martedì 2 agosto 2011

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Harry Potter - Recensione generale, parte terza: conclusioni e commenti

Lo stemma della scuola di Hogwarts
con i simboli delle quattro case e
il motto
Eccoci arrivati all’ultimo post sulla saga di Harry Potter. Qui si può trovare la prima parte (la trama) e qui la seconda (i personaggi). Prima di proseguire, come di consueto, rinnovo l'avviso della presenza di spoiler sull'intera saga, per cui chi non ha ancora letto/visto tutto e non vuole rovinarsi la sorpresa è pregato di astenersi dalla lettura. A questo punto non resta che tirare qualche conclusione e fare qualche ameno commento in libertà. In generale si dire che si tratta di una bella saga fantasy, a tratti un po’ ingenua (specialmente nei primi tomi) per rispettare il formato del romanzo adolescenziale, portata avanti sullo schema (ormai collaudato) dell’anno scolastico, ma in ogni caso affascinante e intrigante. Come già accennato, la creatura migliore che la penna della Rowling riesce a sfornare è proprio la scuola di Hogwarts, ricca di misteri e di segreti, seppelliti tra aule in disuso e corridoi celati. In qualunque momento si può far comparire una camera segreta o un corridoio dei misteri. Hogwarts è un castello incantato, dotato di una sua anima che rispecchia tutte e quattro le case che ospita, è intelligente come Corvonero (nel mostrare sempre nuovi nascondigli e passaggi), oculato come Serpeverde (nell’amministrare i suoi segreti), tollerante come Tassorosso (nell’accettare qualunque studente) e coraggioso come Grifondoro (nel favorire le spericolate scorribande degli studenti). È un vero peccato che nell’ultimo romanzo della serie, Harry Potter e i Doni della Morte, l’azione si sposti al di fuori della scuola e vi torni solo per la parte finale. 


Illustrazione del primo romanzo
Una delle cose che riescono meglio alla Rowling e che purtroppo si perde molto nei film, è l’inserimento nella trama di moltissimi particolari, apparentemente inutili, ma che caratterizzano dettagliatamente l’ambiente magico e che in seguito vengono riutilizzati come punti topici di una trama complessa e cosparsa di indizi. Un esempio per tutti è quello della Stanza delle Necessità: il custode Argus Gazza la cita come uno sgabuzzino che scompare nel secondo libro, Silente ne parla nel quarto, Harry la usa nel quinto come stanza da allenamento e nel sesto ci nasconde il libro di pozioni, Draco Malfoy ci lavora all’armadio svanitore sempre nel sesto e nel settimo ed ultimo libro Harry ci trova un Horcrux. Le prime volte che la stanza viene nominata passa praticamente inosservata, ma, man mano che la trama procede, acquisisce sempre più importanza. In questo modo la Rowling dissemina i suoi libri di particolari e indizi (topi senza dita, figurine incantate, libri con appunti, elfi domestici, ippogrifi, ...) che spesso vengono sviluppati e riempiti di dettagli solo con il procedere della trama. Tra tante storie che trovano una spiegazione all’interno della saga una in particolare mi dispiace che la Rowling non abbia sviluppato: quella dei fondatori di Hogwarts. Premetto che ho letto solo la saga di Harry Potter e non gli altri tre libri scritti dall’autrice (Le fiabe di Beda il Bardo, Il Quiddich attraverso i secoli e Gli animali fantastici: dove trovarli) ma mi piacerebbe veramente conoscere la storia dei quattro fondatori, il perché abbiano deciso di costruire una scuola e il movente del litigio con Salazar Serpeverde. Peccato anche per le scuole di Durmstrang e Beauxbaton che dopo il Torneo Tremaghi spariscono nel nulla.

