venerdì 2 gennaio 2015

53

La violenza nei media di intrattenimento


Spesso mi è capitato di rendermi conto che un livello di violenza per me completamente accettabile senza alcuna remora (come ad esempio quel genere di violenza che si trova nei classici shōnen e shōjo d'avventura in cui i personaggi si scontrano all'arma bianca, per intendersi, ma anche quello di certi seinen splatter) per altre persone è già esagerato e intollerabile. Personalmente sono profondamente contraria a qualunque forma di censura, ma capisco che non tutti abbiano voglia di avere a che fare con certe immagini cruente, per cui ho deciso di stilare una lista ragionata del tipo di violenza che è possibile riscontrare in varie opere visive (quindi fumetti, cartoni animati, film, telefilm, videogiochi e affini - escluderei solo la letteratura perché la realizzazione dell'idea di violenza viene demandata al lettore [1], mentre qui andiamo ad analizzare quello che è effettivamente mostrato) e trarne alcune conclusioni per approfondire ulteriormente il concetto di violenza stessa e il suo ruolo all'interno delle storie. 

Continua dopo il salto


Tanto per cominciare vediamo una definizione ufficiale di violenza (Garzanti Linguistica):

1. l’essere violento: la violenza di un uomo, di un discorso; la violenza di una tempesta, di una malattia, di un colore
2. azione violenta, aggressiva, prepotente, esercitata con mezzi fisici o psicologici:
(Qui, per chi fosse interessato, c'è una definizione più ampia e prolissa).
 
Quindi, già solo dalla definizione (abbastanza basilare) che ne dà la Garzanti si può osservare che esistono fondamentalmente due tipi di violenza. La violenza fisica e la violenza psicologica. Iniziamo per comodità dalla prima.


VIOLENZA FISICA


La violenza fisica può a sua volta essere a sua volta divisa nelle quattro semplici categorie (in realtà sono tre più il livello zero) elencate qui sotto:


0) Non violenza

Puccioso!

Partiamo dalla categoria apparentemente più semplice in assoluto, quella in cui rientrano quelle opere dolci, pucciose e tenerelle in cui non vi è traccia di violenza. In realtà, a ben vedere, questa categoria non è per nulla semplice ma, scavando un minimo, si scopre che è pressoché vuota!
La maialina Peppa Pig.
Nella quasi totalità delle opere prodotte a livello mondiale c'è una qualche traccia di violenza, magari minimale, ma c'è. Qualche pugno, qualche ceffone, qualche calcio nel sedere fa la sua immancabile comparsa anche nelle opere destinate al pubblico più giovane. Ma come, anche in quelle per bambini? Certamente! Per trovare qualcosa realmente privo di violenza bisogna andare a scavare in produzioni per un'età molto prescolare (dagli zero ai quattro anni, come target medio). Queste opere sono produzioni unicamente televisive (i bimbi non leggono) e hanno uno scopo educativo ed ipnotico (tenere il pupo incollato alla televisione per una decina di minuti mentre mamma e babbo fanno altro). Normalmente sono serie caratterizzate da personaggi molto semplici, da colori ben distinguibili, da musichette orecchiabili e dai contenuti molto limitati. Diciamo che sono quelle che spesso vengono anche denigrate come idiozie fatte e finite per la loro semplicità [2].

Esempi: I Teletubbies, Peppa Pig, La dottoressa pelouche, La Pimpa, Il mio amico Totoro.


1) Leggera Violenza


Una lite da Leggera Violenza
Questa categoria è la più complicata da sintetizzare in assoluto perché si può articolare in diverse sottocategorie che mettono in scena una qualche forma di violenza estremamente mitigata, tutte caratterizzate dal fatto che non viene mai mostrata neppure una goccia di sangue. Ecco, se devo dire il sangue è proprio lo spartiacque tra una violenza più concreta (e realistica) ed una invece più distante e leggera:

A) Violenza occasionale e di lieve entità:

Pugno!
Qualche schiaffone, qualche pugno, piccoli gesti che hanno una loro funzione nella trama o nella gag ma che non feriscono veramente i personaggi. Un paio di esempi classici sono gli schiaffi da storia romantica (che chissà perché ma una storia romantica che si rispetti ha sempre un lui schiaffeggiato, ad un certo punto), le zuffe tra Calvin e Hobbes e il pugno di Lucy dei Peanuts. Altri esempi di personaggi di storie che rientrano in questa categoria sono: Anna dai capelli rossi, Heidi, Mila e Shiro, Occhi di gatto, Kiss Me Lycia, Miracle Girls, Marmalade Boy, Hanayori Dango, Cuore di Menta, Una ragazza alla moda;


B) Violenza irrealistica:

Braccio di Ferro mena come un fabbro
Scene di violenza anche grave ma inserite in un contesto totalmente avulso dalla realtà, al punto da non essere nemmeno lontanamente credibili (e proprio per questo molto ben mitigate). Esempi classici sono Tom e Jerry, Braccio di Ferro, Asterix, i Looney Tunes, gli Animaniacs e la stragrande maggioranza dei fumetti Disney (basta pensare a tutte le volte che Zio Paperone insegue inferocito Paperino). Queste  opere sono create per un pubblico giovane e, pur contenendo delle azioni che nella realtà sarebbero gravissime, vengono rappresentate in modo talmente comico e incredibile da risultare non eccessive. Anche i combattimenti realizzati interamente tramite blast di energia (sempre a patto che i personaggi non sanguinino) rientrano in questa categoria (ad esempio quelli di My Little Pony, Card Captor Sakura e di Sailor Moon) insieme a tutti quelli che combattono con oggettini vari (Bayblade, Saint Tail);


C) Violenza senza conseguenze (per i personaggi principali):

Joker: "Fatto niente!"
In serie di azione e avventura i personaggi hanno spesso necessità di duellare, combattere e farne di tutti i colori. Il trucco per far rientrare questi eventi in categoria di Leggera Violenza (e avere quindi la possibilità di farli vedere senza limitazioni d'età) è sempre nel fatto che nessuno di loro versi mai neppure una goccia di sangue, rendendo, di fatto, l'intera azione violenta senza alcuna conseguenza grave (se non la morte sul colpo di comparse e personaggi di scarso interesse, che crollano senza neppure versare sangue). Esempi classici sono il telefilm di Zorro, Sinbad il marinaio, Batman: The Animated Series, Superman: The Animated Series, Batman Beyond, Justice League, Justice League Unlimited, Green Lantern: The Animated Series, Batman: The Brave and The Bold, Ranma 1/2, Le tartarughe ninja, D'artagnan e i moschettieri del Re, lo Hobbit (trilogia);


D) Violenza anche grave (compresa la morte) fuori schermo o irrealistica: 


Gaston: "Questa cosa di morire cadendo
è un dannato clichéééééééé!"
Ad esempio, in quasi tutti i grandi Classici Disney muore qualcuno, ma si tratta sempre di morti raccontate, viste da lontano (un esempio facilissimo è lo sparo del cacciatore in Bambi, si capisce la gravità della scena ma non viene mai mostrata la madre morente o morta) o talmente enfatizzate da risultare completamente fantasiose (ad esempio la morte di Mother Gothel in Rapunzel, dove la poveraccia si decompone prima ancora di arrivare in fondo alla torre, o quella di Malefica ne La bella addormentata nel bosco, dove la povera strega diventa praticamente un murales sul fondo della valle).


Violenza irrealistica, di lieve entità e
che lascia un segno irrealistico
Questa categoria può apparire ad un primo sguardo fin troppo popolata ed eterogenea ma, a ben vedere, la gravità con cui la violenza stessa viene rappresentata è comparabile. Certo, lo schiaffone di Kyoko a Yusaku in Maison Ikkoku è apparentemente meno cruento di Jerry che prende a martellate Tom fino a ridurlo ad un disco, ma è anche molto più realistico e contestualizzato del secondo esempio. L'irrealtà e la sospensione dell'incredulità rendono possibile un praticamente totale annullamento dell'atto violento, permettendo anche a persone sensibili (come i bambini) di godersi senza rimanere traumatizzati scene che per loro natura sarebbero estremamente crude. Anzi, a ben vedere, è molto più difficile da superare una scena non mostrata e priva di un atto concreto come la morte della mamma di Bambi, rispetto ad un pugno estremizzato di Braccio di Ferro o di Asterix!



