mercoledì 7 ottobre 2015

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I Kill Giants - Quando il dolore diventa insostenibile

La cover del volume
I Kill Giants è una graphic novel statunitense disegnata da JM Ken Niimura e sceneggiata da Joe Kelly a partire dal 2008. Pubblicata originariamente in fascicoli mensili dalla Image Comics, conta un totale di sette uscite, raccolte in seguito in un unico volume onnicomprensivo. In Italia, è uscito direttamente il volume completo (brossurato, al prezzo di € 15,00), edito dalla BAO Publishing nel  2010. I Kill Giants ha vinto il premio Best Indy Book of 2008 della IGN ed è rientrato nella lista dei migliori comics del 2009 realizzata dal New York Times. Ha anche vinto il 5th International Manga Adwards nel 2012 ed è arrivato secondo al Gaiman Award per la categoria miglior fumetto straniero pubblicato in Giappone. Nel 2015 è stato confermato un adattamento filmografico dell'opera, che sarà diretto d Anders Walter.

Ecco Barbara
Barbara Thorson è una bambina strana. Pur essendo una normale studentessa di quinta elementare, va in giro dicendo di essere una cacciatrice di giganti, descrivendo con dovizia di dettagli le sue attività di caccia, combattimento e sventramento con Covelski, la sua arma magica. La sua maestra, i compagni e il preside della scuola non sanno come trattarla, visto che la ragazza si comporta come se questa cosa dei gigante sia un'attività dannatamente seria e come se siano loro gli idioti che non riescono a capire una cosa tanto elementare. Barbara, per questo motivo, viene pian piano isolata dagli altri, e con lei rimangono solo il suo gruppo di D&d (di cui fa il master con incredibile perizia) e sua sorella maggiore Karen, che cerca di aiutarla come può, barcamenandosi tra il lavoro e la gestione della casa e suo fratello maggiore. Un giorno arriva una nuova ragazzina, Sophia, che, incuriosita dallo strano comportamento di Barbara, decide di esserle amica, anche se essere amica di Barbara non è facile, per nulla facile.
 
Barbara con Sophia
Il personaggio di Barbara è un personaggio molto particolare. Lei ha un problema, un enorme problema che le impedisce di salire al secondo piano di casa sua e che la costringe a dormire nel seminterrato, facendola tremare come una foglia tutte le volte che si trova da sola in casa. Per fuggire dalla realtà di questo problema si crea dei nemici: i giganti. I giganti sono la manifestazione delle sue più recondite paure, paure che lei non riesce del tutto a comprendere e che cerca disperatamente di combattere. Purtroppo questa sua insolita reazione alla paura e al dolore la porta ad isolarsi sempre di più dalla realtà, portandola anche a scontrarsi con i compagni e gli insegnanti, che non provano nemmeno a capirla ma la etichettano subito come "diversa".
Barbara con la signora Molle
Dato che si fa ben presto la fama di stramboide, finisce anche nelle mire di Tyler, l'enorme bulla della scuola che comincia a divertirsi a tormentarla. Ma Barbara è una ragazzina piuttosto testarda, per cui continua indomita sulla sua strada, rispondendo a insulti e maldicenze con la sua incrollabile convinzione dell'esistenza dei giganti. A rompere la sua routine intervengono due persone: la già citata Sophie, una bambina tranquilla e gentile, che si avvicina incuriosita alla sua nuova amica ma che non ha i mezzi per esserle realmente di aiuto, e, inaspettatamente, la signora Molle, la psicologa della scuola, l'unica adulta che si prende a cuore il caso di Barbara.
 
Barbara mentre fa le sue pratiche
per sconfiggere i giganti
Il disegno di JM Ken Niimura, illustratore spagnolo di origini nipponiche [1], con il suo tratto nervoso e il suo character design apparentemente semplice ma in realtà piuttosto bizzarro (basta vedere le orecchie da animale che Barbara ha sempre in testa, quasi non ci si fa caso, ma sono sempre diverse, o la stazza di Tyler, che è immondamente più grande di tutti gli altri personaggi) offre personaggi longilinei, spesso creati accostando poche linee di gradazioni di grigio diverse, e volti molto espressivi. A questi vanno poi aggiunti i mostri. I mostri sono delle bestie nere, orrende, graffiate sulla carta della pagina, che mettono magistralmente in scena tutto l'orrore che Barbara sta vivendo nella sua testa, un orrore purtroppo più concreto e reale di quello che Tyler e le sue compagne riescano ad immaginare. Personalmente ho molto amato come Niimura riesca a creare delle immagini dinamiche e di immediata lettura, sfruttando un mix di semplici vignette frontali (per i momenti di quiete) e di prospettive estreme (per le scene concitate).
 