Harry Potter affronta Voldemort nel finale
Ho apprezzato abbastanza il finale che, pur essendo una sorta di campionario di tutte le bestie magiche e di tutti i personaggi comparsi nella serie, rappresenta una specie di gigantesco Red Carpet di addio della saga, dove ognuno ha la sua piccola o grande parte e dove alla fine si riesce a respirare quella unità per cui Silente si era tanto prodigato. Tutti gli amici che Harry si fa in sette lunghi anni combattono insieme a lui contro i mangiamorte, non importa che siano elfi, ippogrifi o maghi. Ma è soprattutto dopo al conclusione dello scontro che le case e le razze dei personaggi sono mescolate, unite dal sollievo della fine della guerra e dal dolore delle proprie perdite, incuranti della fazione che avevano sostenuto (ad esempio i Malfoy, che sono nella Sala Grande con tutti gli altri). Purtroppo nel film si perde molto di questo spirito, i Malfoy fuggono e Harry pare un emarginato nella folla, piuttosto che l'eroe acclamato e conteso. Inoltre alcuni particolari importanti, come la presenza degli elfi domestici e di Grop,  viene completamente trascurata e il lato tragico della morte di personaggi importantissimi come Lupin, Tonks e Fred viene presentato in modo frettoloso. Nel libro, alla fine della battaglia, si respirava un'atmosfera completamente diversa, come se i personaggi finalmente tirassero un sospiro di sollievo e, volendo raccogliere i cocci delle loro vite spezzate da un folle, non fossero più interessati ai motivi che fino a poco prima li avevano divisi.

Severus Piton costringe Harry e Ron a studiare
Per quanto riguarda l’edizione italiana della Salani, io possiedo la drammatica prima edizione con i nomi tradotti a caso. Personalmente preferisco vengano lasciati come in originale, per evitare fastidiosi effetti di traduzione illeggibile e vomitosa, un esempio chiarificatore per tutti: Hogwarts (che si sono ben guardati dal tradurre) significa letteralmente Verrucche di Porco. Ha un nome da scuola seria? No, per nulla, e tradotto perde ogni parvenza di decenza, ma in inglese ha un suono autorevole e quindi funziona. Può anche essere interessante conoscere il significato di un nome, ma per favore traducimelo in una nota, non adattarlo per nessun motivo e soprattutto lasciami l’originale, specialmente se ci sono dei doppi sensi (come purtroppo avviene spesso in questo caso). In questo modo nella saga di Harry Potter possiamo osservare la povera Rowena Ravenclaw diventare Priscilla Pecoranera prima e Cosetta Corvonero poi, il piccolo Neville Longbottom (che già aveva un nome simpatico di suo, significa letteralmente Neville Sederone) trasformarsi in Neville Paciock e il preside Albus Dumbledore diventare il caro vecchio Albus Silente. Il tutto condito da qualche simpatico errore di traduzione qua e là che rende tutto più emozionante (in Harry Potter e il Principe Mezzosangue ad esempio gli occhi di Draco passano da grigi a verdi). Non mi dilungherò a parlare delle illustrazioni dei libri ma pongo solo una domanda all’artista che ha disegnato la copertina del primo libro: perché mai Harry gioca a scacchi con un topo e indossa un cappello a sempre a forma di topo? 

Il trio delle Meraviglie ne sta architettando un'altra:
Harry è curioso, Hermione e Ron terrorizzati. Il primo di
morire e la seconda di essere espulsa da Hogwarts
In conclusione si può dire che si tratta di una serie di romanzi di gradevole lettura e che, pur non essendo dei capolavori della letteratura moderna, riescono a portare il lettore in un mondo fantastico che riesce nella notevole impresa di non annoiare. Man mano che si avanza nella saga cambia anche il registro con cui i romanzi sono scritti, passando da un tono fiabesco e infantile ad uno più adulto e drammatico. Sette libri sono veramente molti per la pazienza del lettore medio ma la Rowling riesce a gestire ottimamente delle trame dinamiche e leggere, che convogliano in modo funzionale nel filone principale dello guerra tra Harry e Voldemort, e a mettere in scena un vero e proprio esercito di personaggi. Ogni libro sistema qualche tassello nella struttura narrativa che conduce verso il tanto atteso duello tra i due arcinemici, combattuto a suon di Expelliarmus (incantesimo per disarmare) da una fazione e di Avada Kedavra (anatema che uccide) dall’altra e che sfrutta praticamente ogni dettaglio posto in scena precedentemente. In definitiva posso consigliarne la lettura dei romanzi a chiunque ami il fantasy, assicurando che nella saga di Harry Potter c’è molto di più di quello che trapela dai soli film.

