martedì 6 marzo 2012

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Webcomics 08 - Dilbert

Ritorna dopo altre due settimane di assenza la rubrica webcomics con una striscia che mi aveva suggerito Panajev ma che era già nella lista di quelli da recensire. Stiamo parlando di DilbertClicca qui per andare sul sito di Dilbert, un vero e proprio colosso del genere. È una striscia quotidiana pubblicata in rete da Adam Scott dal lontano aprile 1998, data in cui l’autore aprì il primo sito internet ad essa dedicato. Per rendersi conto di quanto tempo sia passato da quel momento (e per sentirmi un po’ più vecchia) posso dire che nel 1998 ero in prima media e nemmeno sapevo che esistesse una cosa chiamata internet, per fare le ricerche per la scuola io e tutti i fortunati compagni ad avere il computer (gli altri si adattavano con le vecchie enciclopedie e scrivevano a mano o a macchina da scrivere) usavamo cose come l’Encarta e l’Omnia in CD (qualcuno se le ricorda?) mentre Adams Scott nel frattempo già pubblicava il suo webcomics. In realtà l’opera era edita già dal 1989 su una rivista e da allora l’autore non ha mai smesso di disegnare. Il risultato è che Dilbert è attualmente pubblicato su duemilacinquecento quotidiani di tutto il mondo, in ben sessantacinque nazioni e tradotto in venticinque lingue diverse. In oltre è anche stampato sulla rivista Linus, attraverso cui l’ho conosciuto nei primi anni duemila (quindi lo seguo da circa dodici anni, ridendo e scherzando).

Una comune giornata di lavoro di Dilbert e colleghi, minata dal Capo dai capelli a punta
Originariamente il webcomic trattava unicamente del rapporto tra Dilbert, un ingegnere con scarse capacità sociali ma dotato di una fervida fantasia nel creare bizzarre invenzioni, e Dogbert, il suo megalomane cane con mire di conquista del mondo, ed era ambientato principalmente nella loro abitazione. In seguito la serie è evoluta molto, portando il protagonista sul luogo di lavoro e affiancandolo ad una marea di altri personaggi tra cui gli ormai celebri Alice (l’ingegnere donna - Perchè il femminile di ingegnere non esiste? - dotata di un pugno capace di uccidere e di un sarcasmo micidiale), Asok (lo stagista indo americano ingenuo e di buon cuore, vera vittima sacrificale dell’ufficio), Wally (l’impiegato drogato di caffè più inutile di sempre) e il mitico Capo con i capelli a punta (la sintesi suprema del pessimo management). Anche il tema della striscia è cambiato, andando a realizzare un’opera di satira nei confronti della tecnologia, del luogo di lavoro e dei problemi delle grandi compagnie. È interessate osservare che, come spunto per delle gag strepitose, spesso Adam Scott si ispiri a dei fatti che gli sono realmente accaduti quando era un dipendente della compagnia telefonica americana Pacific Bell. Altre volte, invece, viaggia sul filo della fantasia, come per esempio quando chiama in causa il popolo degli Elboniani, trogloditi pelosi dotati di buffi cappelli che vivono in mezzo al fango, con cui l’azienda dei protagonisti fa continui affari (o a cui subappalta incautamente lavori delicati).

Dilbert si scontra con i limiti tecnologici degli elboniani

Il disegno è piuttosto semplice, con personaggi in pose molto spesso ripetutesfondi quasi sempre assenti ma non per questo si può definire inadatto al suo scopo. Il character design è originale, espressivo e particolare e soprattutto riesce a fare identificare facilmente il ruolo e il comportamento di ciascun soggetto. Ad esempio la definizione di Capo con i capelli a punta è attribuita ad un personaggio ricorrente che non ha un vero nome, ma viene soprannominato così dai suoi sottoposti, e deriva dal modo in cui il soggetto viene rappresentato (appunto con i capelli a punta) fino al punto di diventare una specie di stilema per tutti i pessimi manager (che si distingueranno per la capigliatura). Dato che i personaggi sono veramente tantissimi, in questo modo si capirà abbastanza facilmente se si avrà a che fare con un ingegnere, un uomo del marketing o un dirigente.


