venerdì 13 aprile 2012

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Il mio vicino Totoro - Spiriti fiabeschi per Miyazaki

La locandina italiana del film
Il mio vicino Totoro (となりのトトロ Tonari no Totoro) è un film d’animazione prodotto dallo studio Ghibli nel 1988 per la regia del grande maestro Hayao Miyazaki. Ha vinto il premio Animage Anime Grand Prix e il Mainichi Film Award come Miglior Film nel 1988. In Giappone (e poi nel resto del mondo) è diventata ormai una delle pellicole più famose (i bambini giapponesi conoscono Totoro come quelli inglesi Winnie The Pooh) ed è anche quella grazie a cui il suo regista è salito alla ribalta, diventando poi il simbolo della sua casa di produzione. In Italia, dove siamo notoriamente aggiornatissimi su questi argomenti, Totoro riesce ad arrivare al cinema con soli ventun anni di ritardo, nel settembre 2009 portato finalmente sul grande schermo dalla Lucky Red.

Le due bimbe in visita dalla mamma
Giappone, anni cinquanta, le sorelline Satsuki e Mei si trasferiscono con il padre a Matsu no Gô, un ridente paesino di campagna, per poter stare vicino alla madre, ricoverata in un sanatorio della zona. Arrivati nella nuova casa, abbandonata da tempo, i tre cominciano a fare la conoscenza degli spiritelli che ne hanno preso possesso. I primi che incontrano sono i cosiddetti makkurokurosuke, gli spiriti della fuliggine, esserini neri e dall’aria pelosetta che sporcano i bambini (gli unici che possono vederli) che vi entrano in contatto.
Mei finisce nella tana di Totoro
Qualche giorno dopo la piccola Mei, di soli quattro anni, mentre gioca in giardino, viene attirata dalla presenza di altri due buffi esserini pelosi e saltellanti che, cercando di sfuggirle, la portano fin dentro la tana del signore della foresta locale. Questo è un bestione peloso, a metà tra un orso e un procione, dall’aria morbidosissima e pelosina. La piccola Mei lo identifica subito come un troll, essere che ha già visto in un libro ma, date le sue scarse competenze linguistiche, ne storpia il nome in Totoro. Dopo la sorpresa iniziale di aver incontrato un vero Totoro la bambina cede al sonno e si fa un pisolino ristoratore sulla pancia del bestione. Al suo risveglio si ritrova fuori dall’albero e, non riuscendo più a trovare la strada, si dispera, ma il padre le spiega che è stata molto fortunata a vedere di persona il custode della foresta.

Totoro arriva alla fermata del bus
Qualche giorno dopo Satsuki e Mei vanno ad attendere il padre alla fermata dell’autobus che lo riporta in paese dalla città (dove lavora presso un’università) e, mentre il tempo passa, scoppia un acquazzone. Le due bambine continuano ad attendere pazientemente sotto al loro ombrello finchè non giunge nello stesso luogo anche Totoro. Satsuki si rende conto che lo spirito si sta proteggendo dall’acqua solo con una foglia e decide di offrirgli l’ombrello del padre. Totoro pare molto felice del dono e in cambio regala alla piccola un sacchettino di semi. Poco dopo arriva il Nekobus (Gattobus) un curioso autobus a forma di gatto a otto zampe e dal sorriso sornione, su cui Totoro sale tutto contento con il suo nuovo ombrello. Tornate a casa le due bambine piantano i semi che hanno ricevuto in dono e, durante una bellissima notte, fa la sua ricomparsa Totoro, spirito della crescita, del vento e della natura, che, eseguendo una buffa danza intorno al punto in cui sono stati piantati fa germogliare miracolosamente i semi (anche se il mattino dopo le bimbe troveranno sono dei germogli normalisssimi).