2) Violenza Moderata

È solo un po' di sangue

Come abbiamo detto in precedenza, lo spartiacque per entrate a far parte di queste categoria di Violenza Moderata è la presenza di sangue in scena. Il vitale liquido rosso che cola da una ferita rende l'evento violento immediatamente molto più concreto e realistico e sbatte in faccia allo spettatore le conseguenze dirette che l'azione ha avuto sul personaggio. 
Che spruzzo!
L'ho trafitto o gli ho sparato? Ebbene esce sangue. Esattamente come succede al lettore o allo spettatore se viene trafitto o trapassato da un proiettile. Il sangue toglie quella patina di distacco e rende molto più credibile e realistica la scena. Se Tom sanguinasse tutte le volte che viene malmenato da Jerry sarebbe ancora un cartoon per bambini? Assolutamente no! (Anzi sarebbe una cosa piuttosto splatter). Per di più i personaggi soffrono anche delle conseguenze dell'azione violenta subito (a differenza della categoria precedente, in cui Bluto le prende da una vita da Braccio di Ferro senza accusar danni) e possono rimaner menomati e anche morire. Però, questa è ancora una categoria di Violenza Moderata, per cui ha un suo limite di crudezza nel fatto che trovi proprio nel sangue (e nelle eventuali conseguenze, non ci sono sempre) il suo unico stretto legame con una rappresentazione realistica.
Zoro ha dai 20 ai 30 litri di sangue
In questa categoria i personaggi sono come dei grossi palloni pieni di emo-derivati (per creare ottime scene molto splatter) ma non possiedono gli organi interni. Puoi bucarli, trafiggerli, trivellarli, dissezionarli ma otterrai solo bordi di carne e tanto, tanto sangue. Questa rappresentazione è molto usata per opere destinate ad un pubblico giovane (shōnen e shōjo) quando si vogliono inserire degli eventi cruenti senza spaventare troppo il lettore\spettatore. Classici e facili esempi sono: Dragon Ball, One Piece, Naruto, Pandora Hearts, I cavalieri dello Zodiaco, X\1999, Shaman King, i fumetti di supereroi, film del DCAOM, D. Gray Man, Angel Sanctuary, Full Metal Alchemist, Anatolia Story, Puella Magi Madoka Magica, Evangelion, L'attacco dei giganti.



3) Pesante Violenza

Dannatamente concreta, come immagine

Ed eccoci arrivato al livello più alto di violenza. Qui il realismo anatomico si concretizza del tutto e si può sintetizzare nel fatto che i personaggi abbiano tutti gli organi interni al loro posto all'inizio della storia. Organi, che, tra l'altro, sembrano essere molto gioiosamente convinti di dover mostrare al mondo. Per ogni sparo, ferita, trauma, caduta ci saranno escoriazioni, ematomi, parti amputate, budella in piena vista.
Conseguenze della ferita:
visceri che fuoriescono dal torace
Ogni ferita, anche la più piccola, porta delle conseguenze, spesso anche invalidanti, e, nonostante il sangue versato sia normalmente meno di quello prodotto dai personaggi della categoria precedente (noti per inondare la scena), l'impressione dell'immagine è indubbiamente più cruenta ed efficace. Detta così sembra una cosa  gratuitamente splatterosa ma è semplicemente una rappresentazione fedele di quello che avviene in realtà. Quando il livello di violenza diventa Pesante Violenza nulla viene lasciato alla fantasia del lettore e viene minuziosamente dettagliato qualunque macabro e raccapricciante particolare della scena, certe volte anche con chirurgica precisione (Shigurui, Battle Royale, Elfen Lied, Berserk, Kurosagi).
Notare l'espressione della ragazza
Tra l'altro, vengono anche rese in modo molto più realistico le espressioni di dolore e/o panico sul volto dei personaggi (che invece nella categoria precedente tendono ad essere in ombra, neutre o piuttosto esagerate) e si può indulgere in scene dal pesante gusto horror. Vorrei qui fare una piccola parentesi. Scene horror e scene di violenza carnale possono comparire sia in questa categoria sia nella precedente. La differenza è sempre il modo in cui vengono rappresentate. Se i personaggi coinvolti hanno organi interni (o esterni, come ad esempio i caratteri sessuali) ben in vista e la scena è dettagliata nella sua dinamica allora è Pesante Violenza. Al contrario, se la scena è volutamente oscurata e/o presenta solo chiazze di sangue, allora anche una violenza carnale completa rientra in categoria Violenza Moderata.
Un po' di horror
Certo che uno stupro nel mondo reale è sempre una gravissima espressione di violenza (e di prevaricazione, aggiungerei), ma nel mondo della rappresentazione può avere diverse forme. Se da una parte lo stupro che subisce Aine in Strofe d'amore è a dir poco risibile (per come superficialmente viene trattato e per quanto poco venga mostrato dell'orrore in quella scena), al contrario gli stupri visti in La carrozza di Bloodharley sono concreti e quasi tangibili per i segni che lasciano sui volti e sui corpi delle vittime. Nello stesso modo l'horror messo in scena in Afterschool Nightmare o in Highschool of the Dead è una Violenza Moderata (niente organi, solo sangue), mentre quello di Hakaiju, di Kiseiju e di Hellsing, con i personaggi sbudellati ed esplosi in chiaro sulla pagina o sullo schermo è Pesante Violenza. Persino le opere che raccontato in prima persona la guerra possono essere nella categoria Violenza Moderata (Ali d'argento) oppure in categoria Pesante Violenza (Verso una nobile morte, Gen di Hiroshima, Kaijimunugatai, Lei, l'arma finale) in base a quello che l'autore decide di rappresentare e mettere in scena.

Ho scelto un'immagine volutamente
"leggera" per il guro. C'è molto di peggio.
A completare il tutto c'è, infine, il genere comunemente chiamato Ero Guro. Esso nasce da un movimento artistico sviluppatosi in Giappone negli anni venti (Ero guro エログロ) che unisce il porno al macabro e al grottesco (attenzione non tutte le opere di sangue e sesso sono Ero Guro, ci vuole qualcosa di più perverso per rientrare in categoria). Il nome deriva da ero guro nansensu (erotic grotesque nonsense) e indica le due componenti del genere: quella erotica e quella bizzarra e innaturale. Il risultato sono opere che fanno rigirare lo stomaco al lettore per il livello di follia a cui lo sottopongono. In questo caso la violenza non è solo più sul foglio di carta ma è anche nei confronti della mente di chi legge (Notte putrescente, Mnemosyne, le opere di Shintaro Kago al gran completo).



VIOLENZA PSICOLOGICA


Pressione sociale e bullismo scolastico
Un discorso analogo a quello appena terminato per la violenza fisica lo richiede la violenza psicologica ma non mi dilungherò troppo (che già così il post è venuto enorme). Sulla carta può sembrare che appartenga ad un'unica categoria ma, a ben vedere, anche essa presenta diverse sfumature, partendo da quella più lieve (es: "sei brutta\o" - Peach Girl e Ura Peach Girl) e arrivando a quella più profonda, pesante e ingestibile, che porta il personaggio in questione a pensare suicidio (il bullismo di Life) o alla follia (il disastro di Dragon Head). Diciamo che normalmente, nelle quattro categorie viste in precedenza, al crescere della violenza fisica sui personaggi, normalmente cresce anche la componente di violenza psicologica.
Chi suona alla porta?
Fanno eccezione alcune opere (Higurashi ni naku koro ni, Dragon Head, Phantom Stalker Woman, Buonanotte Pun Pun, Il campo dell'arcobaleno, Doubt, Judge, Poco Raccomandabile, Persepolis) che, pur non indugiando troppo sulla violenza fisica, si concentrano maggiormente sulla componente psicologica, lasciando addosso al lettore uno stato d'ansia e inquietudine più che non di schifo e morbosa curiosità. Onestamente ritengo che sia più facile (a patto di aver fatto
Ritratto di Lovecraft
un buon corso di anatomia) mettere in scena o in pagina della violenza fisica di grande impatto visivo piuttosto che lavorare sulla psiche dei personaggi, portando il lettore verso un sottile e impalpabile orrore psicologico (e che quest'ultimo sia anche più gestibile da un lettore più sensibile di stomaco). Il più grande maestro in questo (e lo so che sto citando uno scrittore di letteratura anche se avevo detto che intendevo rimanere sul visivo ma passatemelo) è e rimane Howard P. Lovecraft. Con le sue descrizioni allucinanti e orride porta i suoi personaggi ad un'inesorabile follia e al lettore ad uno stato di malessere e inquietudine praticamente irraggiungibile. Onestamente io ritengo che il vero e più puro horror sia proprio questo, ovvero quello che ti fa alzare la testa a metà racconto perché hai sentito un rumore strano, e non lo splatter semplicione scritto per impressionare con sangue e budella.