Uno dei mostri di Barbara

Devo ammettere di aver girato un po' intorno a questo volume prima di prenderlo. Non ero convintissima che sarebbe stato un buon acquisto ma, complice la promo BAO e un po' di recensioni che mi sono spulciata in giro, ho deciso di fare il grande passo e di portarmelo a casa. Bhe, l'ho adorato, pagina dopo pagina.
La cover variant
Il bello di I Kill Giants è che narra una storia tutto sommato tristemente molto comune ma che riesce a sublimare il dolore e il terrore della protagonista in qualcosa di metaforicamente grandioso e potente come i giganti. Barbara ha un problema, un problema che la sta uccidendo psicologicamente ma che da sola non riesce ad affrontare se non trasformandolo in qualcosa di diverso, qualcosa che lei stessa può in qualche modo pensare di abbattere. Purtroppo, però, il suo dolore non è originato da qualcosa che si possa sconfiggere o fermare, nonostante tutta la preparazione del mondo e nonostante tutta la buona volontà. Affrontare la sua paura sarà per Barbara qualcosa di inaspettatamente difficile, qualcosa che la costringerà ad aprirsi dopo tanto tempo e a guardare in faccia una orrenda realtà. Mi sento di consigliare questo volume un po' a tutti perché è una delle più belle metafore che io abbia letto ultimamente e perché il personaggio di Barbara è incredibilmente umano e realistico nella sua stranezza.
Perché Barbara deve uccidere i giganti? Cosa si nasconde nel secondo piano di casa sua?


NOTE:

[1] Puristi delle definizioni nette che sostengono di avere un significato concreto per "manga", questo è un "manga" o no? Il disegnatore è di origine giapponese ma spagnolo di nazionalità. Per di più l'opera è stata sceneggiata da un americano e pubblicata negli USA. Allora, che ne dite? Per me è un fumetto e basta!


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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





31 commenti :

  1. Interessante. Non lo conoscevo. Mi sa che gli darò un occhio. Tra l'altro mi ricorda una mia compagna di classe delle elementari di nome N.. Non combatteva giganti, ma andava in giro dicendo di avere un amico formichiere che faceva magie, su suo ordine. Purtroppo ci credeva sul serio. Il motivo ahimè derivava da problemi famigliari, legati ad un padre malato di SLA. Perciò la storia mi incuriosisce non poco.

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    1. Non voglio fare spoiler ma da quello che mi racconti della tua compagna la storia potrebbe essere parecchio interessante per te :D

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    2. Letto! è concordo con la tua recensione, è un bel fumetto.
      Magari pecca di qualche clichè come...

      --------------------------------------SPOILER-------------------------------------------

      la parte finale, quando la protagonista si ritrova effettivamente a vedere il titano nella tempesta anomala, e non solo lei ma anche l'amica. E ne sopravvive, cambiando atteggiamento nei confronti della malattia della madre. L'happy end svolto con quel processo di elaborazione, mi ha lasciata dubbiosa. Ma immagino che l'autore abbia cercato un racconto positivo anche per venire incontro ad un pubblico più ampio, perciò posso capirlo e ci sta. Comunque, quando accennavo alla mia compagna di classe, non pensavo che le due storie fossero così simili! anzi in verità pensavo che il racconto fosse incentrato su una bambina abusata e i giganti fossero la personificazione del padre...
      -----------------------------FINE SPOILER-----------------------------------------

      Le orecchie della protagonista... cambiano a seconda dello stato d'animo :P. Divertente!