Le bambine in compagnia degli spiriti
Purtroppo giungono alla famiglia delle notizie preoccupanti sulla salute della madre, sempre ricoverata in ospedale, e i medici rimandano un suo rientro a casa. Questa notizia getta la piccola Mei nella più profonda disperazione e la spinge a partire a piedi per cercare di andare a trovare la sua mamma. Satsuki comincia a cercala disperatamente per tutto il circondario e, non trovandola, mobilita anche gli abitanti del villaggio che cominciano a battere i campi e a sondare il vicino lago, sperando di trovarla ancora viva (temono sia scivolata in acqua). Satsuki, pur stremata dalla fatica della ricerca, non si arrende e corre a cercare Totoro, implorandolo di trovare la sua sorellina. Lo spirito buono accorre ancora una volta in aiuto delle due bimbe e, grazie al Nekobus trova in un battibaleno la sorellina scomparsa e poi porta entrambe dalla mamma. Gli adulti ovviamente non si rendono conto di nessuna delle magiche comparse di Totoro, che rimangono sempre sospese tra il sogno e la realtà delle bimbe.

Le protagoniste con il padre
I personaggi importanti alla fine sono veramente pochi ma tutti ben tratteggiati. In primis ci sono le due protagoniste, bambine piccole, che devono affrontare la difficoltà di un radicale cambio di abitudini e di stile di vita, il tutto per cercare di essere il più vicino possibile alla loro mamma malata. Se da una parte c’è Satsuki che, pur avendo solo undici anni, è una bambina diligente e responsabile, dall’altra avremo Mei, emotiva e spericolata, sempre pronta a mettersi da sola in un sacco di guai.
Satsuki e Mei con i vari spiriti che incontrano
Accanto a loro c’è la componente fantastica di questa storia affascinante: gli spiriti. Questi sono rappresentati come dei buffi animaletti pelosi, con gli occhi grandi e il cuore d’oro. Pur non avendo il dono della parola, riescono a farsi capire benissimo dalle due piccole, incarnando, tra le altre cose, dei caratteri molti diversi e ben definiti (ad esempio Totoro è un bonaccione allegro, i due coniglietti sono fifoni e timidi, il Nekobus è estroso e vivace).

La scena della danza notturna per far germogliare i semi
Dal punto di vista tecnico si può osservare che è uno di quegli intramontabili capolavori dello studio Ghibli. La qualità dell’animazione è a dir poco sbalorditiva, specialmente se si pensa che è stato realizzato nel lontano 1988, e il character design è quello classico a cui Miyazaki ha abituato da sempre i suoi spettatori, personale, espressivo, dall’aria retrò nella sua sconvolgente semplicità. I colori sono vivaci e travolgenti e i dettagliatissimi sfondi di un'accuratezza notevole. La colonna sonora di Joe Hisaishi è anche studiata in modo molto accurato, in modo da accompagnare perfettamente l’azione che si sta svolgendo ed è coordinata con due splendide sigle (specialmente la ending). In particolar modo devo ammettere di avere un debole per il Nekobus, è troppo bello in tutti i suoi pelosi particolari.

I protagonisti vanno a pesca
Il mio vicino Totoro è uno di quei film che non risente minimamente dello scorrere degli anni. Dolce, delicato, divertente e magico porterà lo spettatore a scoprire un angolo di spiritismo nipponico, accompagnando le due piccole protagoniste e Totoro nelle loro avventure. La trama è sorprendentemente semplice ma, nonostante tutto, emozionante e poetica. Se da una parte c’è il dramma di una famiglia divisa e di una amatissima madre molto malata, dall’altra c’è un mondo di fiaba, creato appositamente per non far spegnere il sorriso di due bambine, sospese sempre tra la dura realtà e una gradevole dimensione onirica. Bisogna anche dire che questa storia è profondamente autobiografica per il regista Hayao Miyazaki, la cui madre ha veramente sofferto di tubercolosi per ben nove anni, trattenendosi per lungo tempo fuori casa e lasciando un segno nella vita dei suoi figli. Il risultato è una favola poetica e dolce, assolutamente da non perdere, che riesce a raccontare una storia innocente e semplice, priva di un vero antagonista, ma ricca di dolcissimi e pelosissimi spiriti, sempre pronti a dare una mano ad un bambino in difficoltà.



