lunedì 25 agosto 2014

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Judge - Per sopravvivere, chi sei disposto a condannare a morte?

La cover del primo volume
Judge (ジャッジ Jajji) è un manga shōnen realizzato da Yoshiki Tonogai e pubblicato dalla Square Enix tra il 2010 e il 2012 sulla rivista Monthly Shōnen Gangan. In Italia è stato distribuito dalla J-Pop (come anche l'altra opera di Tonagai, Doubt) in un'edizione da fumetteria con sovraccoperta, carta di buona qualità e pagine a colori, lucide e dai colori vividi. L'opera conta in tutto sei volumi ed è completa sia in madrepatria, sia in Italia (l'ultimo volume è uscito un mesetto fa). Come nel caso di Doubt devo avvisare che si tratta di un'opera a base di thriller e mistero, per cui vi saranno diversi morti malamente ammazzati al suo interno. Astenersi anime sensibili, per tutti gli altri, invece, vediamo cosa ci offre questa serie dopo il salto! 

Il protagonista si risveglia
Nove ragazzi vengono rapiti in pieno giorno, addormentati e portati in un tribunale abbandonato. Al risveglio indossano delle maschere da animali e viene spiegato loro che stanno per partecipare ad un mortale gioco chiamato Judge. Solo quattro persone potranno uscirne vive, mentre tutte le altre saranno condannate a morte. A decretare chi vive e chi invece è destinato ad una dipartita cruenta sono gli stessi partecipanti che, ogni dodici ore, vengono costretti a prendere parte ad un "processo" (chiamato Judge) e a "decretare una sentenza capitale". Per costringere tutti quanti a partecipare ai processi, l'Organizzatore fa loro sapere che se qualcuno si rifiutasse di partecipare al Judge, tutti i partecipanti al gioco verrebbero automaticamente condannati a morte!
Ricevono istruzioni
Ma i nostri personaggi non sono affatto anime pure e candide: Ira, Avarizia, Gola, Accidia, Invidia, Superbia e Lussuria sono i peccati che li hanno spinti a compiere dei gesti orribili, gesti che una mente psicopatica non ha nessuna intenzione di perdonare loro e per cui li ha ora portati davanti ad una giuria di pari peccatori per costringerli ad espiare! Ognuno di loro ha un segreto, ognuno ha compiuto un peccato e ognuno vuole uscire vivo da quell'orrendo gioco di morte, ma la via è lunga e spaventosa, costellata di morti violente e di personaggi dalla mente non sempre lucida. Ben presto, i nostri protagonisti si renderanno anche conto di non essere affatto soli: qualcuno li osserva tramite un sistema di telecamere! Mantenere la calma, Indagare e scoprire come aprire tutte le stanze della struttura è la loro unica speranza di salvare la pelle (e la stabilità mentale)!