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    3. [SPOILER]

      L'amica più che vedere il titano, secondo me, capisce che Barbara sta personificando la tempesta con il suo incubo e la appoggia nella sua lotta interiore. Non lo sta veramente vedendo :D

      Già il finale era triste (la mamma muore), almeno c'è il mezzo-happy ending in cui la bambina riesce a elaborare il lutto ^^

      Rileggendo la recensione mi sono resa conto anche io che sembrava ci fosse di mezzo un genitore abusante XD
      [FINE SPOILER]

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    4. ----------------------------------------SPOILER------------------------------------------

      Si hai ragione, in effetti l'amica la asseconda, più che vedere davvero il titano, o forse la convinzione di Barbara è così travolgente che condiziona anche lei. Su questo punto l'autore è stato volutamente ambiguo. In fondo tutto il fumetto è un gioco di metafore.

      Devo dire che la metafora che ho trovato particolarmente interessante, è stata quella della borsetta, cioè le sue vere emozioni chiuse ermeticamente. Quando fa per aprirla per metterci dentro il bigliettino dell'amica, si blocca urlando disperata di non poterlo fare. Un bel passaggio secondo me.

      Per il resto, meglio :D! cosi quando si legge il fumetto, si scopre che la verità è un altra.

      ---------------------------------------- FINE SPOILER------------------------------

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    5. [SPOILER]

      La mia metafora preferita rimane il titano con la sua personificazione nella tempesta :D
      La parte invece che mi ha convinta di meno è quella degli omini stile fantasy. Fanno sempre parte della fantasia di Barbara e rappresentano (credo) la sua parte più innocente e delicata (tant'è che vengono uccisi dai giganti) ma trovo siano meno calzanti di altri particolari ^^

      [FINE SPOILER]

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  2. Sembra molto interessante, grazie!

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  3. Molto interessante.. spero di avere occasione di dargli una sbirciata. ;)

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    1. L'ho trovato piuttosto interessante, un sbirciata la merita senza dubbi :D

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  4. È un sacco di tempo che anch'io giro intorno a questo volume e continuo a chiedermi se prenderlo o meno. Mi incuriosisce da morire, ma alla fine per un motivo o per l'altro non l'ho ancora preso... mi sa proprio che è arrivato il momento di decidermi...

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    1. Ogni tanto ci sono quei volumi che non si prendono per mille motivi ma che rimangono nella famigerata "forse wishlist", poi, almeno a me, capita che c'è l'occasione e, trovandomeli davanti, rompo gli indugi ^^

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  5. Un gran bel fumetto, e sei stata brava a parlare del nocciolo della questione senza svelare troppo. Quello che non mi è piaciuto di I Kill Giants sono i disegni, sarà che non amo lo stile manga. E la copertina di Zerocalcare era indistinguibile da una canonica di Niimura, io non ho manco capito che fosse una variant!

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    1. Grazie mille :D
      Il nocciolo della questione è troppo bello da leggere nella storia per spoilerarlo, sarebbe stato un vero peccato!
      A me il disegno non è affatto dispiaciuto (ma dal titolo del blog credo che si evinca che la mano "orientale" non mi dispiaccia) :D

      In realtà anche io non avevo capito che era una variant fin quando non l'ho letto dietro (ho la variant) XD

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  6. Ci farò un pensierino. Mi prendono molto le storie sul bullismo (invece stavolta sarò casomai io a prenderle... in fumetteria! Ahahaha... scusa per l'orribile battuta), e l'idea di abbinarle a una trama fantasy è molto azzeccata.
    Mi ricorda un po' il libro (da cui han tratto anche un film molto carino) 'Un ponte per Terabithia', l'hai mai letto/visto?

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    1. Anche a me interessano le storie sul bullismo, è un tema di cui trovo sia importarne parlarne anche, è giusto dirlo, qui il nodo centrale della storia è un altro ^^
      Sì, ho visto il film, l'idea è analoga ma c'è di fondo una rabbia e un'impotenza che in Un ponte per Terabithia non c'erano ^^

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    2. Sì, immagino che sia un tantino più cupo di Terabithia...
      In realtà non è solo il bullismo che mi interessa molto, ma proprio in generale l'ambiente scolastico; se riescono a unirlo decentemente con un pizzico di fantastico tanto meglio!