Harry, Ron e Hermione  a cavallo di un drago

Cosa si impara da Harry Potter: 

Non importa quanto tu possa essere bravo o potente, nulla si può contro la raccomandazione di Atena della Rowling. Impegnati quanto vuoi ma un ragazzino disorganizzato ti farà in ogni caso il culo a strisce.

Il naso è un accessorio inutile.

Se sei un mezzogigante e non vuoi farlo sapere basta negare vigorosamente l'evidenza e asserire di avere le ossa grosse. La gente ci crederà.

Nelle scuole di magia è facilissimo procurarsi lesioni o addirittura una rapida morte, per questo il castello di Hogwarts è disseminato di trappole, cani a tre teste, lupi mannari e armi pericolose. Sopravvivere alla scuola fa parte del tirocinio da mago.

Non necessariamente tutti i belli devono anche essere buoni e viceversa. Harry e company sbagliano matematicamente a giudicare la gente.

Le spiegazioni sono un simpatico optional, lascia che un ragazzino cerchi di uccidere il tuo più fedele aiutante Piton per sette lunghi anni perché si è auto convinto che sia la causa di ogni male, è divertente.

Chiedi a Hermione, in qualche modo troverà la soluzione.

Scegliersi gli amici giusti è fondamentale, ti cambiano letteralmente la vita.

Fare i bulli nelle scuole di magia è semplice e divertente: l’unico rischio è quello di essere furettizzati da un professore psicopatico.

Lasciare il destino della nazione ad un adolescente problematico con manie di persecuzione è lo sport nazionale dei maghi Britannici. Poi scommettono sull’andamento della guerra.

Se ti dicono di non fare qualcosa, farlo diventerà lo scopo ultimo della tua vita. Infatti le regole e leggi sono scritte al solo scopo di essere infrante dai teen-ager.

Quando crei un potentissimo artefatto magico lacerando la tua stessa anima devi nasconderlo in un oggetto di valore facilmente riconoscibile e abbandonarlo incustodito da qualche parte nel mondo. Usare un paio di vecchie mutande e tenerle nel cassetto della biancheria intima pare brutto.

La cattedra di Difesa Contro le Arti Oscure porta un sfiga nera da quando Tom Riddle non è riuscito ad averla e il docente di turno come minimo muore entro le vacanze estive del suo primo anno di insegnamento della materia. Eppure Silente riesce a trovare una nuova vittima tutti gli anni. Avrà anche lui un'agendina nera come Hiruma?

Se hai paura di qualcosa, ad esempio dei ragni, la tua vita ne traboccherà. Fattene una ragione. 

Essere l'amico del cuore del protagonista e aver combattuto con lui praticamente tutte le battaglie, rischiando regolarmente la pellaccia, non ti porterà alcuna gloria. Ma almeno Hermione si accorgerà di te.

Le squinternate, come Luna Lovegood e Sibilla Cooman, sono meno pazze di quello che sembrano, a volte darle retta può salvarti la giornata.

Se ti dicono che un libro morde, fidati morderà. E sarà anche abbastanza cattivo. Il trucco è tutto nel coccolarlo prima che ti stacchi una mano a morsi.

Se sei un pazzo sanguinario a piede libero troverai sempre schiere di adoratori pronti a servirti. Il mondo pullula di cretini e di folli, e soprattutto le autorità competenti daranno sempre prova di idiozia congenita lasciandoti fare tutto quello che ti pare.