Ending del film cantata live. Non ho trovato la versione presente nel film perchè lo studio Ghibli ha fatto sopprimere l'audio di molti filmati su Totoro su Youtube.
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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





52 commenti :

  1. Adoro questo cartone *W* Totoro e i coniglietti sono troppo adorabili e anche i makkurokurosuke!
    Eppoi è uno dei pochi che non ho difficoltà a seguire in originale :D

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    1. Devo dire che pur avendo una conoscenza molto molto approssimativa del giapponese (ma proprio basilare) qualcosa lo sono riuscita a capire anche io (e tutto ciò mi rende un sacco orgogliosa di me stessa) ^^
      Gli spiriti sono un più adorabile dell'altro, con quell'aria pelosetta e coccolosa *__*

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  2. Totorooooo.. quanto lo amo! xD

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    1. Immaginavo, vedendo anche come hai chiamato il tuo bellissimo micione ;-P

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  3. Totoro è veramente un capolavoro, che riusciresti a condividere anche con un bambino ancora abbastanza piccolo (non ha una fascia d'età) come anche Kiki ed anche il Castello di Cagliostro (anche se cresciamo un po' come fascia d'età qui). Altri film, come Laputa/Castle In The Sky, Nausicaa, Mononoke, Porco Rosso, ed anche Spirited Away e Howl's Moving Castle non sono tanto adatti a bambini piccoli (anche se sono tutti film bellissimi e da vedere :)).

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    1. Trovo che la discriminante tra un bel film per bambini e uno brutto sia proprio il fatto che possa essere apprezzato anche da un adulto. Troppo spesso vengono propinate delle schifezze ai più giovani con la scusa che tanto sono piccoli e non capiscono. Anche se i bambini capiscono benissimo la differenza XD Totoro è uno di quei film apprezzabili veramente ad ogni età ^^

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  4. Mi manca qualche pezzo centrale di questo film: mi sono addormentata durante la visione (ma ormai lo faccio con tutti i film), comunque l'ho trovato carino!
    L'ho visto in giapponese con sottotitoli in inglese...contenta?

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    1. Prova a prendere un bel caffè prima di iniziare la visione, magari aiuta, specialmente se è diventata un'abitudine ;-P
      In ogni caso brava! (anche se so che è merito di Panajev per i sottotitoli) ^^

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    2. Beh, in italiano non c'era proprio...
      Il caffè mi innervosisce solamente, dovrei vedere i film durante il giorno, quando sono ben sveglia, non la sera...ma come faccio?

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    3. Questo è un problema un po' per tutti credo. L'altra sera sono andata al cinema a vedere quella schifezza di Ghost Rider e mi stavo addormentando di brutto. XD

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  5. Ce l'ho in coda da secoli come almeno altri due film di Miyazaki,ma ancora non mi riesce di guardarlo,aspetto l'ispirazione giusta.

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    1. E' uno di quei film che si adatta a qualunque stato d'animo, vai tranquilla. Vedrai che non ti pentirai ^^

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  6. Totoro è uno di quei film pericolosi che possono far scatenare fantasie furry XD
    Ok, ok, non è vero, è più puccioso che altro, anche se preferisco la Città Incantata, per la sua storia più elaborata, e tanto i makkurokurosuke sono presenti anche lì.

    E il 25 danno Laputa al cinema!

    C'entra poco, ma visto che nei commenti si è nominato il Castello di Cagliostro, consiglio a voi tutti la l'ultima serie di Lupin III che stanno dando in onda in Nipponia. Anzi, no, ve lo ordino.

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    1. Credo che Totoro sia una delle cose più pucciose e morbidose mai create e non lo definirei neanche furry perchè non è umanoide di forma (più un orsetto).

      Pensa che io Laputa non l'ho ancora visto neanche una volta. A questo punto aspetto di guardarlo direttamente sul grande schermo (sarebbe il secondo di Miyazaki per cui vado al cinema, il primo è stato Il castello errante di Howl, ma tutti gli altri me li sono poi recuperati a casa) ^^

      Della serie di Lupin ho lette bene in giro ma aspetto che sia finita, così mi faccio una bella maratona anime di quelle che piacciono a me ^^

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    2. Io ho visto qualche immagine della nuova serie di Lupin ma non mi piace come hanno modernizzato i character :/

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    3. Per ora ho visto anche io solo qualche immagine, quindi non posso ancora giudicare (vorrei vederli in movimento).

