venerdì 11 settembre 2015

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Racconto di viaggio: Paesi Baltici - parte 3 - Tallinn

Bandiere estoni ad un memoriale della Libertà

Continua il viaggio nelle Repubbliche Baltiche con la terza e ultima parte, quella dedicata alla stupenda Tallinn. A Tallinn abbiamo trascorso di nuovo tre giorni e mezzo (la mezza giornata è sempre per via dello spostamento interno da Riga a Tallinn). Alla fine abbiamo deciso di non farla ma c'era anche la possibilità di fare un'escursione di un giorno ad Helsinki.

Qui la prima parte del viaggio: Vilnius
E qui la seconda: Riga

Continua dopo il salto

TALLINN

Il municipio medievale di Tallinn con
la sua torre campanaria
L'Estonia è la Repubblica baltica più nordica delle tre. E questo non solo per la sua posizione geografica, ma anche perché, oltre alla crociata dell'Ordine Teutonico (la sua parte meridionale fa parte della Livonia), subì anche l'invasione da parte dei re Danesi prima e l'occupazione dell'impero Svedese dopo, per poi passare infine all'Impero Russo nel 1721. È interessante vedere come l'Estonia (come anche la Lettonia) non abbia mai avuto un suo re ma i ritratti che si trovano nei musei sono quelli dei monarchi Scandinavi (ci sono, per esempio, tutti i Vasa e anche altri volti noti già visti a Stoccolma, come la Regina Margherita) e, in seguito, degli Zar (da Pietro il grande allo sfortunato Nicola II).
Bellissima casa medievale
di Tallinn
Sotto l'Impero zarista l'Estonia si chiamò Governarato di Reval (Reval era il nome antico di Tallinn) e riuscì ad ottenere l'indipendenza solo nel 1918, con la Rivoluzione d'Ottobre e il crollo dell'impero. Analogamente alle sue vicine, la libertà non durò molto, e, nel 1934 Konstantin Päts, all'epoca capo del governo e  Johan Laidoner, capo dell'esercito, diedero una brusca svolta a destra (spinto dai timori creati dalla sempre più imponente Unione Sovietica) creando una sorta di dittatura che durò fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando l'Unione Sovietica, effettivamente, secondo una clausola del patto segreto Molotov-Ribbentropp, annetté ai suoi territori le tre repubbliche Baltiche.

Una delle stanze del KG all'hotel
Viru, nel piano segreto
Nel 1944 i sovietici tornarono e si tennero l'Estonia fino al 1991, data della sua dichiarazione d'indipendenza. Come anche nelle altre due repubbliche baltiche, seguirono anni di deportazionispersonificazione della cultura locale e importazione forzata di russi (che sottolineo, comportano attualmente un problema sociale). I paesi baltici, in quel periodo (ossia dopo la guerra), sono stati sede di movimenti partigiani (si chiamavano Fratelli della Foresta) che ebbero una vita travagliata e i suoi componenti e alleati furono massacrati deportati negli anni senza riuscire a liberare le loro nazioni.
Vicolo di Tallinn
Nel 1978 morì August Stabbe, l'ultimo Fratello della Foresta (era estone, per la cronaca), ucciso dal KGB.Durante la guerra la Germania Nazista invase anche l'Estonia che, non avendo un suo esercito di competenza, si trovò i propri uomini improvvisamente impegnati su diversi fronti. Alcuni avevano seguito l'Armata Rossa in fuga, altri si allearono all'esercito di Resistenza Finlandese e altri ancora furono arruolati nell'esercito NazistaCapitò che ragazzi cresciuti insieme, negli stessi villaggi, si reincontrassero al fronte, su schieramenti opposti.

Se qualcuno se lo stesse chiedendo, sì, i Paesi Baltici sono piuttosto spaventati di quello che sta succedendo in Ucraina, perché l'hanno già visto succedere anche in casa loro e hanno già visto l'Europa far finta di nulla.