Il protagonista scopre di essere mascherato

Una delle illustrazioni a inizio volume
I personaggi messi in scena sono, come detto prima, abbastanza numerosi, ma solo alcuni sono ben caratterizzati. I primi a morire, ovviamente, vengono solo accennati come psicologia (il primo non ha nemmeno una battuta! Tutti lo chiamano solo "Il maiale", per la maschera che indossa), alcuni altri rimangono dei semplici stereotipi mentre una manciata sono quelli che vengono realmente approfonditi. A spiccare è, manco a dirlo, Hiroyuki Sakurai, il protagonista. Hiroyuki è un ragazzo gentile e molto tranquillo. Vorrebbe salvare tutti quanti i partecipanti e lotta, fin dal primo momento del Judge, per far in modo di trovare un accordo tra le tante personalità contrastanti dei suoi compagni di sventura. A dargli maggiormente filo da torcere sono Ryuhei Shinomiya, un giovane aggressivo e sempre sul piede di guerra, e Hayato Takizawa, uno invece con l'aria da perfetto damerino, intelligente e fin snervante nei suoi atteggiamenti (e che, evidentemente non si fida nemmeno un po' di Hiroyuki di cui cerca far vacillare le certezze e il buonismo).
La tavola successiva
Una delle maggiori difficoltà che i giovani incontreranno (a differenza dei loro colleghi protagonisti di Doubt, che si conoscevano tra di loro) è il fatto che siano dei perfetti sconosciuti e non abbiano idea di quali siano i reciprochi peccati, per cui tendono ad aggredirsi e hanno grosse difficoltà nell'offrirsi una fragile reciproca fiducia. Purtroppo, la parte che io consideravo più interessante (ossia il background dei personaggi e il motivo che li ha portati ad essere intrappolati nel Judge) è anche la parte che viene meno approfondita. Mi sarei aspettata un arrovellamento dei vari soggetti sui loro passati e su quello che loro ritenevano (a ragione o a torto) essere il loro peccato, ma quello che l'autore offre sono solo dei piccoli flashback che non aiutano a migliorare l'empatia del lettore verso il soggetto in questione (o a renderlo maggiormente antipatico). Anzi, sono talmente brevi e buttati in mezzo all'azione da essere praticamente trascurabili, quando invece avrebbero dovuto essere i cardini della narrazione e della caratterizzazione psicologica dei protagonisti [1].

Il dilemma dell'intera serie!
Dal punto di vista del disegno si può osservare che il tratto di Yoshiki Tonogai, pur rimanendo sempre molto semplice e non molto originale, ha avuto un discreto miglioramento da Doubt, riuscendo ad offrire scene un po' più dinamiche e personaggio meno "impagliati". Personalmente continuo a non ritenerlo particolarmente espressivo o significativo (rimane comunque molto scolastico, come disegno, Tonogai non ha un suo vero stile ma si "ispira" ad un character design e a uno stile molto classico) ma almeno riesce a non essere quasi mai fastidioso. Quello che non ho amato molto è un po' di fanservice di bassa lega infilato tra un omicidio e l'altro tanto per non far distrarre chi fosse interessato ad un po' di curve femminili. Ad essere molto carine, invece, sono le cover e le illustrazioni ad inizio capitolo, che riescono a mischiare perfettamente puccioso e splatter in un'unica soluzione.

E poi c'è sempre qualcuno
che scoppia di testa
In definitiva Judge si è dimostrato una lettura molto simile al suo predecessore Doubt, abbastanza interessante ma senza essere per nulla innovativo o stupefacente. La trama, pur rimanendo però decisamente lineare, è un pelo più complicata, visto che sono coinvolti molti più personaggi e che lo schema iniziale dell'Organizzatore del gioco non è ben chiaro, ma il concetto di fondo rimane sempre lo stesso (un gruppo di persone in un posto chiuso che muoiono male e misteriosamente, un misto di thriller e mistero). Come anche nel caso di Doubt, anche qui le morti sono tante e violente, ma il livello di dettaglio delle uccisioni è sempre abbastanza basso (ossia niente budella sparse alla Battle Royale, solo un po' di sangue e poc'altro), per cui non dovrebbe disturbare anche persone non troppo amanti dello splatter. Io presi il primo volume di Judge a Lucca Comics 2013 e il mio fumettarolo mi disse che era il caso di recuperare anche Doubt e di leggerlo prima perché quest'ultimo era una sorta di prima serie e Judge il suo sequel. Balle [2]. Le due storie sono completamente disgiunte (c'è solo un piccolissimo cameo del coniglietto di Doubt all'inizio, ma è un'oggetto inanimato e nulla più)! Consiglio Doubt a chi vuole una storia più breve (potendo però tollerare un disegno più immaturo) e Judge a chi, invece, cerca un thriller un po' più lungo che metta in scena una trama più ricca di eventi e con qualche colpo di scena extra. Entrambi a chi ama il genere! (pur sapendo che non sono capolavori) Chi si cela dietro al massacro? Chi riuscirà a scamparla ancora per dodici ore? Lo si saprà solo al termine del prossimo Judge!