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    3. Allora questa storia potrebbe piacerti :D

      PS: Se poi la leggi fammi sapere cosa ne pensi ^^

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  7. Mi incuriosisce. Ottima segnalazione come sempre :-)

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  8. Sembra un titolo molto bello! Anche io lo terrò d'occhio come molti altri titoli bao che al momento mi limito a contemplare T.T solo letture obbligatorie per me in questi mesi...;__;

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    1. La Bao sta facendo davvero un ottimo lavoro con i titoli proposti, è davvero un'editore da tener presente :D
      Mi spiace ç__ç

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  9. Francamente, lo trovo , come direbbe Fantozzi , una ga+ata pazzesca.
    Come la Corazzata Potiomkyn , ammirata dala cultura "alta" e di cui tutti sembrano aver paura di parlarne male, anche questo fumetto è una vaccata terribile : racconto assolutamente sciatto, pretenzioso e mediocre nella sua realizzazione ( anche se l'idea di fondo è carina).
    Il problema sono i disegni scarabocchiati e tirati via fatti passare per "stile" e la storia confusa , con i personaggi che dicono banalità fatte passare per discorsi intelligenti non aiuta .
    Rispetto le opinioni di Acalia, ma sconsiglio a chiunque di comprare stà roba.
    Al massimo, provate a vedere se la trovate nella vostra biblioteca ( è abbastanza diffuso, come i libri di Zerocalcare) o se può ordinarvelo, così lo provate prima di acquistarlo, che magari sono io che non capisco nulla di fumetti :)

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    1. In effetti l'argomento si presta molto a rientrare nella lacrima facile ma secondo me Kelly ha fatto un buon lavoro trattando oltretutto l'argomento in maniera abbastanza originale.
      I disegni invece non sono piaciuti nemmeno a me.

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    2. @Sam: Premessa: non leggo mai le recensioni degli altri prima di scrivere la mia per evitare di farmi influenzare (cosa che odio) o di finire a ripetere qualcosa di già detto (non è detto che le mie osservazioni siano originali, ma almeno desidero che siano mie e non scopiazzate). Prima di comprare un volume sono spoilerofobica, per cui le recensioni le leggo con un occhio solo e, se ci sono stelline o voti, punto direttamente a quelli senza leggere il grosso (e questo è uno dei motivi per cui nel mio blog non metto voti o stelline - mi piace l'idea che vengano letti i post e non solo il voto finale -, ma sto divagando). Tutto questo per dire che, oltre al fatto che ad altri sia piaciuto, non ho idea di cosa ci abbiano scritto sopra, per cui quello che è il mio giudizio nella recensione è effettivamente quello che penso. Se non mi fosse piaciuto semplicemente l'avrei stroncato senza rimorsi :D
      Nota: non pretendo di essere un'esperta di fumetti o di avere la verità assoluta a portata di mano, in questo blog scrivo solo le mie impressioni su quello che leggo e guardo ^^

      A me personalmente è piaciuta l'idea della sublimazione del dolore in una forma concreta e anche il modo in cui [SPOILER] Barbara sia un personaggio difficile, fin quasi volutamente antipatico.Forse un po' mi sono riconosciuta in lei (no, non ho avuto problemi come i suoi ;P ma durante le scuole medie vivevo con un libro sempre incollato al naso e ho fatto a botte con la bulla della scuola, per fare due esempi) ma la storia mi è piaciuto molto [FINE SPOILER]

      @Luca: Concordo :D

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    3. Ognuno ha le sue opinioni, ci mancherebbe altro. :)
      Ma personalmente, KG è stato molto pompato dalla critica rispetto al suo vero valore.
      E' la solita storiella degli adolescenti difficili che dietro ai loro comportamenti nascondo dei problemi e blablabla.
      La lacrimuccia facile è molto presente nella storia, e ho fato fatica ad arrivare alla fine dell' albo , da quanto è pallosa la storia.
      Ti consiglierei di leggere invece invece il ciclo delle "storie della Terra" della serie Zot di Scott Mc Cloud, quelle si, che sono storie a fumetti che parlano dei giiòvani fatte con i cosidetti..
      Ma attenzione, solo il ciclo "storie della Terra" , perché il resto della serie ( che si può trovare tutto insieme nel volume omnibus della Bao) non mi è piaciuto gran chè.

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    4. Ok, grazie per il suggerimento, tengo presente per la prossima volta che mi passerà il tomo davanti :D

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  10. I Kill Giants mi manca, mi piacerebbe leggerlo... Spero di recuperarlo

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