La piazza del municipio vista dalla torre
Tallinn è un piccolo gioiellino. Chiusa tra delle antiche mura medievali in gran parte ancora in piedi, c'è un bellissimo borgo colorato, fatto di case storichetorri di guardia e chiese (di tre religioni diverse: Tallinn vanta una cattedrale Ortodossa, una Cattolica e una Protestante). La città vecchia di Tallinn, da brava città medievale, è costruita su due livelli, una è la parte bassa e l'altra è la collina di Toompea.
Una delle porte di ingresso della
città vecchia
Nella città bassa ci sono (praticamente tutti in edifici storici) dei piccoli [1] ma molto interessanti musei, come il museo civico, il museo nazionale estone, il museo della chiesa di San Nicola (chiesa gotica sconsacrata, adesso contiene un museo di arte sacra medievale. Tra tutti i pezzi esposti spicca il celebre Danse Macabre), l'antico Municipio (con una torre piuttosto alta [2]  e l'immancabile museo delle Occupazioni (ed è davvero interessante notare come sia diverso da quello di Riga, molto più asettico, e i nazisti sono appena accennati, mentre l'attenzione viene spostata verso l'Unione Sovietica, pur senza mai creare allestimenti emozionali ma limitandosi a snocciolare numeri di persone deportate e uccise).
I tetti della cattedrale ortodossa
di Toompea
Nella città alta, sulla collina di Toompea ci sono ancora delle chiese (e sottolineo di nuovo il contrato tra le chiese Ortodosse, super decorate, con interni oro e la classica pianta circolare, e quelle Luterane, di stile gotico, alte, lunghe, spoglie e severe, a classica pianta a allungata, con la navata centrale e almeno un paio di navate laterali), la bella Kiek in de Köke (una delle torri più grosse della cinta muraria, oggi museo) e il Parlamento, una villa barocca rosa voluta da Caterina la Grande, che però non è visitabile.
Il municipio sovietico. Penso che sia
una delle foto più brutte che io abbia
mai caricato!
Per completare la visita della città è interessante fare un giro fino al porto per dare uno sguardo al mastodontico, orribile e abbandonato Linnahall (il municipio), eretto in periodo sovietico e lasciato al suo destino nel 2009, e all'hotel Viru (a due passi dalle mura), lo storico hotel del periodo sovietico, unico posto in cui all'epoca gli stranieri potevano soggiornare in Tallin, che vanta un'interessante piano fantasma in cui il KGB sorvegliava gli ospiti della struttura. Al giorno d'oggi quel piano è tenuto come il KGB l'ha lasciato quando è stata dichiarata l'indipendenza estone nel 1991. Persino l'odore è ancora sovietico.

Tallinn è meta di crociere del nord (tipo la Costa). I giorni in cui i mastodonti del mare si fermano in città c'è molta confusione. Il mercoledì si tiene un mercatino di artigianato nella piazza del municipio. 

La cucina estone è una cucina molto a base di carne (nonostante Tallinn sia sul mare gli unici peschi che ho visto in abbondanza sono aringhe e salmone e sono usati più che altro per gli antipasti) e vanta brasati di cacciagionearrosti grandi pani profumati e buonissimi. I suoi piatti migliori sono i brasati di alce e orso (per chi vuole assaggiare delle carni diverse dal solito) e le salsicce saporite, fatte sempre con cacciagione, accompagnati da verdure dolci (come carote, zucca e barbabietole, che ne smorzano un po' il sapore molto intenso) e l'immancabile panna acida. Assolutamente da provare è il pane, insaporito con nocciole, erbe, zucche e quant'altro.