ALTRE OPERE DEL GENERE "ne rimarrà uno solo!":
  1. Doubt
  2. Danganronpa
  3. Battle Royale (manga)
  4. Battle Royale (film)


NOTE:

[1] Non che io mi aspettassi tankobon interi di flashback sui personaggi di un'opera composta da soli sei volumi, ma lo spazio impiegato da Tonogai sarebbe stato più che sufficiente per creare qualcosa di meglio (magari ritagliando qualche dialogo farraginoso o togliendo qualche scena inutile per guadagnare qualche paginetta).
Per fare un esempio banale, Eichiiro Oda, in One Piece, riesce a creare dei flashback bellissimi ai suoi personaggi in una manciata scarsa di pagine (si pensi a quello di Nami, di Sanji, di Usopp o a quello di Zoro, per fare degli esempi facili facili), facendo in modo che il lettore si appassioni alle vicende di quel personaggio di cui ha potuto tastare con mano l'evoluzione della personalità. Oda presenta il personaggio, ti mostra come si comporta (magari anche in modo antipatico, che all'inizio né Zoro, né Nami, né Usopp e né Sanji spiccavano per simpatia - anzi, Sanji sì ma era irremovibile nel non voler partire con Rufy), ti fa capire che c'è qualcosa sotto e poi, nel momento di massima tensione narrativa, BAM, ecco il flashback che spiega tutto!
Non posso piangere come una
fontana tutte le volte che rileggo
queste pagine! Dannazione!
Tonogai non riesce, invece, ad usare per bene questa tecnica narrativa. I suoi flashback sono spesso nel momento sbagliato (ossia non c'è quella tensione del "Ommiodiofinalmente! Non me ne voglio perdere una vignetta!" ma c'è più un sentimento di "Sì, bello, ma chissene, torniamo alla storia") e non riescono ad arricchire il personaggio di un vero background ma sono solo dei meri espedienti per aggiungere fatti random per cercare disperatamente di costruirgli una personalità che non ha!
[SPOILER JUDGE] Per dire, l'orso ha pugnalato sua madre perché si vergognava del fatto che lui fosse un hikikomori, giusto? Ok, ma perché lo era diventato? Perché non voleva più andare a scuola? Perché non si fidava di nessuno? Perché è disposto a suicidarsi, a patto di uccidere gli altri? Perché sua madre non lo capiva? Perché reagisce in quel modo per una parola? E la madre, è morta? E dopo l'aggressione, cosa gli è successo? E a lui, è stato in prigione? A tutti questi interrogativi, che avrebbero potuto creare una personalità e una storia seria al ragazzo, non vi è risposta! Questi flashback creano più domande di quelle a cui rispondono, lasciando al lettore l'amaro gusto del "ma perché!?" in bocca. [FINE SPOILER]

[2] Anche se probabilmente non è colpa sua. Capisco che un fumettarolo non possa leggere tutto e gira questa leggenda che Judge sia il sequel di Doubt. Ora, al massimo è uno spin-off, ma i personaggi sono completamente diversi, per cui no, non è il sequel!


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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





16 commenti :

  1. Ho trovato Judge leggermente meglio di Doubt, anche se di difetti ce ne sono. Prima di tutto, come hai notato anche tu, il fatto che non vengano approfonditi il passato e le colpe dei personaggi, è una pecca considerevole, anche perché avrebbero dovuto essere il fulcro della narrazione. Alla fine, l'unico evento passato con cui ci si sofferma di più è anche quello che nasconde la soluzione dell'enigma, rendendo le cose un po' troppo facili per chi come me ama i rompicapi.