CONCLUSIONI


Una violenza presente ma edulcorata
In conclusione si può osservare come in realtà la stragrande maggioranza delle opere proposte su tutti i mercati (sia quelli orientali sia quelli occidentali) siano in qualche modo affette da una qualche forma di violenza. Anche le opere destinate ad un pubblico prescolare non ne sono immuni (se non in pochi casi, quando si parla di cartoni animati per bimbi davvero piccolissimi che non solo non apprezzerebbero ma credo anche non capirebbero certe scene) ma tendono piuttosto a sublimare ed esorcizzare l'atto violento rendendolo completamente irrealistico e privandolo delle sue più classiche conseguenze, tra cui la perdita di materiale ematico da parte dei personaggi coinvolti. Quando la violenza diventa maggiormente esplicita (Moderata Violenza) si concede ai soggetti in scena di sanguinare copiosamente.
Una violenza macabra e grottesca
Qui le cose si fanno già più concrete e anche le ferite ricevute portano a delle conseguenze tangibili come menomazione e morte. Eppure manca ancora qualcosa per avere un visione pienamente realistica dell'azione violenza e quel qualcosa sono gli organi interni che invece hanno i personaggi che subiscono Pesante Violenza. Infatti, a ben vedere i personaggi che subiscono Moderata Violenza, benché trafitti e squartati, non avranno altro che solida carne e sangue nei loro corpi, mentre quelli che subiscono Pesante Violenza contengono organi accuratamente rappresentati. Per completare il quadro si può osserva anche come, al crescere della violenza fisica, normalmente cresca anche la pressione della violenza psicologica (tranne in alcuni casi che si buttano completamente sull'introspettivo e curano maggiormente quest'aspetto).

(per vederla più grande clicca qui)

E qui arriviamo alla domanda finale di questo panegirico che immagino un po' tutti stessero aspettando: è quindi sbagliato inserire la violenza nelle opere di intrattenimento? Secondo me no. Il mondo reale e la psiche umana sono talmente violenti e pieni di orrori che nemmeno un maestro come Lovecraft potrebbe descriverli nella loro pienezza, per cui la rappresentazione della violenza stessa all'interno di opere altro non è che un tentativo di narrare (opere storiche) e/o esorcizzare (opere basate su eventi di fantasia) quegli stessi orrori.
E poi ci sono volte che è talmente esagerata
e idiota da far ridere di gusto ...
Più il target dell'opera è un pubblico sensibile e più la violenza stessa viene sublimata e resa innocua (pur rimanendo chiaramente impressa) e più, invece, il pubblico è maturo e disposto ad affrontare paure e perversioni e più essa diventa esplicita, precisa e chirurgica. Sorge quindi spontanea la seconda domanda: se una persona riesce a usufruire senza esserne turbata solo opere con al massimo un certo livello di violenza, devo forzarsi a guardare/leggere le altre per maturare? No, assolutamente! Anzi, personalmente ritengo che ognuno dovrebbe evitare accuratamente di farsi violenza e leggere o vedere opere (anche acclamate) che non è certo di essere in grado di accettare pienamente. Non è sopportando maggiormente una violenza più esplicita e concreta che si dimostra di essere maturi, anzi, si rischia solo di traumatizzarsi e spaventarsi. Ognuno di noi ha un limite nell'accettare la violenza (narrata, ricordo che sto parlando sempre e solo di violenza narrata) e proprio accettarlopossibilmente senza invocare l'Inquisizione Spagnola per quello che non si sopporta, è una dimostrazione di maturità! La determinazione del proprio livello massimo dipende dalla propria sensibilità e da null'altro!

E tu? Cosa ne pensi? Qual è il livello massimo di violenza che riesci a sopportare?

Cosa pensi di certe opere che fanno dell'Estrema Violenza una bandiera? E di quelle che invece sono totalmente prive di Violenza?





NOTE:

[1] Esempio pratico. Nei libri del ciclo di A song of Ice and Fire ci sono una quantità sterminata di scene di violenza, sbudellamenti, stupri e chi più ne ha più ne metta. Ora, un conto è immaginarsi quelle scene (con l'autocensura mentale che protegge in qualche modo il lettore) e un conto è vedersele spiattellate su una pagina o sullo schermo senza nessun tipo di filtro. Qui stiamo parlando di violenza rappresentata.

[2] Quando in realtà magari non lo sono, ma sono solo create per bambini molto piccoli. Io ritengo che un buon prodotto per bambini debba essere anche fruibile ed apprezzabile da un adulto (considerando che un bambino NON è un adulto scemo e può tranquillamente avere a che far con trame anche complesse e bei personaggi - semplicemente nelle serie a lui indirizzate è buona cosa evitare scene di sesso e violenza eccessiva). A questa mia "regola" fanno però eccezione le serie indirizzate ad un target particolarmente giovane (diciamo dagli uno ai quattro anni), ossia quelle per bambini piccolissimi. Suvvia, non si può pretendere che un'opera studiata per qualcuno che ha difficoltà a controllare la minzione e si sbava addosso mangiando sia chissà quale capolavoro introspettivo! Per quel genere di pubblico servono immagini chiare, canzoncine e parole ripetute a sfinimento per far capire bene il concetto.
Questo libro!
Quindi, ora, gentilmente, basta dire quanto facciano pena certe serie per bambini piccoli confrontandole con prodotti realizzati per tutt'altro target (ad es: "Ai miei tempi guardavo Kenshiro e adesso c'è Peppa Pig! Che schifo!" No! Kenshiro non lo guardavi a due anni. A due anni guardavi la Pimpa, che non è molto diversa da Peppa Pig, ma non te lo ricordi per cui te la tiri immensamente)! Sarebbe un po' come dire che il libro "Dov'è Spotty" di Eric Hill non è all'altezza della Divina Commedia. Certo che non lo è! È un libricino-game in cui bisogna trovare un cagnolino sotto a degli oggetti ricreati con del cartone in pagina, ma per un bimbo (che non ha i mezzi cognitivi per comprendere la Divina Commedia) è perfetto!


author

SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





53 commenti :

  1. Bell'articolo, mi è piaciuto molto!
    Personalmente, il livello che riesco a sopportare di violenza è piuttosto alto (di solito le scene splatter non mi impressionano, anche se ammetto di non andarmele a cercare, specie quelle più forti), ma so bene che non per tutti è così.
    Posso chiederti una cosa? In che livello di violenza metteresti gli 'Happy Tree Friends' (cartone che adoro xD)? Sono indeciso tra il 2 e il 3, dato che, se da un lato ci sono litri e litri di sangue, la violenza, così come l'anatomia sono irrealistiche e usate per far ridere, d'altra parte ci sono anche organi a profusione e scene che non tutti riescono a sopportare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      Di Happy Tree Friends ho visto solo qualche episodio e direi che alcuni sono in categoria tre (organi che fuoriescono dalle ferite, pezzi si parti interne, occhi cavati) e altri, invece, sono solo in due (solo tanto sangue). In ogni caso, dati gli episodi di violenza tre metterei tutto nella categoria più alta ^^
      L'anatomia irrealistica, in questo caso, è utilizzata più per creare contrasto che altro (dal character design uno si aspetta una serie per bambini e poi saltano fuori organi da tutte le parti) ma non per questo la violenza ne viene mitigata. Nelle immagini in allegato al post ho scelto disegni realistici (perché mi piacciono di più) ma non è fondamentale che lo siano. Se ci sono organi estratti è violenza 3 :D

      Elimina
  2. Quest'articolo è davvero ben fatto (come sempre)^^ e molto interessante! Come spieghi giustamente tu, ci sono tanti tipi di violenza sia fisica che psicologica.
    A me da fastidio solo la violenza messa li tanto per....Voglio dire, se nella storia c'è un contesto già violento, la violenza (anche cruda) è giustificatissima. Ma se è messa tanto per "ok mettiamo scene di violenze perchè fa figo" allora anche no.