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  7. Totoro è il mio film preferito dello Studio Ghibli, lo vidi prima che arrivò in Italia in giapponese con i sottotitoli in italiano e fu amore a prima visione, poi vederlo al cinema lo ha decretato ufficialmente mio Ghibli preferito: i paesaggi sono bellissimi, le musiche fantastiche, Totoro un adobabile spirito, Satsuki e Mei troppo dolci, quanto vorrei viaggiare sul Gattobus. Come hai giustamente scritto "La trama è sorprendentemente semplice ma, nonostante tutto, emozionante e poetica". Ottima recensione!!

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    1. Grazie mille ^^ Pensa che io l'ho visto per la prima volta solo di recente. Quando era uscito al cinema me l'ero perso. Bisogna anche dire che beccare questi film non è sempre facilissimo. Certi orrori vengono proiettati a tutte le ore in tutte le sale, mentre i film interessanti diventano quasi introvabili XD
      Il Gattobus è troppo bello, sia per come è disegnato che per come si muove *__* Appena l'ho visto è stato amore ♥

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  8. Scegliere il mio film preferito tra quelli dello Studio Ghibli è difficilissimo, probabilmente opterei per quelli più adulti come Mononoke, ma Totoro è perfetto in quanto può essere apprezzato ad ogni età ma senza cadere in facili infantilismi. Pur essendo adattissimo per i bambini ha una poesia e una sensibilità che inevitabilmente conquistano chiunque lo guardi.

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    1. Tutte le volte che vedo un film dello studio Gibli penso sempre che quello in particolare sia il mio preferito, almeno finchè non ne vedo un altro. Il fatto è che hanno quella inconfondibile magia di fondo che li rendono uno più bello dell'altro. Tra i miei favoritissimi di sempre forse però rimangono "La città incantata" e "Il castello errante di Howl" ^^

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  9. *__* Che bello!

    Grazie mille per il bel commento, CIAO!!!

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    1. E' un film molto particolare e poetico ^^

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  10. Tra i pochissimi film d'animazione visti in tutta la mia vita:
    1) ho visto questo film
    2) mi è anche piaciuto tantissimo!!
    Inizialmente l'avevo visto in un pomeriggio di noia, poi ho dovuto necessariamente (!!) rivederlo. L'opposizione/convivenza tra la drammatica realtà e il mondo fiabesco/onirico è una tematica che ho trovato molte volte nella letteratura, e che mi ha sempre attirata, e ritrovarla in pellicola, in un film d'animazione, mi ha dato modo di capire dei dettagli che mi erano sempre sfuggiti. Poi su Totoro si potrebbe parlar per ore ed ore, ci sono tante di quelle tematiche che vanno dal tessuto di tradizioni e leggende fino alla pura filosofia, che credo non basterebbe un mese intero per analizzare tutto. :)

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    1. Allora direi che si può rimediare a questa tua lacuna sui film d'animazione insistendo con lo studio Ghibli (in un primo tempo ;-P). Ci sono un sacco di altri lungometraggi interessantissimi su questo stile. In generale nelle produzioni nipponiche si possono trovare tantissimi titoli adatti anche ai più grandi ^^

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    2. Davvero? Allora mi affido a te! Qualunque consiglio sarà ben accetto :)

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    3. Direi innanzitutto "La città incantata" e "Il castello errante di Howl" sempre dello studio Ghibli, poi, per provare qualcosa di diverso, "Le voci della nostra infanzia" (post seconda guerra mondiale), "Tokyo Godfather" (bellissimo!), "Summer wars" (fantascientifico ambientato in parte in un mondo virtuale) o "Sword of the stranger" (samurai) ^^
      Questi sono tutti film molto belli e un po' vari ^^

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    4. Ho preso nota di tutto.... arigato gozaimashita!!

