosciuta e di odiarla profondamente. A peggiorare la situazione ci pensa Katsumi Sako, il ragazzo più brillante della scuola e fidanzato ufficiale di Manami Anzai, l’aguzzina numero uno della classe, che si dimostra essere segretamente un pervertito maniaco sessuale e prende di mira proprio la povera Ayumo. La ragazza si trova ben presto chiusa in una gabbia di bugie e fraintendimenti che la stringono in una spirale senza fine di disperazione. La giovane riesce a sopportare solo ricorrendo all’autolesionismo, ferendosi il braccio sinistro con un taglierino da carta finché è così rovinato da non poterlo nemmeno più mostrare in pubblico per paura di essere ulteriormente giudicata nel modo sbagliato. Non è abbastanza forte da potersi ribellare alle persone che la maltrattano ma nemmeno da desiderare il suicidio, lei vorrebbe soltanto poter vivere una comune adolescenza senza continuare a soffrire in questo modo.
La protagonista mentre si
ferisce all'inizio dell'opera
Ad aiutarla interverrà la bellissima e bravissima Miki Hattori, anche lei una outsider nella classe, dato che per problemi famigliari è costretta a fare dei lavoretti e quindi frequenta poco, che riuscirà a darle la speranza e la forza di combattere per il suo bene. Miki riesce a sostenerla senza proteggerla, facendo in modo che la piccola Ayumu riesca a crescere, ad affrontare il suo dolore e gridare al mondo la sua rabbia e il suo risentimento per un sistema scolastico che ignora fino alla fine la sua drammatica situazione. Più avanti si unisce anche Sonoda Yuuki (il mio preferito dell’intera serie), un ragazzo vittima di maltrattamenti durante le medie, che trova nella lenta ribellione di Ayumu un motivo di forza e una spinta ad abbandonare le sue debolezze, causategli proprio dal bullismo, e a uscire dalla stato omertoso in cui versava insieme a molti compagni, schierandosi apertamente con la ragazza e riuscendo persino ad affrontare di petto il suo vecchio aguzzino. 

Ayumu decisa a non essere
calpestata
I temi trattati da questo manga sono piuttosto forti, non c’è spazio per le storie d’amore, qui si parla di violenza del gruppo nei confronti dei più deboli, di bullismo gratuito e di come la crudeltà delle persone possa sfuggire di mano a chi comincia in modo, magari anche innocuo, trasformando dei ragazzi normali in dei personaggi sadici e malvagi. L’unica parte “romantica” è la relazione tra Sako e Anzai, ma è talmente falsa e costruita non avere alcun reale valore. Sako si mette con la ragazza, pur non volendolo, solo perché suo padre lo costringe e tutto questo stress, unito al fatto di dover essere sempre perfetto, lo portano a deragliare in una forma acuta di sadismo, che sfoga sulle stesse amiche della sua ragazza. Anzai stessa, dopo un litigio iniziale, non desidera più realmente il ragazzo per cui era stata pronta a suicidarsi. Nella vita di Manami è il padre la figura chiave, che ha caricato la figlia adorata di ogni aspettativa e che le perdona qualunque malefatta pretendendo semplicemente che non sia mai avvenuta, ma di fatto spingendola ad azioni sempre più eccessive e sadiche.  In tutto questo il consiglio docenti, che si rende conto di quello che sta succedendo, non muove un dito per aiutare la povera Ayumu proprio perché il padre di Manami Anzai è una persona importante e influente e temono che la scuola possa perdere la sua buona reputazione. La violenza viene portata avanti sia dai ragazzi  in modo sia fisico e sia più subdolo e psicologico, ma anche dalle famiglie che desiderano plasmare i propri rampolli in qualcosa che non sono, dalle madri che non hanno tempo per ascoltare le proprie figlie e dalle istituzioni che non riescono a proteggere qualcuno in difficoltà per paura di ritorsioni. 
Sako infierisce sulla povera Ayumu
La bravissima Keiko Suenobu presenta uno spaccato di vita scolastica giapponese crudo e feroce, esasperando delle situazioni già al limite e caratterizzando magnificamente i suoi personaggi. Riesce a farli evolvere e crescere, non necessariamente tutti in modo positivo, e a fargli affrontare i problemi che vengono loro posti dinnanzi. Fino alla fine della serie i personaggi lottano, si combattono e cercano di trovare una loro identità tra dolore, frustrazione e un mondo che fondamentalmente non prova nemmeno a capirli. Anche gli adulti hanno la loro parte, specialmente certi insegnanti, strattonati tra ciò che desiderano veramente e ciò che dovrebbero fare. Alcuni si arrendono, altri si pentono ma tutti loro alla fine riescono ad esprimere i propri sentimenti più nascosti. La trama è fluida e scorrevole e i ventisei volumi che compongono l’opera procedono in modo rapido e naturale verso il finale, carico e intenso, tanto che dispiace quasi dire addio a questi personaggi. Il disegno è piuttosto semplice ma l’autrice riesce con pochi tratti ad esprimere sentimenti ed emozioni forti, specialmente grazie al modo con cui riesci a rappresentare le espressioni dei volti dei personaggi. 

Manami in un momento di crollo
L’edizione italiana, ad opera della Planet Manga, non è il massimo. I primi dodici volumi sono delle abominevoli sottilette, mentre poi si passa al classico (e molto più apprezzato) formato tankobon. Personalmente l’ho letto tutto di un fiato (ho acquistato la collezione completa di seconda mano) ma non oso immaginare che rottura debba essere stato attendere il volume successivo visto che la casa editrice ha, tra le altre cose, tenuto una pubblicazione irregolare. 

In conclusione suggerisco la lettura di questa opera a chiunque fosse interessato ad una bella storia intensa, ponendo che alcune scene sono particolarmente crude, e che desideri leggere un shojo che non sia una bieca raccolta di banalità come purtroppo ultimamente se ne vedono troppi. Sicuramente si tratta di un titolo veramente valido, che certamente saprà conquistare anche un lettore esigente.
Per chi fosse interessato nel 2007 è stato anche girato un dorama in undici episodi, dove i contenuti della serie (specialmente quelli legati all'utolesionismo) vengono alleggeriti.
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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





5 commenti :

  1. In questi giorni sto leggendo proprio questo manga, è davvero bellissimo perchè le sofferenze della protagonista sembrano tangibili!
    Presto ne parlerò anche sul mio blog!

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  2. Non vedo l'ora di leggere i tuoi commenti ^^

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  3. sappi che ho aggiunto ai preferiti questo blog, perchè lo amo !
    tutti questi anime e i manga, mi sento come un bambino nel paese dei balocchi *Q*

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  4. Grazie mille e benvenuta sul blog!

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  5. Scusate ma dove posso guardare l'anime?

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