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    1. Anche io l'ho trovato leggermente meglio (forse per via della trama un pelo più lunga e per il fatto [SPOILER] che ci fossero le altre persone nell'altra stanza che hanno confuso per un volumetto le carte [FINE SPOILER]). Più che altro ho trovato debole il fatto che l'autore non fa in modo che ci si focalizzi sugli altri partecipanti al gioco. Andando avanti con la lettura non c'erano candidati plausibili per essere l'assassino e anche per i morti non sono riuscita a provare particolare empatia (per via proprio dei flashback debolucci).
      Alla fine trovo che sia carina come serie ma non irrinunciabile.

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    1. Non l'ho visto ma diciamo che ricorda tutte quelle opere nel filone "ne sopravviverà uno solo" ^^

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  3. Aspettavo Judge da diverso tempo, ma mi fido della tua recensione tecnica.
    Ma non è che quell'uso strano dei falshback sia voluto, per -magari- disturbare?

    Moz-

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    1. Come serie non è malaccio ma non è nemmeno un capolavoro. Se non ti turbano budella e scene di sesso e non l'hai letto ti consiglio Battle Royale che è di tutto un altro livello.
      I flashback non disturbano, sono proprio privi di carisma e di interesse (purtroppo).

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  4. Non so quanto possa essere il mio genere...soprattutto se i flashback non sono poi così rilevanti (io adoro i bei flashback *__*) per capire la psicologia dei personaggi. Posso capire se è solo un personaggio che viene fuori scoppiato per cause random, ma se lo sono tutti si perde un po' di credibilità.
    Il fatto che non sia poi tanto splatter potrebbe essere già un punto a favore per farmi avvicinare al genere.
    Non ho ancora letto Battle Royale perchè, pur essendo incuriosita dalla trama, non so se riuscirei a reggerne lo splatter :/
    Dovrò provare per scoprirlo, prima o poi!

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    1. La cosa triste di Judge è che i personaggi avrebbero avuto anche delle storie interessanti dietro ma sono raccontate in modo così sbrigativo da essere trascurabile. Diciamo che è il manga ideale per chi vuole leggere una storia adrenalinica senza approfondire troppo i personaggi e, soprattutto, senza soffermarsi troppo sugli sbudellamenti (che sono davvero leggerini) ^^

      Battle Royale è una delle cose più splatter che io abbia mai letto ma gestisce anche davvero bene i suoi personaggi. Secondo me una lettura la merita. Poi lo vedi subito dopo un paio di capitoli se lo splatter è troppo, te l'assicuro ^^

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  5. I fumettaroli vogliono rifilare di tutto.. ahahaha! Scherzo!
    Io ero incuriosita sia da questo manga che da Doubt ma per questioni di spazio e budget ho lasciato perdere.
    Proprio ieri piangevo sulla rivista Anteprima che per settembre e ottobre annuncia millemilioni di nuove uscite e ne ho dovute escludere alcune che mi sembravano interessanti.. ;_;

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    1. Credo che il fumettarolo l'abbia fatto in buona fede (di solito non cerca di rifilarmi roba a caso) ma capisco anche che stesse facendo il suo lavoro ;-P

      Non mi parlare delle prossime uscite! Ho già una spesa manga consistente e stanno iniziando nuove serie interessanti (tra cui Dragon Head che aspettavo da secoli) ç__ç

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  6. Credo di aver già visto da qualche parte Judge.
    Forse la trama mi ricorda qualcosa di molto simile, come il citato Battle Royale.
    Il fattore psicologico fa davvero tanto in queste opere: è un bene che ci sia.

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    1. Credo che potrebbe essere un'opera buona per iniziare a leggere il genere (specialmente se non si ha dimestichezza con lo splatter eccessivo) ma per chi ha già letto altre opere del filone può essere un po' debole. Personalmente l'ho trovato una lettura tranquilla e un po' leggerina ^^