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    5. Do itashimashite ^^
      Fammi poi sapere se ti sono piaciuti o meno ^^

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  11. Adoro Totoro, lo avevo visto sottotitolato per la grande curiosità e poi non sono riuscita a vederlo al cinema :(
    In realtà mi piace davvero tanto Miyazaki :P

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    1. Io al cinema me lo sono persa (per non ricordo più quale motivo ma poteva essere una sessione d'esame nel momento sbagliato) e l'ho recuperato solo di recente in giapponese con i sottotitoli. Ormai di Miyazaki me ne mancano solo più pochi, tra cui Laputa che non vedo l'ora di vedere al cinema ^^

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    2. Laputa è bellissimissimo *.*

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    3. Nel frattempo l'ho visto, sto preparando la recensione ^^

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  12. Un film splendido, in grado di parlare agli spettatori di tutte le età, e di qualsiasi cultura.
    Delicato e magico, semplice eppure profondissimo.
    Un vero Capolavoro del Ghibli.

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    1. Concordo pienamente, è uno di quei film per bambini che si guarda volentieri a qualunque età e che riesce a raggruppare davanti alla televisione dal nonno al nipotino ^^

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  13. Questo è un bellissimo film. Tra i miei preferiti.

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    1. Anche a me è piaciuto molto, è ricco di una magia unica ^^

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  14. E qui ammetto di non averlo mai visto tutto per intero. Un pezzo qui, un pezzo lì...ma mai tutto di fila.
    E dire che Miyazaki mi piace un sacco; l'ho scoperto da piccola guardando in tv Mirai Shōnen Konan (uno dei miei anime prefriti *___*) e mi avev subito colpita.
    Dovrò rimediare e vedermi questo (e gli altri suoi film che mi mancano) al più presto :P

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    1. Io invece Miyazaki l'ho scoperto da grandicella con "La città incantata" e da quel momento l'ho sempre adorato. Ho recuperato praticamente tutti i lungometraggi un poco alla volta.
      Adesso sto aspettando "Laputa, il castello nel cielo" al cinema *__*

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  15. Totoro è stupendo*_* uno di quei film che fanno storia e poi lui è bellissimo (ho anche un suo peluche<3)

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    1. Decisamente io l'ho adorato pur avendolo visto che ero già bella grande *__*
      (Mi piacerebbe un Totorino da mettere vicino al mio P-chan!)

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  16. eh, che meraviglia! adoro Miyazaki, e Totoro è una delle sue creazioni migliori: chi non vorrebbe fare amicizia con una massa di pelo così pucciosa? certo che se uno pensa che questo film ci ha messo vent'anni ad arrivare in Italia... che dici, emigriamo in qualche paese più civile?

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    1. Caliamo un pietoso velo sulla distribuzione italiana che è a dir poco imbarazzante. Tutte le schifezze made in USA non si possono evitare e invece dei capolavori dell'animazione rimangono sotto silenzio per decenni XD
      Per fortuna che esiste internet!

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    1. Concordo e confermo! Un film assolutamente da vedere ^^

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  18. Uno dei miei film preferiti.
    Quello che più mi colpì la prima volta che lo vidi, fu il fatto che i grandi non consideravano mai le sbalorditive storie sugli spiriti come bugie o capricci dei bambini.
    Qui gli adulti sono si esclusi dal mondo magico, ma non per questo lo ritengono inesistente.
    Inoltre hanno fiducia nei bambini e nelle loro parole.
    Trovo questo particolare dolcissimo ed altamente educativo soprattutto per noi grandi.

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    1. Giustissimo, specialmente la nonnina e il papà sono bravissimi in questo. Riescono a lasciare alle piccole il loro mondo fantastico senza mai forzarle in altre direzioni o cercarle di convincere ad affrontare una realtà "ufficiale". Anzi, sembrano quasi voler vedere anche loro gli spiriti ^^

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  19. Giusto sabato scorso mi sono fatto fare da un'amica una copia di questo peluche di Totoro per un regalo, invece qui sulla scrivania ho una specie di Totoro meccanico fatto di latta.. di quelli con la molla che camminano. Insomma, ci hanno azzeccato decisamente con il character design :P

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    1. Che tenero quel totorino *__* Da quando ho visto il film ne sto cercando uno anche io ma per adesso non sono riuscita a vederne nessuno che rientrasse nei miei limiti di dimensioni e spesa prevista ^^ Altroché character design azzeccato, è una vera e propria genialata ^^