    Generalmente io sono piu' per le storie di violenza psicologica, che probabilmente è anche peggiore di quella fisica...Ho adorato "Life" e in Italia è arrivato fin troppo poco riguardo questo tipo di violenza.
    Probabilmente è considerato un genere troppo pesante, essendo una violenza "cervellotica".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      Neanche io sono una fan della violenza "tanto per ..." (diciamo tanto per scioccare lo spettatore) e preferisco quella ben inserita in un contesto e possibilmente in una buona storia. Però quella è una caratteristica della qualità dell'opera più che non della violenza stessa. Diciamo che, normalmente, sono i cattivi autori che non riescono a rendere sensata le scene di violenza che inseriscono nella trama ^^

      A me non disturbano le scene di violenza fisica (anche di tortura, ad esempio ho adorato Innocent) ma apprezzo molto anche le serie di violenza psicologica. Life l'ho preso quasi per caso (una asta fortunata su eBay a basso costo) e l'ho letteralmente adorato! Anche a me piacerebbero più opere del genere in Italia ^^

      Elimina
  3. Articolo molto completo e dettagliato.
    Personalmente posso arrivare anche al livello 4, purché si tratti di violenza funzionale rispetto alla storia. Kick-Ass ad esempio ha scene abbastanza violente (che nella tua tabella sarebbero classificate 3) ma sono funzionali alla vicenda, quindi vanno bene.
    Se invece c'è violenza compiaciuta e fine a se stessa perdo subito l'interesse nella lettura.
    P.S.: l'eroguro non riesco proprio a leggerlo, ammiro un'artista come Maruo Suehiro per la sua bravura ma le sue opere mi turbano, davvero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie :D
      Ovviamente la violenza gratuita e avulsa dalla trama non fa mai piacere a nessuno. Trovo che il fatto di giustificare all'interno della trama livelli estremamente elevati di violenza sia un indice di abilità dell'autore dell'opera ^^

      PS: l'Ero Guro lo apprezzo a piccole dosi. Ammiro la follia di certi racconti (se hai mail letto qualcosa di Shintaro Kago, per esempio) ma troppo insieme turba anche me. Di Maruo ho letto anni fa Notte Putrescente e l'ho trovato pesantissimo (al punto che ho restituito il volume) ma adesso sarei quasi curiosa di rileggerlo ^^

      Elimina
  4. Io la violenza la reggo fino al punto due. Ho adorato Mononoke e devo ammettere che mi sono sentita molto sadica quando ho visto tutti i bambini fan di Peppa Pig che erano in sala con me e la mia amica traumatizzati. Poi a tredici anni adoravo gli Happy Tree Friends (chi non ha mai desiderato abbracciare il coniglietto Cuddles fino a farlo esplodere e trovarsi il suo sangue in faccia? xD), e a quell'età mi sono iniziati a piacere Grattachecca & Fighetto (nel videogioco Virtual Springfield c'è un cortometraggio inedito, dove il topo ficca nelle tempie del gatto il lettore CD-Rom e poi gli trancia in due la fronte, e il cervello viene letto come CD dal PC, e il lettore CD-Rom è sporco di sangue). E poi cosa dire di Fluttershy che ammazza Rainbow Dash con una motosega e le dice di stare calma, mentre le mangia il cervello? (CONTINUA)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il problema di Principessa Mononoke non è tanto la violenza insita nell'opera, ma il fatto che i genitori non si siano informati prima di portare dei bambini! Il fatto è che in Italia il mezzo espressivo "cartone animato" è considerato "robetta per bambini" per cui nessuno si è premunito di controllare XD

      Elimina
    2. esatto... almeno potevano mettere "vietato ai minori di 12-14 anni!" xD

      Elimina
    3. Ha rating PG-13 per cui sarebbe vietato ai minori di 13 anni (per scene di violenza e gore) ma ho idea che anche i gestori dei cinema considerino tutti i cartoni animati "robette per bambini" ^^

      Elimina
  5. Ma ora vediamo gli altri punti
    0) A me Totoro è piaciuto (anche se non è il mio preferito di Miyazaki), l'amica con cui ho visto Mononoke però si è sentita a disagio mentre lo guardava perchè non lo trovava adatto alla sua età. Peppa Pig invece mi piace solo nelle youtube poop doppiate in catanese, ce n'era una bellissima del blackout dove i Pig incolpavano l'Enel per i tagli all'elettricità e la madre se ne stava su Facebook a provarci con vari uomini xD. Lasciamo perdere i Teletubbies...posso essere sincera? Mi terrorizzano. Io sono una persona che potrebbe guardare di tutto, veramente, a patto che sia fatto bene, ma le cose che evito come la peste sono i Teletubbies e, dall'altro lato, i p0rn4azzi e le cose fetish. Comunque sia, secondo me ci sono pochissimi cartoni prescolari che sono guardabili anche dai più grandi, e di solito sono quelli che hanno una trama e sono dei veri cartoni (caso rarissimo, direi il primo cartone che ho recensito sul mio blog) o La Pimpa che è fatta da Altan, il cui senso dell'umorismo lo apprezzo molto. Non dico che andrei a comprare quel fumetto dal giornalaio, però l'ho riletto a 15 anni e ho rivisto un episodio l'anno scorso e devo ammettere che era una produzione parecchio fantasiosa e originale. Quindi secondo me, un cartone prescolare deve avere una vera trama e fantasia, come i cartoni per un pubblico generale. Le produzioni prescolari interattive sono il male, vuote di fantasia!
    1) Qui ci sono un sacco di cose. Iniziamo con un cartone prescolare in cui effettivamente c'è violenza slapstick, e anche un quasi deragliamento del treno...si chiama Callie Sceriffa del West e anche se ha dei difetti (perchè niente pistole? neanche giocattolo? è il west e poi...perchè se la menano quasi sempre con la morale del "non dire bugie"? Non è l'unica morale da insegnare ai bambini), devo ammettere che mi è piaciuto.
    Passiamo ora ai cartoni per tutti. Hai citato i Peanuts... Lucy fa anche violenza psicologica a Charlie Brown mentre fa la psichiatria, poi mi ricordo che a volte strillava anche a Schroeder il pianista. Ovviamente le famose scene con il pallone da football. Poi in una sequenza di strisce, Marcie aggredisce Piperita Patty che non vuole andare a scuola e sta sul tetto della casa di Snoopy (secondo PP il "villino degli ospiti di Ciccio") e così facendo, fa crollare la casa di Snoopy e fa cadere Patty e Snoopy a terra. (CONTINUA)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La tua amica temo abbia dei pregiudizi sull'animazione. Totoro è apprezzabile un po' da tutte le età, visto che è quel genere di opera realizzata per un pubblico infantile ma in grado di affascinare anche gli adulti (che gli danno anche altre letture, tra cui, non so se la conosci, quella estremamente dark in cui le due bambine sono in realtà morte).

      I Teletubbies non li ho mai visti molto, però so che uno dei miei cugini ne era diventato dipendente e che aveva costretto la famiglia intera a lunghi periodi di visione XD

      I cartoni prescolari di fascia molto bassa come età dell'utenza designata non sono guardabili dagli adulti perché hanno pochissimo contenuto ed è tutto molto ripetitivo. Visto però il pubblico che si prefiggono di raggiungere sono perfetti (un bimbo di due anni non te la segue una storia un minimo complicata! Non c'è verso!). Callie Sceriffa del West o Dottoressa Pelouche, per esempio, sono dedicati ad un pubblico più maturo dei Teletubbies, per cui è giusto che abbiano una trama e dei personaggi psicologicamente più interessanti. Secondo me bisogna dividere i cartoni prescolari ancora in due fasce: una per i più piccoli (bambini dell'asilo) e una per i più grandi (bambini delle materne) ^^

      Piccola parentesi: non ho parlato dettagliatamente del porno perché voglio dedicare anche a questo argomento un articolo specifico. Ti dico solo che esiste (come nel caso della violenza) porno e porno. Alcune opere erotiche sono degli autentici gioiellini (non so se hai mai letto Leone Frollo ma è un maestro) mentre altre cose possono diventare fin vomitevoli ^^