Questo è il concetto di "pane". Una mega forma appena sfornata con un formaggio
spamalbile estremamente burroso. Questo lo servono all'Olde Hansa.
Chi dice che il pane più buono del mondo lo fanno in Francia non è mai stato al nord.
Una tavernetta stile medievale sotto al municipio dove servono zuppa di alce
e delle favolose costine di Bue (dovrei dire costone, in realtà, sono enormi).
Non ho la foto della costina perché il locale, tutto illuminato a fiamma di candela
era troppo buio per fotografarla.
L'Olde Hansa è uno dei ristoranti più famosi della città. Tutto in stile medievale, serve ottimi
piatti di carne brasata e salsicce. Da provare è il brasato di orso (il piatto dietro) e le salsicce
del cacciatore (orso, alce e cinghiale), servite con verdure dolci e frutti acidi
per smorzare il sapore molto intenso e speziato della carne. Una goduria per il palato!
Brasato di alce servito con barbabietole e carote e una purea. Una delizia da provare al
Rataskaevu 16, un localine leggermente fuori dalla zona super-turistica ma incredibilmente buono.
Per accompagnarlo ci hanno portato del pane alla zucca superbo.

E per concludere il tutto, non può mancare una fetta delle splendide cheesecacke che
servono nei localini della città vecchia.

souvenir tipici nelle tre Repubbliche Baltiche sono oggetti di ambra del Baltico, vestiti in stile locale, oggetti in ferro battuto e in legno e ceramiche. Molte cose le ho viste uguali in Estonia, Lettonia e Lituania ma, onestamente, hanno incontrato più il mio gusto gli oggetti vista a Riga, mentre non ho apprezzato molto quelli di Tallinn (a Vilnius c'era poca roba e quella notevole era tutta di gioielleria - quindi troppo cara per noi), il mio suggerimento è, a meno che non siate amanti dei maglioni con le renne, se vedete qualcosa che vi piace a Riga prendetelo.



NOTE:

[1] Non bisogna aspettarsi di vedere il Louvre o il British Museum ma sono comunque molto carini e esplicativi della città, dei suoi costumi e del territorio Lettone.

[2] Non so se l'ho mai scritto ma io soffro molto di vertigini. Chi non soffre di vertigini forse non ha idea dell'entità del problema. Man mano che si sale, gradino dopo gradino, si comincia ad avere una sensazione di vuoto allo stomaco, poi subentra la paura e, se si forza quella sensazione continuando ad andare avanti, si arriva a provare vero e proprio panico incontrollato e a bloccarsi (perché le vertigini sono una cosa meravigliosa, ti fanno diventare una statua di sale davanti ad una situazione di pericolo. God job evolution, tu sì che sai come far sopravvivere qualcuno! Tipo un cerbiatto in autostrada!).
Una delle mie acerrime nemiche
(foto presa da Google, non è Tallinn)
Una persona che soffre di vertigini (o meglio a me succede così) può arrivare fino ad un certo livello di paura del vuoto e poi si blocca. Di solito io mi forzo ad andare avanti fino alla fine (e mi devo proprio forzare fisicamente, quando poi sono a terra sono stanca ho tutti i muscoli contratti) anche se la parte irrazionale del mio cervello mi sta gridando di scendere. Le mie nemiche giurate sono le scale antincendio (in media mi blocco al secondo piano) perché sono traforate e si vede sotto e l'architetto che ha costruito la scala interna della Torre Tavira di Cadice in stramaledetto vetro. Bhe, nonostante tutto questo salgo sempre su torri, balconate e via discorrendo, specialmente se il pavimento, anche se sul vuoto, è ben solidoUn camminamento di pietra me lo faccio senza problema, un passaggio in legno, specie se le assi hanno delle intercapedini che fanno intravvedere sotto, invece lo patisco ben di più. Ecco, nelle repubbliche baltiche è pieno di passaggi, camminamenti sul vuoto e pianerottoli delle torri fatti in legno, in modo da poterli bruciare in caso di invasione. E per chi, come me, soffre di vertigini, sono un dramma. Nella torre del municipio ci sono tre pianerottoli di legno, con dei simpatici buchi per far passare la corda della campana (che così il campanaro non doveva farsi tutte le scale) e la parte superiore della torre è piccolissima, tutta piena di finestre e con un pianerottolo sempre in legno. Dico solo che è stata la prima volta in vita mia che stavo andando in panico sulla cima di una torreNormalmente la cima è solida, ben vetrata e se non mi sporgo va tutto beneQui, invece è piccola, con delle finestre a tutta altezza aperte (con una griglia, naturalmente, ma per chi soffre di vertigini non è sufficiente) e un pavimento (in legno) che non mi dava troppa sicurezza. La vista sulla piazza è bella ma se soffrite di vertigini fate attenzione.