Ma soprattutto: non cercare mai di competere in nulla con Harry Potter, in ogni caso lui lo farà meglio, se non ci riesce (cosa che avviene abbastanza spesso), lo aiuterà qualcuno dei suoi amici e, nella peggiore delle ipotesi, interverrà lo stesso Albus Silente. Se neppure questo serve a farlo prevalere gli arriverà un inatteso colpo di fortuna per cui farà accidentalmente benissimo quella cosa!
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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





13 commenti :

  1. amo le "cose che si possono imparare" .
    ti stimo ancora di più , oggi u_____u
    non è tutto oro quello che luccica e il giovine sopravvissuto non lo è !

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  2. Sono felice che ti sia piaciuta l'esclusiva rubrica "cose che si possono imparare".
    Ricordati: Harry tutto può con il potere della raccomandazione, anche tornare dal regno dei morti ^^

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  3. Creare un mondo magico così ricco di dettagli e personaggi è stato quanto di più bello abbia fatto la Rowling! Adoro Hogwarts e tutto ciò che le gira attorno. E' vero che, come scrivi, i primi tomi sono un po'ingenui, ma oltre ad essere una saga pensata per ragazzi, il protagonista è lui stesso un ragazzo...la storia migliora crescendo con i personaggi. E' stata una bella idea quella di creare un libro per ogni anno scolastico.
    Sarebbe stato meraviglioso se il protagonista non fosse stato Pothead, ma non si può avere tutto dalla vita! XD

    Non affrontiamo l'argomento traduzione italiana! L'idea di tradurre i nomi, gli incantesimi, etc è quanto di più assurdo si possa fare! Avrei preferito lasciassero tutto com'era e avessere messo delle note per spiegare l'origine di tale nome...ma forse hanno cercato di facilitare la lettura dei ragazzi, visto che sono pochi quelli che leggono le note a margine.

    Credo che sia una saga meravigliosa da leggere quando si è piccoli...e mi dispiace non averla avuta sotto mano all'età giusta. Certamente, fra qualche anno, sarà un classico...un po' come Anna dai capelli rossi *-*
    Anche da adulti, però, non è davvero niente male...e se si è appassionati di fanfiction, dà davvero tanto su cui creare XD

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  4. @Yuuki: grazie ^^

    @lithtys: vedo che Harry ti sta proprio sulle scatole. Purtroppo spesso gli autori esagerano nel creare il protagonista, fornendolo di troppe abilità/capacità/fortuna e facendolo diventare antipatico.

    Sai che stavo pensando di preparare un post su Anna dai capelli rossi?

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  5. Non potevo non commentare questa recensione :) Innanzitutto complimentoni perchè mi è piaciuta molto: sei stata chiarissima e hai detto tutto quello che potevi in maniera ragionata ed equilibrata.

    D'accordissimo sulle traduzioni: non mi sono mai andate a genio, ricordo che in particolare mi scioccò Lumacorno °_° E poi c'è anche quella brutta storia del lucchetto: nel quinto libro quando stanno ripulendo la casa di Sirius trovano un medaglione (locket) che la traduttrice competente ha giustamente tradotto come lucchetto. Peccato che lucchetto si dica padlock.
    E peccato che quel medaglione fosse proprio IL medaglione! Non so se ridere della sua sfortuna, ma tra TANTE parole proprio quell'unico oggetto dovevi sbagliare? XD Tutto ciò si riconduce un po' alla storia dei paricolari disseminati ;)

    Sul giudizio del libro: io son d'accordo che Harry Potter non sia il capolavoro della letteratura mondiale, perchè ci sono sicuramente altri libri più meritevoli, soprattutto per come è scritto (cioè in modo non molto ricercato) ma per quello che racconta, per quello che mette in piedi, per le suggestioni e i temi trattati, rimarrà per sempre il MIO capolavoro :D

    (E sì, il fondoschiena di Harry non finirà mai di stupirci, ma alcune volte se l'è anche guadagnate, dai XD)

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  6. Grazie per i complimenti e per il follow ^^

    Quella del lucchetto era stata proprio una traduzione sfortunata e poi, sinceramente, la scena mi era risultata un po' forzata in quel modo.