      Elimina
    2. Secondo me più che un fatto di pregiudizi è un fatto di sensibilità, ad alcune persone piacciono sia i cartoni pucciosi che quelli comici o violenti (come a me), altre persone invece amano oltre i cartoni comici, quelli con trame realistiche e talvolta dure e crude, e non sopportano i cartoni dolci o quelli buonisti (come alla mia amica. Non sto dicendo che Totoro sia buonista, ma che è dolce sì) (la mia amica considera buonisti i pony, ma credo abbia visto solo uno/due episodi, io li considero frettolosi nella sceneggiatura invece xD).
      Non sapevo della teoria delle bambine morte di Totoro, ma conosco quella di Ash Ketchum in coma (l'unica teoria del coma a mio avviso sensata) e quella del purgatorio di Ed Edd Eddy (i ragazzi del vicolo cieco sono tutti morti e vengono da epoche differenti).
      La divisione che fai tu è giustissima, e non sei l'unica che l'ha fatta, dato che c'era anche in un corso di fumetto dell'Accademia Disney. Per quanto riguarda Callie Sceriffa del West è un cartone che consiglio a chiunque voglia analizzare l'animazione educativa per bambini: certi episodi sono fatti veramente bene (ad esempio, in un episodio viene mostrato il bullismo in modo realistico, dove un bulldog bullo ricatta il cactus di non dire niente se non vuole essere definito uno spione), creativi, notevoli e con un po' di violenza slapstick, altri invece sono forzatamente buonisti (come ti dissi sul mio blog) e sembra che vogliano arruffianarsi i genitori ultraprotettivi. A dire il vero Callie non è l'unica cosa della Disney che mi sembra contraddirsi (sia con spunti buoni che cattivi)...in America su Disney XD mandano in onda un cartone chiamato Gravity Falls che dicono tutti che siano interessantissimo ed è l'altro cartone nuovo della Disney, che oltre a Callie, volevo recuperare. Gravity Falls è pieno di scene oscure e anche di finti ed espliciti simboli massonici (una piramide con un occhio)...ebbene, su Disney XD gli Americani hanno trasmesso Doraemon....censurato! Cerca la notizia su animeclick, vedrai che Doraemon con un cerotto sul naso "traumatizza" i bambini (delle elementari xD) e perciò è meglio dargli in mano...una pizza (non ti sto prendendo in giro). Oltre a ciò, Doraemon è stato piuttosto americanizzato (qui sappiamo tutti che il gattone è l'ambasciatore degli anime nel mondo). Credo quindi che la Disney non sappia trovare il giusto equilibrio in quello che mostrare, nei suoi canali, ai bambini e ai ragazzi.
      P.S.: non sono bigotta, ma io non riesco a reggere il porno visivo. (Invece nei libri le scene di sesso le leggo tranquillamente, ma sembrano tutte fredde e uguali...ad esempio, hai letto Norwegian Wood di Murakami? Ora sto leggendo in spagnolo L'ombra del Vento e anche lì le scene di sesso sono fredde e senza emozione) per quanto riguarda il nudo artistico e l'erotismo (esempio: Milo Manara), sono cose che, trattate con grazia, soprattutto il primo, accetto pienamente...anche se l'erotismo mi sta indifferente xD

      Elimina
    3. Certamente :D Poi rimane sempre il discorso innegabile che "de gustibus non disputandum est", per cui la tua amica può legittimamente dire di non aver apprezzato Totoro per mille più motivi!
      (Io i pony non li considero buonisti, anzi, a volte molto stronzi tra di loro, ma all'inizio, quando avevo visto solo un paio di episodi sparsi doppiati in italiano la pensavo proprio come la tua amica ^^)

      Bhe, di teorie inquietanti ce ne sono a pacchi. Alcuni dicono che in Leone Cane Fifone Marilù e Giustino siano morti alla fine della prima serie e che tutte le successive siano solo delle fantasie del cane che, vivendo con due cadaveri è andato di testa. Altri fanno notare che Aladdin della Disney potrebbe essere ambientato in un mondo post-apocalittico, visto che il genio (rimasto 10.000 anni nella lampada) fa citazioni di personaggi del '900. E via discorrendo. Lasciando correre la fantasia e interpretando ogni fotogramma si può dedurre un po' di tutto ;-P

      Non sapevo che facessero quella divisione al corso di fumetto dell'Accademia Disney :O

      Sulle censure gli americani sono famosi. Molti dei cartoon creati anche per ragazzi abbastanza grandi (adolescenti) sono edulcorati da certi tipi di violenza e arrivano anche a non mostrare il sangue dei personaggi per non rischiare di essere censurati a loro volta. Non ti dico cos'hanno fatto a One Piece, praticamente l'hanno massacrato >__<

      PS: Come nel caso della violenza anche nel caso del porno e dell'erotismo esistono diversi livelli differenti ma non ho ancora raccolta bene le idee sulla questione per cui non mi sbilancio ancora ^^

      Elimina
    4. ahaha, allora è possibile che la mia amica li abbia considerati buonisti per via o del doppiaggio italiano o della buona morale spesso forzata (ricordiamoci dell'episodio in cui Fluttershy diventa cattiva -senza motivo- con Pinkie Pie e Rarity e poi, due millisecondi prima del massacro equino, chiede scusa e le due la perdonano xD)
      Leone Cane Fifone l'ho visto pochissimo, ma sia quella teoria che quella di Aladdin sono interessanti (e inquietanti)
      è una divisione fatta in un corso a fascicoli che insegna a sceneggiare e a disegnare ai ragazzi. I cartoni prescolari sono trattati nei fascicoli dal 56 al 59, e viene fatta la divisione in fasce d'età
      Sì, ho visto cosa hanno fatto a One Piece...l'anime lo vidi poco da piccola su Italia 1, e recentemente ho visto le censure americane...liquidator e soprattutto i chupa chups xD
      P.S.: mi pare una decisione saggia!

      Elimina
    5. La morale nei MLP è spesso molto molto forzata, ma quello che le pony si fanno o si dicono prima non è per nulla buonistico (l'episodio di Fluttershy che citi, quello in cui a Pinkie Pie vengono i capelli lisci o via discorrendo).

      Interessante il corso a fascicolo, non seguo molto le uscite da edicola di questo genere e non sapevo che esistesse un prodotto del genere ^^

      Elimina
  6. 1) Nelle strisce di Mafalda, la bambina, pur essendo contro la violenza, gioca con i suoi amici ai cowboy, e spesso fingono di morire. (In una striscia, Manolito,Susanita/Felipe (non mi ricordo chi ci fosse di quei due) e Miguelito si presentano, con le pistole giocattolo, di fronte alla porta della casa di Mafalda e Raquel, la madre, apre la porta e dice che Mafalda sta facendo i compiti e uno dei tre dice: "E se l'ammazziamo subito?"
    Sempre a proposito della violenza, Miguelito afferma che lui non ha bisogno di giocattoli che gli insegnino ad uccidere, ma vuole essere un autodidatta e in un'altra vignetta, al TG un tipo dice: "è colpa delle pistole giocattolo se i bambini poi diventano adulti assassini!" e Mafalda controbatte: "Come se fosse veramente quella la colpa, dei giocattoli"(non proprio le parole esatte, ma il concetto è quello).
    Ovviamente la violenza dei cortometraggi Disney e Warner Bros è piuttosto ovvia, alcune parti sono diventati dei classici del genere slapstick. Quello che molti non sanno è che Topolino, nelle strisce originali di Floyd Gottfredson, era un personaggio per lettori adulti...Gambadilegno (in un fumetto era un nazista) gli puntava parecchie pistole contro ed era anche uno spacciatore d'oppio che Topolino doveva fermare. Topolino inoltre una volta veniva fatto affogare, legato e con una pietra al piede. Ma quello che pochi sanno è che...Topolino ha tentato il suicidio perchè Minnie non lo voleva più! Negli anni '30, Disney pensava che le gag sul suicidio fossero effettivamente divertenti...e Topolino le prova tutte per togliersi dal mondo (ad esempio:chiude le finestre di casa e apre il gas, ma poi arriva uno scoiattolo a gonfiare un palloncino, che però esplode e Topolino ci ripensa...e così via).
    Ovviamente, poi c'è la classica morte con caduta dall'alto che scagiona l'eroe puro dalle responsabilità...sì, è un cliché abbastanza rompiballe... me lo ricordo su Speed (un film d'azione del 1994), e ovviamente nei film Disney (però mi è piaciuto che Simba dicesse a Scar: "tu non meriti di vivere" e anche la presenza del cadavere di Mufasa in scena), in un episodio di Ducktales dove Jet era un agente segreto e il cattivo cadeva nell'acido e anche nella storia Trauma di PKNA e in un episodio di Gumball, dove Gumball deve decidere se salvare la vita a un personaggio o al suo clone cattivo (il personaggio a cui salva la vita è assurdo e ha la capacità di essere rigenerato...guardare per capire).
    (CONTINUA, perdonami se sta venendo lungo 10 km)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La categoria uno è la più gettonata, se vai a vedere ci sono un sacco di opere che ne contengono. Un minimo di violenza fisica, verbale o psicologica serve per far procedere quasi tutte le storie e le gag ^^

      Elimina
  7. Io sopporto la violenza dove è in qualche modo giustificata/appropriata.
    Posso raggiungere i livelli più estremi di visione di violenza ma deve trovarsi nel giusto contesto dedicato al giusto pubblico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo. Non è giusto che qualcuno che non desideri affrontare certi episodi di violenza se li trovi a tradimento ^^