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  7. Sinceramente, è la prima volta che leggo una trama del genere sotto forma di fumetto.
    Adesso potrò sembrare banale, ma la ragione che mi ha spinto a comprare il primo volume è stato il lontanissimo e sottilissimo richiamo a "10 Piccoli Indiani" di A. Christie (Dove per sottilissimo intendo perfetti estranei confinati in uno spazio che muoiono uno dietro l'altro)*.
    Ovviamente non è che mi aspettassi chissà cosa (e non posso nemmeno paragonarli: si tratta di due generi diversi, scritti in epoche e paesi molto distanti fra di loro), ma devo ammettere che anche io sono rimasta abbastanza delusa dalla mancanza di approfondimento del passato dei personaggi.
    Inoltre, quando alla fine l’enigma si risolve e si ripercorrono gli eventi, di solito la reazione che si ha è del tipo “Cavolo, non ci avevo fatto caso!” perché in un modo o nell’altro in una rappresentazione grafica, qualche elemento d’intuizione devi pur darlo. Invece qui mi è sembrato quasi che le spiegazioni fossero state inserite a forza per far quadrare il tutto.
    Per quanto riguarda il fanservice, diciamo che ormai ci sono quasi abituata, quindi anche se li trovo abbastanza irritanti, cerco di passare oltre.
    Nonostante questo, diciamo che mi è piaciuto abbastanza. Leggerò Doubt non appena trovo il n.2.
    (Probabilità di spoiler)
    *Lo scrivo qui sotto nel caso qualcuno voglia evitare spoiler ad ogni costo: Anche quando ho cominciato a leggerlo, ho vanamente sperato a dei richiami remoti al racconto della Christie, in quanto il protagonista causa la morte del fratello, pur non essendone direttamente coinvolto, e pensavo che anche gli altri personaggi avessero commesso dei “delitti non delitti”, ma evidentemente mi sbagliavo.

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    1. Concordo pienamente. Il problema della caratterizzazione psicologica dei personaggi e dei conseguenti misteri inesistenti (ti dirò, ad un certo punto non facevo neppure ipotesi su chi fosse il killer, il che è un bel problema per una serie che dovrebbe essere basata sul mistero) è stata la parte che più mi ha lasciata delusa da quest'opera. Mi aspettavo che fosse una specie di Battle Royale con qualche mistero in più e invece no. Peccato, trovo sia stata un'ottima occasione in parte sprecata.

      Sul fanservice non riesco ad abituarmi. O meglio, lo tollero nelle scene "funzionali" (ossia quelle in cui c'è un'inquadratura birichina o un abito troppo succinto ma la scena si sta occupando di altro) ma qui ci sono un paio di momenti in cui non sta succedendo assolutamente nulla di rilevante e se ne approfitta per fare un po' di fanservice gratuito. Ecco, così mi urta.

      Visto come disegna e come sta evolvendo comunque abbastanza in fretta, suppongo che l'autore sia alle prime armi :D

      [SPOILER] Io almeno speravo che avessero fatto qualcosa di male, di alcuni non ci sono nemmeno spiegazioni plausibili [FINE SPOILER]

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  8. Proprio una bella recensione!
    (Non che sia una novità da queste parti, eh :-) ...)
    Non è il mio genere, non lo prenderò, non mi piacciono molto quei disegni, ma ciò che mi è piaciuto molto è stata la tua recensione e le motivazioni a sostegno degli aspetti positivi e di quelli negativi: sacrosanta, ad esempio, la parte sui flash-back.
    Insomma, ancora una volta viene confermato che leggere una bella recensione dà soddisfazione quasi quanto leggere un bel manga ^^
    Ciao, a presto.
    Orlando

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    1. Grazie mille <3
      Grazie davvero, sono felice che ti sia piaciuta. Sulla nota sui flashback temevo di essermi dilungata un po' troppo su un aspetto della narrazione (appunto il flashback) a me molto caro ma magari di scarso interesse per altri ^^
      Il discorso sui flashback mi piacerebbe approfondirlo ulteriormente, mi stanno venendo un paio di spunti ma, con i miei tempi, potremmo anche riparlarne nel duemilaecredici XD
      Ti ringrazio ancora :D
      Ciao!

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