    La smodata fortuna di Harry è un problema che hanno molti protagonisti e spesso è funzionale ad esigenze di trama. Per esempio nel settimo libro, se Harry e company si facevano catturare alla Gringott come andava avanti il romanzo? Il punto è solo che Potter, dovendo sopravvivere a svariati pazzi e a un preside con chiare mire omicide, la sfrutta un sacco di volte XD

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  7. Innanzitutto complimenti per tutti e tre i post su Harry Potter.
    E' una delle saghe fantasy che preferisco insieme a Le Cronache di Narnia e al Signore degli Anelli. Per quanto riguarda l'"ingenuità" dei primi libri credo sia voluta dall'autrice perché il modo di scrivere evolve mentre i personaggi crescono. La trama dell'intere storia è geniale, piena di particolari all'apparenza inutili ma in realtà importantissimi per il proseguo delle vicende; i personaggi sono descritti in modo completo, hanno una propria vita e quindi un proprio corso. Il protagonista finisce per essere il meno gradito perché a volte - secondo me - esagera troppo nel suo sentirsi vittima di tutto e di tutti (soprattutto nel quinto libro).
    I film nel complesso sono belli, preferisco i primi tre in quanto riescono a rappresentare l'essenza magica della saga ma i successivi film sembravano più un telefilm pseudo-fantasy, sopratutto il sesto nel quale hanno reso in modo superficiale i ricordi di Tom Riddle puntando invece agli innamoramenti dei giovani protagonisti.

    Infine, per quanto riguarda la traduzione italiana, non condivido la scelta di italianizzare i nomi delle case, cosa che è accaduta solo qui visto che in Francia e Spagna i nomi sono restati gli originali.

    Un saluto e ancora complimenti ;-)

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    1. Grazie mille ^^
      Credo anche io che lo stile della Rowling evolva volutamente al crescere dei personaggi. Anzi, probabilmente all'inizio era partita per scrivere una cosa molto più per bambini di come è evoluta (ricordo il coro di Hogwarts, poi sparito per sempre, e i buffi cappelli ai ragazzi, anche quelli persi nella nebbia scozzese) ma si è poi trovata ad avere un pubblico che stava pian piano crescendo con il personaggio e che voleva delle storie più adulte.
      Il mio libro preferito è il terzo libro proprio per i piccoli dettagli che vengono recuperati (la storia del dito del topo l'ho adorata!) e per la trama che chiude tutti i buchi con precisione!

      Gli ultimi film, purtroppo, trovo che risentano molto del fatto che i libri si sono molto inspessiti rispetto ai primi, quindi, a parità di minutaggio, si sono trovati a fare dei grossi tagli. Tagli che culminano nel passato quasi praticamente assente di Tom Riddle (cosa che, invece, doveva essere fondamentale!). La parte degli innamoramenti l'ho trovata forse il punto meno interessante dell'intera saga (libri compresi) e, almeno per me, poteva essere allegramente tralasciata ^^

      Personalmente ritengo che italianizzare i nomi sia sempre un danno. Per me l'ideale sarebbero libri con nomi originali e bellissime note sotto che ne spiegano il significato ed eventuali giochi di parole per chi non è fluente con la lingua originale!

      Grazie mille di nuovo!

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  8. il peggio della traduzione italiana: i folletti della gringott che poi diventano goblin e restano goblin fino al sesto libro, mentre nel settimo tornano folletti! solo alla fine ho capito che goblin e folletti erano la stessa razza, quando ho visto che le descrizioni combaciavano.

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    1. Anche! Mi sono ogni tanto chi cura le traduzioni si "distrae" e lascia strafalcioni assurdi in giro. Almeno, se iniziano in un modo, sarebbe bello vederli finire nello stesso modo!

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  9. Dopo essermi rivisto i primi due film (i miei preferiti, se parliamo delle versioni cinematografiche), e vagando in rete per cercare robe della trama che non ricordavo, mi imbatto per caso nel primo di questi tre post, e decido bene di leggermeli tutti.

    Innanzitutto non male la tua analisi, hai fatto capire bene quali personaggi hai apprezzato e quali no, e hai dato una buona analisi della trama.