      Elimina
  8. 1) Sempre nell'ambito della violenza irrealistica...Braccio di Ferro sbaglio o era abbastanza ripetitivo come cartone? Asterix e Obelix invece li avevo letti in passato e i pugni di Obelix erano sempre una cosa esilarante. Ora ho ricominciato a leggere quei fumetti perchè li stanno riproponendo.
    Torniamo alla violenza grado 1... nel primo film dei Pokemon, versione 4kids, Mewtwo da a fuoco il laboratorio dei suoi creatori, uccidendoli.
    Sempre riguardo alla violenza grado 1, ci sono due cartoni molto sadici, ovvero CatDog (dove CatDog subisce sempre botte e violenza dai bulli Greasers perchè è un diverso) e Ed Edd Eddy (un altro cartone ultra sadico, dove i tre protagonisti sono coinvolti in un sacco di violenza slapstick, specie dalle sorelle Panzer/Kankers in originale).
    Rarity che in Dress.Mov sputa nel bicchiere del ragazzino messicano, come la classificheresti? Violenza psicologica?
    Non so se dire se apprezzo di più la violenza grado uno (che riesce a far ridere) o quella grado due, nei cartoni splatter (Happy Tree Friends, Pony.Mov o il film di South Park) o in quelli molto adulti (Perfect Blue -anche se è una scena di stupro è realizzara molto bene e realisticamente, però come film d'animazione lo metterei anche come "violenza psicologica"-, tokyo godfathers -la donna che vuole suicidarsi con la bimba neonata- o il cinghiale scuarciato e SPOILER il dio bestia SPOILER di Mononoke).
    So che detesti American Dad (che mi piace) e i Griffin (che come i Miny Pony e Littlest Pet Shop, li guardo in mancanza d'altro), però a me farebbe meno impressione vedere Stan Smith uccidere qualcuno in scena o la morte (annullata) di Brian (anche se qui mi stavo commuovendo) che una battuta sulla morte in uno di questi cartoni. C'era un episodio di AD in cui Haley, al college incontrava un ragazzo che le diceva, a proposito delle lezioni di un prof che dava consigli su come affrontare le pulsioni negative, che, grazie a questo prof, il ragazzo aveva "ammazzato a coltellate suo padre". Se Rainbow Dash viene assassinata da Fluttershy, un Happy Tree Friend viene investito o Francine e Haley di American Dad si picchiano mi metto a ridere...ma sentire una battuta del genere su un padre assassinato, sapendo che queste cose avvengono davvero e spesso senza motivo, mi sento turbata.
    L'unica immagine che hai proposto che mi ha fatto impressione è quella della donna squarciata...per fortuna però è solo un disegno, se fosse stata una persona vera, non avrei dormito per una settimana.
    Comunque la penultima immagine che hai messo mi fa molto ridere...da dove viene?
    Non so inoltre se hai visto Pollon, in quel cartone, normalmente molto allegro, ci sono svariati tentativi di suicidio (memorabile quello che tenta Mirra, incinta, che ha perso il marito in mare).
    Spotty me lo ricordo vagamente...a 13 anni vidi un episodio in inglese del cartone, perchè mio cugino aveva 4 anni e li vedeva, e nonostante durasse 5 minuti, mi ero fatta due scatole così... sempre meglio Spotty di Geronimo Stilton, comunque...quello sì che dal numero 30 è veramente diseducativo, per i bambini in età prescolare e delle elementari! (Ma chiudo qui perchè avrei da dirne e non ti voglio tediare)
    Io comunque sono favorevole a mostrare la violenza, perchè aiuta a comprendere la realtà, che non è rose e fiori (gli unici cartoni pucciosi che mi piacciono sono quelli creativi e surreali, se invece sono carenti di quei due elementi...li boccio al 100%!)
    Chiudiamo dolcemente... anche Ponyo era privo di violenza, mi ricordo che quando uscì dal cinema, venne scritto che "Miyazaki scrive un film rivolto ai bambini". Era molto delicato e dolce, ma anche lento come Totoro. Non so se l'hai visto, ma è surrealissimo e originalissimo...un po' confuso, ma è quello il senso.
    Oggi ho veramente scritto tantissimo...quindi, chiudo qui!!! Rispondi pure con calma a me, sono stata veramente logorroica (e dire che oggi non ho voce). xD
    Ciao e ancora buon Anno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Braccio di Ferro (esistono anche dei fumetti, editi dalla Bianconi) è sempre giocato sulla gag degli spinaci e sul fatto che lui diventi fortissimo e riconquisti a suon di schiaffoni (sul muso di Bluto) l'amore di Olivia (quasi tutte le storie, ce ne sono anche di diverse ma la soluzione sono sempre e solo sberle) ^^

      Ed Edd e Eddy è quel classico esempio di violenza sublimata (ma ci sarebbero anche mille altri esempi di questo genere, vedi i Fantagenitori, Jonny Test, Leone cane fifone, I fratelli Dalton e via discorrendo) ^^

      Il discorso sulle battute sulla morte rispetto alla morte di personaggi di fantasia mostrata è un classico esempio di violenza psicologica vs violenza fisica. Nel secondo caso mette in scena l'atto concreto ai danni del personaggio (di fantasia), mentre nel primo tende a turbare di più perché si lega ad una sfera più psicologica (e quindi a ricollegare maggiormente il fatto alla realtà).

      Per quanto riguarda le immagini ho scelto volutamente degli esempi disegnati e non particolarmente impegnativi per poter permettere un po' a tutti di leggere il post senza farsi prendere male. La penultima immagine viene da Bokusatsu tenshi Dokuro-chan (non è nulla di che come cartone. Tutta la storia gira intorno al protagonista che vive con Dokuro - l'angelo con i capelli viola - che ha l'abitudine di spaccagli la testa con la sua mazza quando fa "qualcosa da pervertito" e poi resuscitarlo) ^^

      Di Spotty non sapevo esistessero delle versione animate, io ho libri (cimeli della mia infanzia). Comunque anche questo titolo è per bimbi molto molto piccoli (età asilo, per intendersi) ^^
      Geronimo Silton, invece, non lo conosco bene. Ho letto solo un volume a casa dei miei cugini e non mi era sembrato malvagio ^^

      Ponyo lo devo recuperare. Al cinema me lo sono persa ç__ç

      Ciao e Buon Anno anche te :D

      Elimina
    2. Allora Braccio di Ferro mi sa che non lo recupero proprio...me lo ricordavo ripetitivo e ricordavo bene!
      Molto interessante la tua spiegazione sulle battute sulla morte.
      Ma allora il protagonista del cartone di Dokuro è un parente degli Happy Tree Friends (li hai mai visti?) e di Kenny di South Park (ho visto solo il film)
      Anch'io ho i libri di Spotty...credo di averli ancora in cantina. Mentre in casa ho in un scatolone La Pimpa e Cip e Ciop, intesi i fumetti.
      Per quanto riguarda Geronimo Stilton, in realtà i primi libri sono discreti, solo che dal numero 30 in poi mi pare prendano una piega fin troppo buonista...ma è un discorso lungo.
      Ponyo è molto carino, però è abbastanza lungo per essere un film per bambini!
      A presto ;)

      Elimina
    3. Braccio di Ferro, tra l'altro ha certi contenuti parecchio opinabili che scivolano dal maschilismo becero al razzismo. Credo che ormai abbia fatto il suo tempo.