Alice affronta un ennesimo idiota con il suo sarcasmo (e a questo va ancora bene
di solito gli altri li stende a pugni)
In conclusione Dilbert è una striscia assolutamente da non perdere, che ormai ha fatto la storia dei webcomic internazionali e che riesce a sintetizzare con lucido sarcasmo quelle situazioni al limite del paradossale che avvengono in una qualunque situazione lavorativa all’interno di una grande azienda. Per tutti i “colletti bianchi” saranno risate assicurate ma è abbastanza arguta e immediata da colpire qualunque tipo di lettore. Tra i suoi tanti personaggi ce ne sarà sicuramente uno che vi farà identificare con lui (o con lei), dal gatto al dinosauro, dall’uomo della nettezza urbana al direttore del personale ce n’è veramente per tutti i gusti! Che stai aspettando? Clicca qui per iniziare a leggerlo!


Puntate precedenti della rubrica
(Ricordo che chi conosce dei webcomics e vuole vederli recensiti basta che me li comunichi in un commento e provvederò a inserirli in lista)
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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





14 commenti :

  1. Questo lo conoscevo... su duemilacinquecento quotidiani che lo pubblicano almeno uno deve essermi passato per le mani! :)
    Il personaggio che preferisco è Alice, il sarcasmo fa sempre presa su di me.

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    1. Dilbert è veramente famoso, ma non segnalarlo solo per questo mi sembrava un'ingiustizia.
      Anche io adoro Alice, un giusto mix di sarcasmo e pugni delle morte non fa mai male ^^

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  2. Lo conoscevo, anch'io per merito di linus :D
    E anch'io avevo l'encarta XD

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    1. Anche tu sei una lettrice di Linus? Per me è sempre una gradevole uscita mensile (insieme a tutti i miei manga) ^^
      L'Encarta era un must, era troppo comoda rispetto alla ricerca selvaggia in biblioteca XD

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  3. Anche se non ho lavorato per una grande azienda e non sono un colletto bianco...molte delle situazioni assurde di Dilbert posso assicurare che non sono frutto di fervida fantasia...purtroppo.

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    1. Lo so, lo so. Pensa che mio padre si era fotocopiato e stampato le strisce migliori e se l'era appese in ufficio XD

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  4. Faccio molta ma molta ma molta ma molta ma molta ma molta ma molta ma molta ma molta fatica a leggere Dilbert :D
    E' un livello troppo avanzato per la mia povera mente.
    Però mi ha insegnato una massima molto importante.
    Voglio citare una sua frase: "La mia vasta gamma di tecnologia portatile mi rende il maschio dominante davanti ai tecnici meno equipaggiati".
    Pura saggezza giornaliera!

    Di Dilbert ho una raccolta di 500 pagine: non riesco a finirlo, sono fermo a pagina 130!

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    1. A me invece piace molto, lo leggo sempre sulla rivista Linus e devo dire che ti invidio la mega raccolta di 500 pagine (devo convincere qualcuno a regalarmela per qualche festa comandata) ^^
      Adoro il modo in cui Adam Scott riesce a creare sempre nuove situazioni partendo dagli stessi temi ^^

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  5. Stavo pensando: hai notato che il cane di "Adventure Time" è identico a Dogbert?
    Cane: http://img.poptower.com/pic-34319/jake-the-dog-adventure-time.jpg?d=600
    Dogbert: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/0/0b/Dogbert_icon.jpg

    Eheheh direi che è un plagio di Dogbert :D

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    1. Effettivamente sono identici dal punto di vista del disegno (magari è un'omaggio?). Sul carattere non saprei dire, dato che non ho mai visto Adventure Time ^^

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  6. Strano, ma lo conosco anche io! XD Non bene, ma mi è capitato di leggerne qualche striscia in giro :P

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    1. E' una serie molto carina, merita una lettura più approfondita (tempo e voglia permettendo) ^^

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  7. Mitico Dilbert!

    Grazie mille per il bel commento, CIAO!!!

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    1. L'ho sempre amato e non mi stanca mai leggerlo ^^

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