    Io con i libri ci sono letteralmente cresciuto, stavo alle elementari quando uscivano i primi film e HP diventava un fenomeno mediatico, e man mano che cresceva Harry crescevo pure io. Per quelli della mia generazione è una cosa che ha segnato, poco da fare, infatti rivedere i primi due film è stata una botta di nostalgia assurda.

    Se la saga letteraria in generale la trovo molto bellina, i film purtroppo non sono riusciti a prendermi altrettanto. Adorabili i primi due, molto fedeli ai libri, e perfettamente capaci di rendere lo stupore e il fascino derivato dall'ambientazione di Hogwarts (che come hai giustamente detto, è IL punto forte della saga), a suo modo non male il terzo, e poi sbando totale quelli dopo (con un picco negativo nell'Ordine della Fenice, già il libro è uno di quelli meno incisivi, ma il film è la fiera del tagliare a casaccio e incollare le scene come capita). In parte ciò deriva dalla progressiva lunghezza dei libri, che dal Calice di Fuoco in poi diventano dei mattoni non male, e quindi qualcosa andava tagliato (proprio per questo non mi dispiaceva la scelta di dividere l'ultimo in due parti, anche se poi hanno gestito malissimo la cosa, oltre a iniziare un trend che nel cinema fantasy/adolescenziale verrà ripreso sempre in peggio. Non nomino nemmeno Twilight che si giudica da solo, ma cavolo, quanto mi sono addormentato quando mi hanno trascinato a vedere l'ultima parte dell'ultimo Hunger Games...). In parte però devo dire che non solo le scelte sul cosa tagliare e cosa tenere sono state molto discutibili, oltre a scene del tutto snaturate (il feeling del finale, per dirne una, come tu hai giustamente osservato), ma anche la recitazione del trio protagonista mi ha preso sempre meno. Per dire, Daniel Radcliffe nei primi due film era un buon Harry Potter, aveva quella faccia da ragazzino un po' nerdino che uno si immaginava dalle descrizioni del libro, ma crescendo è diventato un vero salame, incapace a recitare e sempre meno somigliante all'Harry dei libri. Idem Emma Watson, da piccola forse non era così fedele all'Hermione dei libri, ma in fin dei conti era carinissima in quel ruolo, recitava bene la parte. Dopo boh, a parte che le hanno piastrato i capelli (lol), pure lei non è stata all'altezza delle aspettative. E in generale tutti e tre, diciamocelo, si sono un po' adagiati sugli allori per la loro fama di bambini prodigio e non sono evoluti come attori, questa è la mia impressione.

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    1. E visto che siamo in tema ora che è morto e la sua celebrazione è onnipresente, devo dire che invece il Piton di Alan Rickman era un personaggio molto bello, degno del Piton del libro. Cioè, Piton è un po' il Batman/Hachiman (se hai visto Oregairu capirai benissimo cosa intendo, se non l'hai fatto invece te lo consiglio che è un ottimo anime) della situazione, tutti lo odiano ma è quello che salva la pellaccia a Harry in più situazioni e che nonostante le batoste della vita ha continuato ad andare avanti da solo per la sua vita. Badass.
      L'altro personaggio che adoro è Hagrid, è un po' uno zio un po' buffo ma al quale si vuole tanto bene, da amare a prescindere fin dalla sua incursione a casa degli zii di Harry.

      Che dire, mi sono concentrato più sui film che non sui libri, in questo commento, nonostante siano quelli che mi piacciano meno, ma concludo dicendo che ho intenzione di fare a breve un piccolo (o forse non tanto piccolo, visto quanto ho già scritto in questo commento XD) articolo sui primi due film della saga, visto che li ho rivisti di recente, e niente, visto che anche a te l'argomento interessa sarebbe bello avere una tua opinione appena li faccio :)

      P.S. Questo è tipo il mio primo commento su Blogger a superare i 4096 caratteri di massimo (limite poco chiaramente dovuto a motivi informatici), che emozione!

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