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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





12 commenti :

  1. Risposte
    1. Sono molto particolari e super sberluccicose dentro :D

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  2. Anche io soffro di vertigini, quindi ti capisco :(
    Ma è vero che in Estonia sono moooolto avanti con la connessione internet? Tipo connessione dappertutto e via dicendo?

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    1. le vertigini sono una cosa bruttissima. Da piccola non ne pativo ed era una gran cosa ç__ç
      Rispetto a noi sì, ci sono un sacco di locali che hanno il Wi-Fi libero ^^

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  3. Tra le tre questa è la città che mi ispira di più. Sarà che sei bravissima a raccontare, ma mi hai fatto venire voglia di partire subito. Conoscevo la cucina perché ho visto diversi programmi dedicati, e hai confermato la mia convinzione che sia ottima (anche se non riesco a immaginare il gusto della carne di orso ).

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    1. Grazie mille :D
      Tallinn è davvero un gioiellino! In ogni caso, se hai qualche giorno consiglio comunque il trio di città perché danno un quadro molto particolare della zona :D
      La cucina è anche buonissima (io sono della scuola di pensiero per cui un bel viaggio è tale anche se si mangiano cose buone)! La carne di orso, nonostante il prezzo, è da provare almeno una volta :D

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  4. è un posto così carino da sembrare finto! xD

    Anche io soffro di vertigini nella stessa identica maniera e mi blocco perchè ad un certo punto limite sento che sto cadendo anche se non è vero.. ahahah!
    Come te mi faccio coraggio perchè ci sono cose che non posso perdermi.. nel salire è più semplice, nello scendere è un dramma.. una volta, non ricordo dove, mi feci le scale per scendere da seduta.. scendevo i gradini uno ad uno col sedere ma alla fine sono scesa! FORZA DI VOLONTA' IN OGNI OCCASIONEEE!

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    1. Assolutamente sì! Ed è anche tirato tutto a lucido e pulitissimo :D

      Per scendere io ho trovato che se una persona mi cammina davanti a poca distanza (tipicamente la Dolce Metà e tipicamente un gradino sotto) riesco a scendere senza grossi problemi perché mi oscura il vuoto. Per non farlo scendere velocemente, di solito, finisco sempre a tenerlo per la maglia XD
      Non mi è mai capitato di scendere "a sedere" ma un paio di volte sono scesa "a granchio", alla rovescia (guardando la scala e dando le spalle al vuoto) XD

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  5. Mi ispira da matti!!!

    Uhhh, pani speciali e cacciagione, sbavo tantissimo!

    Hai detto più volte che i russi importati sono un problema sociale, in che modo?

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    1. Sono un problema sociale nel senso che hanno una cultura diversa da quella degli abitanti dei paesi baltici, sono tendenzialmente poco istruiti, ubriaconi (e ne ho visti diversi ciucchi e puzzolenti di alcool anche la mattina presto) e tendono a far parte della criminalità. Ora, non dico che tutti i russi siano così (e sottolineo che riporto una situazione appena intravvista) ma ci sono diversi problemi di integrazioni (anche portati, se posso dire, al senso di paura che la Russia fa agli abitanti di questi stati, per cui sono poco ben disposti nei confronti dei russi che poi si trovano in casa).
      Pensa che in Lettonia, dopo le purghe staliniane, i lituani si sono trovati ad essere una minoranza in casa propria.

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