      Ah ah ah, possibile che quei poveracci siano parenti. Li accomuna un triste destino XD
      (Ho visto qualcosa degli Happy Tree Friends ma non tutta la serie)

      Diciamo che Geronimo Stilton è uscito quando ormai io ero fuori età e non sento la necessita di recuperarlo ;-P

      Elimina
    4. Allora per quanto riguarda Braccio di Ferro, forse quei motivi che hai nominato mi hanno convinto incosciamente a non vederlo più
      Gli Happy Tree Friends, come Phineas e Ferb, Regular Show o i Pokemon, sono carini se ne vedi qualche episodio, alla lunga stanca
      Per quanto riguarda Geronimo, recuperarlo sarebbe più una perdita di soldi che altro, dato che è rivolto a un pubblico delle elementari xD

      Elimina
    5. Il problema degli Happy Tree Friends (ma come di altri cartoni americani a struttura prettamente episodica o basata su un'iunica gag/azione) è che diventano ripetitivi (anche loro) ^^

      Sicuramente non mi metto a recuperare Geronimo Stilton adesso. Magari se mai avrò dei figli (chissà) ;-P

      Elimina
  9. Articolo bellissimo!
    Che dire... non mi sono mai fatto problemi.
    I miei fumetti preferiti sono Berserk e Diabolik, dove insomma... la gente muore :)
    Non significa che ami solo questo genere, anzi. Per me un'opera dev'essere bella, in primis. Può anche non morire nessuno :)
    Alla violenza di Berserk ci sono abituato (non mi fa più alcun effetto), e rimango quindi un po' colpito dalla violenza di opere come MPD-Psycho o Battle Royale, ma anche lì mi abituo subito.
    La violenza per finzione è un'arte, e in molti lo han capito. Vedi Tarantino, che non lesina in questo anzi ce la mostra in modo divertentissimo.
    La violenza più difficile da gestire è forse quella psicologica, perché è difficile renderla in modo grottesco o simpatico...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      Concordo abbastanza con la tua visione. Anche a me non fa particolare impressione anche la violenza estrema ma apprezzo anche molto anche opere in cui la violenza non c'è proprio ^^

      La violenza psicologica è davvero impegnativa. Un'opera ben realizzata da questo punto di vista è un autentico gioiellino (vedi ben i racconti di Lovecraft, un autore che davvero amo!) ma creare qualcosa di veramente buono non è affatto facile ^^

      Elimina
  10. ottimo articolo decisamente molto curato! ho anche apprezzato molto l'ultima parte, sui cartoni animati per bimbi piccolissimi. Per quanto mi riguarda riesco a tollerare livelli di violenza abbastanza elevati, sangue e interiora di per sè non mi fanno schifo, anzi mi interessano abbastanza, però mi turba tantissimo la violenza gratuita random. Cioè se due guerrieri combattono con grande spargimento di budella ai fini della storia nessun problema, non sono mai riuscita però a guardare una puntata degli happy tree friends, persino grattachecca e fichetto mi danno la nausea.. una delle cose che più mi hanno turbato in assoluto è stato una animazione trovata su internet, realizzata con la tecnica della bambolina di carta "manipolata" da una persona vera, che si divertiva a torturare questi personaggi pucciosi umanizzati con gli oggetti più disparati (es. sale sulle lumachine).
    Per quanto riguarda la violenza psicologica è un rapporto di amore e odio, in quanto adoro le creepypasta e gli horror introspettivi ma poi mi rimane addosso una paura fottuta :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      Io sono la prima a lamentarsi se un prodotto per bambini non è fruibile anche da un'adulto ma andare a prendersela con prodotti studiati (e ripeto studiati) per bambini dell'asilo mi sembra proprio stupido ^^

      Certamente una violenza ben integrata nella trama è molto più sensata. Anzi, onestamente io ritengo che quando una scena sia puramente gratuita sia solo un modo per cercare di impressionare il lettore/spettatore, evitando che noti le carenze di trama e personaggi (tranne alcuni casi - come Happy Tree Friend - che sono fatti appositamente così per non meglio chiariti motivi. Parliamone: che messaggio dà quella serie? A cosa vuole arrivare? A nulla, solo a scioccare lo spettatore!).
      Oddio, quello delle bamboline non lo conosco ma ne faccio anche a meno!

      La violenza psicologica, se ben realizzata è davvero la più tosta (ma se fatta male è una vera barzelletta!) ^^

      Elimina
  11. Io anche se spesso con sommo ribrezzo riesco a tollerare anche le visione di violenze più forti, da considerare che però provo una forte impressione e non sono totalmente avulsa da reazioni!

    Il problema non è la violenza rappresentata, ma è quella della realtà, quella sì che mi spaventa e pure tantissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tranquilla, un mio compagno di classe sveniva al solo nominare il sangue e anche mia madre è molto sensibile.
      A me la violenza nella finzione piace, perchè crea trame, crea problemi e fa riflettere sul bene, sul male e sulle sfaccettature della vita...però nella realtà, com'è giusto che sia, la violenza mi fa una paura immensa. Se nella fantasia, il male e le persone ambigue hanno dei motivi e servono a dar pepe alla storia, nella realtà non è sempre così, i motivi del male sono spesso futili, addirittura inesistenti. La violenza nella finzione è catartica, aiuta a liberarci della nostra parte oscura...io ho tre libri di Diabolik (quelli che uscivano le estati scorse con Panorama -anche se quella rivista non mi piace per niente-) e se ci pensi, il lettore tifa per Diabolik, che è un personaggio senza scrupoli e malvagio, sfogando così la sua parte malvagia.
      Potrei concludere dicendo che la violenza nella finzione serve perchè serve a far riflettere su temi morali, mentre la violenza nella realtà è incomprensibile e spesso lascia senza parole.
      Credo che a tutti piaccia la violenza nella fantasia perchè non tutti sono dei santi.
      A me piacciono molto le cose splatter e il sadismo nei cartoni, però nella realtà il sadismo e la falsità le detesto. La fantasia, anche mostrando il male, serve a curare le nostre menti e a farci identificare nelle sfortune dei personaggi (e a volte anche nei cattivi).
      Spero di essermi spiegata bene ;)

      Elimina
    2. @A.H.V. : La violenza nella realtà fa sempre più spavento. Anzi, trovo che sarebbe davvero grave il contrario!

      @Petralia: Credo anche che il fatto di guardare una violenza finta e in qualche modo distaccata dalla realtà sia un modo per esorcizzare la paura di quella vera (ed è il motivo per cui, secondo me, vanno tanto le opere violente) ^^

      Elimina
  12. Hai fatto un ottimo post.
    A tratti divertente, a tratti riflessivo.
    Personalmente la troppa violenza non mi turba... Però ci sono scene che non riesco a sopportare.
    Per esempio le torture e sevìzie non le sopporto: quelle mi fanno stare male...
    C'è stato un film horror che mi ha portato ad odiare queste cose... Mi fece talmente star male che non voglio nemmeno nominarlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      Non ti dico che faticaccia è stata scriverlo: l'avrò cestinato almeno tre volte (ma su un argomento di questo genere volevo essere molto convinta di quello che stavo scrivendo) ^^
      Forse ho capito di che film horror stai parlando e se è quello l'ho evitato (nonostante il mio amore per il genere horror) proprio per evitare una reazione del genere ^^
      (Che poi secondo me non dovrebbe nemmeno essere in categoria horror - che è qualcosa di un pelino più psicologica - ma splatter/gore e basta)

      Elimina
  13. Bellissimo post, molto ragionato e spiegato alla perfezione. :)
    Io tendo a dedicarmi prevalentemente ad opere che possono collocarsi sul livello di Violenza Moderata. Mi capita anche di vedere parti di opere fortemente violente, ma posso sopportarle solo in certi giorni (ci sono periodi in cui proprio non ce la posso fare).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      L'importante è conoscersi e non superare i propri limiti (tipo io, pur non avendo problemi con la violenza in sé, non amo troppo il genere Ero Guro ma ogni tanto mi capita di leggere qualcosina) ^^

      Elimina
  14. Splendido articolo Acalia, complimenti davvero!
    Condivido sopratrtutto due punti, a mio parere, o meglio per la mia sensibilità, salienti, ossia l'assurdità delle "critiche" - con "paragoni" che non stanno in piedi - i cartoni (o in generale le produzioni) per bimbi piccoli: Peppa Pig e la maggior parte delle produzioni per bimbi piccoli sono ottime per la fascia di età cui sono rivolte e frasi idiote come "mi fanno cagare!" non hanno veramente senso. "Ti fanno cagare"? E chi se ne frega? Non è mica roba per te! Probabilmente anche gli omogeneizzati "ti fanno cagare", embè? Mangia altro, mangia roba adatta alla tua età (con magari un po' di fosforo dentro, che male non ti fa).
    Altro punto che hai toccato col quale sono più che d'accordo è l'assurdità di invocare censure per ciò che non ci piace.
    A parte che basta andare un momentino a vedere (informarsi, costa poco oggigiorno) su QUANDO, DOVE e CHI ha applicato/applica la censura e trarne le dovute conclusioni.
    La censura non è MAI una buona soluzione, anzi non è proprio una soluzione.
    Vigila, informati, se hai figli/e informati il doppio, ma non invocare la censurta perché se una cosa non piace a tge, magari piace A ME e mentre tu hai tutto il diritto di evitare di leggere/guardare/ascoltare quella cosa che ti fa tanti schifo, io voglio avere lo stesso sacrosanto diritto di leggere/guardare/ascoltare quello che mi pare.
    E... tra l'altro... forse non lo sai, ma i fumetti, i film, i cartoni animati, le musiche ecc. sono FINZIONE! Quindi la censura, per cortesia, ficcatela dove dico io.
    Intendevo nell'orecchio, cosa avevi capito?!? :-D
    Grande articolo Acalia, ancora complimentissimi!
    A presto!
    Orlando