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  20. Ho trovato un post in inglese su un altro blog in cui viene analizzata la storia del film sotto tutt'altra prospettiva.
    NON leggere se non vuoi avere incubi persino su Totoro :P

    http://my.opera.com/sukekomashi-gaijin/blog/tonari-no-totoro?startidx=0#comments

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    1. Ho letto e ho visto anche il video in fondo. E' sicuramente una teoria affascinante ma poco fondata. In pratica hanno preso solo gli elementi che combaciavano con la teoria del Dark Totoro e hanno tralasciato tutti gli altri. Per esempio, la scena della crescita degli alberi non si spiega in quel modo. Satsuki vede i Totori e, in quel momento, dovrebbe essere ancora ben lontana dalla morte. Anche la scena della fermata del pullman non è spiegata ^^

      Inoltre tutta la faccenda si regge sul presupposto che le scene non avvengano in ordine cronologico ma che il film salti avanti e indietro nel tempo perchè, secondo l'autore del post, la mamma non può essere ricoverata per quasi un anno. Però, essendo probabilmente in un sanatorio per la tubercolosi, la cosa diventa molto più plausibile.

      Tra l'altro avevo letto che Miyazaki si era ispirato alla sua storia autobiografica per Totoro, visto che quando lui e i fratelli erano piccoli la madre rimase parecchio tempo ricoverata proprio per una forma spinale di tubercolosi (nove anni). Probabilmente quell'aria malinconica che si respira nel film è l'atmosfera che il giovane regista aveva vissuto in quel periodo nella sua famiglia. ^^

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  21. Ovviamente non credo affatto che Totoro e Co. siano addirittura degli shinigami, rimangono i classici spiriti protettori della natura tipici dello shintoismo.
    Però la narrazione all'interno del film nemmeno è lineare come sembra, perchè si contemplano drammi e gioie da un punto di vista razionale e spirituale, senza dimenticare che davvero ci sono due mondi differenti che nelle vite di Satsuki e Mei si intersecano per poi separarsi definitivamente.
    Inoltre, Totoro era contento fino addirittura ad arrossire quando si è ritrovato Satsuki che gli ha chiesto aiuto in lacrime. Quella scena è fondamentale, perchè definisce in pochi secondi il passaggio dalla ragione alla 'fede', dalla disperazione alla speranza: Satsuki non ha voluto insistere col chiedere aiuto agli adulti - e quindi umani - ma ha preferito invece recarsi da Totoro, e lui, a quel punto, non poteva far altro che esserne felicissimo: Satsuki ha smesso di disperarsi stando in mezzo agli umani e ha voluto riporre tutte le sue speranze in uno spirito, dando a quest'ultimo un ulteriore motivo di esistere, elevandolo addirittura ad uno stato ontologico superiore. Quel ghigno di Totoro per molti può sembrare soltanto una trovata kawai, invece è TUTTO.

    A proposito di gente col paraocchi, fatti dù risate anche tu va

    http://www.animeclick.it/notizia.php?id=31960#390894

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    1. Che vi siano i due piani di realtà è assolutamente indubbio, tanto che gli adulti (che sono più razionali e legati ad un mondo concreto) i vari spiriti non riescono proprio a vederli. Tutto questo può essere anche un mondo felice di fantasia che le due piccole si creano per scappare dalla brutta realtà che vede la loro mamma malata, infatti tutto quello che gli spiriti fanno (ad esempio la crescita impossibile delle piante) al mattino svanisce come un sogno. Quello che intendevo è che, comunque, la narrazione segue un'unica linea temporale, anche se ambientata in due realtà diverse ^^

      Diciamo che una come Satsuki, che è già abbastanza grandicella, comincia ad essere un po' borderline (il vicino di casa che ha la sua età ormai si comporta da adulto e gli spiriti non li vede più) e forse anche per questo si spiega per sorriso compiaciuto di Totoro. Una bambina che ormai sta diventando adolescente riesce ancora ad aprirgli il suo cuore e a chiedergli aiuto nel momento dell'estremo bisogno, abbandonando per un attimo tutta la razionalità che la sua età comincia ad imporle.

      Oddio su animeclick ne gira di gente strana XD In tutto questo mi chiedo in base a cosa i gestori del sito assemblino queste rubriche, sono delle accozzaglie di opere che non hanno nulla a cui spartire tra di loro XD

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