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D

      Io ormai sono convinta che la gente faccia finta di non capire la differenza tra il pubblico di riferimento delle varie opere, altrimenti non mi spiego come possa avvallare una tesi come "tutti i cartoni moderni fanno schifo" basandosi sull'ipotesi "ai miei tempi c'era Kenshiro e ora Peppa Pig!". No, onestamente più la scrivo e più suona idiota, come cosa XD
      NOTA: A me gli omogeneizzati piacciono (ma non guardo Peppa Pig) XD

      Tutte le volte che sento "dovrebbe esserci una legge per vietare queste produzioni" mi si rizzano i capelli in testa! Non è possibile che nel 2015 ci sia ancora gente con quest'ansia censoria. Certo non a tutti possono piacere tutte le opere ma ormai è davvero praticamente impossibile sbagliarsi! Se non ti piace passa oltre, il mare è pieno di "pesci" ^^ (oppure guardala/leggila e poi stroncala, come faccio io ;-P - Stavo pensando, a me non piace My Little Pony, secondo questa logica allora dovrei chiederne la censura XD)
      Grazie ancora :D

      Elimina
  15. Ottimo articolo!
    Innanzitutto, penso che la violenza, anche estrema, vada bene quando ha uno scopo e non è soltanto fine a se stessa, o finalizzata a far dire al 13enne che lo sta guardando: "ke fiko, c'è il sangue, i kartoni nn sn una cosa x bambini!!!111". Su tutti, l'esempio di manga in cui la violenza, fisica e psicologica, serve a creare un'atmosfera pesante ma anche a rendere più intense certe emozioni, e per certi versi a criticare la violenza stessa, è Devilman, che reputo il vero capolavoro dell'horror, senza se e senza ma.
    Altri esempi di opere violente di livello sono Berserk o Rainbow (scoperto l'anno scorso quando è stato pubblicato in Italia, e molto valido).

    Al contrario, robette con tanto sangue che servono soltanto a esaltare qualche ragazzino che vuole sentirsi maturo a tutti i costi (e qua rientra anche il discorso che hai fatto alla fine) possono essere Mirai Nikki (dai, quante volte avrai sentito uno weaboo dire cose come "gli anime nn sn x bambini, l'hai visto miraki nikki cm è violentu???''?" XD) o Tokyo Ghoul. Nonostante questo, Tokyo Ghoul doppiato in italiano su VVVVID lo dovete vedere perché sì, ne ho parlato già nel mio ultimo post :)

    E poi sì, basta dire "io da piccolo mi vedevo Ken il Guerriero, oggi invece c'è Peppa Pig che è la rovina", Peppa Pig è per bambini dai 2 ai 5 anni, e prodotti equivalenti sono sempre esistiti. Chi dice queste cose Ken il guerriero se lo vedeva a 10-12 anni, ma deve per forza dire che lui è cresciuto con la roba migliore (già me li immagino, i bambini che oggi vedono Peppa Pig, e che cresciuti un po' di più passano che so, a Inazuma Eleven (cartone random per ragazzini dai 10 ai 12 anni e abbastanza famoso che mi è venuto in mente), dire, quando avranno 18-20 anni: "io da piccolo mi vedevo Inazuma Eleven, i ragazzini di oggi, invece, con La Pimpa Pig..." XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      Certamente la violenza fine a se stessa mostra i limiti di chi ha scritto quella determinata storia. Poi di gente poco furba in giro ce n'è sempre un sacco ma tendenzialmente la evito ;-P
      Devilman ce l'ho sul comodino, è nella lista delle opere da leggere :D

      Tokyo Ghoul, invece l'ho cominciato a vedere ma non mi convince tantissimo. Trovo gli manchi qualcosa e che abbia poco ritmo per una storia che vuole essere di tensione (ma sono anche al terzo episodio, magari dal prossimo mi innamoro!) ^^

      Su Peppa Pig e Ken siamo d'accordissimo. Anche io non ne posso più di quei discorsi, perché veramente sono di una bassezza senza senso (e poi dimostrano anche una scarsissima conoscenza del mondo dell'animazione) XD

      Elimina
    2. Devilman è tipo tra i miei 5 manga preferiti, se non tra i 3.
      E Tokyo Ghoul va visto più che altro per supportare l'iniziativa di Dynit di doppiarlo in italiano direttamente per VVVVID, perché a parte che il doppiaggio è ottimo, se riuscisse a prendere piede lo streaming legale potrebbe essere veramente il futuro.

      Elimina
    3. Lo sto leggendo (sono circa a metà) e lo trovo davvero molto bello.

      Su Tokyo Ghoul sono d'accordissimo con te su tutto tranne che su una cosa, io adoro il doppiaggio originale di tutto e trovo che cambiare la lingua mutili in parte il progetto ^^

      Elimina
  16. Ciao...interessante articolo...
    Se devo essere sincera fino al livello due tranquillamente... il tre non tantissimo anzi a volte mi da più fastidio vedere scene violentissime su fumetti ed anime che nei film in carne ed ossa (se così si dice) che addirittura li trovo niente di ché...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie ;D
      Spesso nei film con attori in carne ed ossa la violenza è comunque di tipo due. C'è sangue, ci sono schizzi (o cadaveri) però non ci sono mai organi interni - se non nelle asettiche stanze di autopsia, che rendono comunque la scena molto più leggera. Per trovare dei film con attori in carne ed ossa che arrivino ai livelli di violenza 3 bisogna andare a cercare negli horror e negli splatter più violenti ^^

      Elimina
  17. Mi piace molto la tua analisi e mi trovo d'accordo. Io arrivo al massimo a moderata violenza, l'estrema proprio non la reggo e a volte le opere che fanno esibizionismo della violenza senza avere poi un significato ulteriore mi danno fastidio perché non riesco a capire chi ci va matto. Sono gusti.
    Da piccola adoravo Spotty XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      La violenza senza senso normalmente serve solo a sorprendere (o inorridire) e nascondere le carenze dell'opera! A me personalmente non disturba neanche un livello tre ma apprezzo che intorno alla scena di violenza ci sia anche una bella storia :D
      Anche io lo adoravo!

      Elimina
  18. Mi interessano molto le opere Ero Guro, ma sopratutto quelle che non si prendono troppo sul serio come Shintaro Kago, altri autori del genere come Suehiro Maruo mi annoiano proprio perchè si prendono un po' troppo sul serio e va a finire che tutta quella violenza fine a sè stessa non fa neanche "ridere" :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Shintaro Kago deve essere un soggetto molto particolare. Tutte le volte che mi capita di leggere qualcosa di suo rimango sempre interdetta (tra l'altro ho ordinato Può uno scontro accidentale).
      Maruo si prende più sul serio senza dubbio. Notte Putrescente l'ho trovato davvero eccessivo ma Il vampiro che ride è già più incentrato su una trama e meno esagerato.

      Elimina
  19. Articolo preciso come sempre ;)
    Io mi fermo alla violenza moderata al momento, con solo qualche accenno a qualcosa di più estremo (chè anche in saiyuki ogni tanto esce qualche intestino ribelle). Quella troppo particolareggiata da horror riesco a reggerla solo se ne vale la pena. Nel senso che non mi piace e preferisco evitarla, ma se la storia e tutto il resto mi piaccino moltissimo, cerco di stringere i denti.
    L'ero Guro invece di perplime abbastanza XD Liberissimi di pubblicarlo, ma non riuscirò mai ad apprezzarlo. Kago, per esempio, è troppo non sense per i miei gusti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :D
      L'importante è conoscersi e non cercare di strafare. Io sono sempre stata una persona piuttosto resistente alla violenza narrata ma fino a qualche tempo fa non riuscivo ad accettare cose estreme come l'Ero Guro. In quel tempo semplicemente lo evitavo accuratamente ma adesso trovo che certe opere (specialmente quelle più sperimentali, come quelle realizzate da Kago) abbiano un loro significato proprio nella loro follia ^^
      (E poi mi domando sempre come facciano a pensare certe cose, che sono veramente fuori dal mondo!)

      Elimina

Un commento è sempre molto gradito!

Se non ha voglia di loggarti, ricordati che con l'opzione Nome/Url puoi mettere un semplice nick di fantasia (la Url non è obbligatoria), così nelle risposte non verrai confuso con altri Anonimi.