mercoledì 9 dicembre 2015

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Anastasia - La principessa perduta

La cover del DVD
Anastasia è un film d'animazione prodotto e diretto da Don Bluth e Gary Goldman per i Fox Animation Studios. Distribuito dalla 20th Century Fox, il film è uscito al cinema il 14 novembre del 1997 ed è un adattamento in chiave fantasy della storia della granduchessa Anastasia Nikolaevna Romanov di Russia, quarta figlia dello Zar Nicola II, scritta partendo dalla leggenda che la ragazza sia miracolosamente riuscita a scampare l'esecuzione della sua famiglia. Il film ha riscosso un gran successo di critica e di pubblico e, nel 1999, ha ricevuto anche uno spin-off basato sulla figura del pipistrello Bartok.
Alla sua uscita mi fu regalata la videocassetta e mi ricordo che mi piacque molto, al punto di considerarlo tra i miei film d'animazione preferiti. Ora mi sono decisa a rivederlo. È davvero come lo ricordavo? Mind the spoilers!


TRAMA

1916, i Romanov festeggiano felici il trecentesimo anniversario dell'ascesa al trono della loro famiglia, senza alcun problema al mondo.

Anastasia danza spensierata con mamma e babbo

Durante una festa da ballo, senza alcun motivo apparente, si manifesta un incazzatissimo Rasputin che, con una mossa alla Malefica, maledice pubblicamente la famiglia, per poi vendersi l'anima al diavolo per avere dei magici poteri.

"Guarda che figo il mio filattelio, sembra un Calippo con un teschio sopra!"

Grazie a quella maledizione scoppia la rivoluzione e la piccola Anastasia, separata dal resto dei suoi cari, riesce miracolosamente a sopravvivere [1 - Nota storica].

Rasputin, al contempo, muore affogato in un fiume ghiacciato. Un affarone ha fatto con quei poteri magici! Ma proprio!

"Bei poteri di merda! Se barattavo l'anima per un Calippo vero sarebbe stato meglio!"

Dieci anni dopo (quindi nel 1927), senza alcuna prova concreta o motivo pratico, si sparge la voce che la piccola sia sopravvissuta, per cui due rinomati truffatori (Dimitri e Vladimir) pensano bene di fare delle audizioni per trovare una fanciulla da spacciare per Anastasia a sua nonna [5].

Angolo del pettegolezzo creativo

Nel frattempo ci viene presentata Anya, un'orfana che viene sbattuta fuori dal suo orfanotrofio per raggiunti limiti di età [6] e che si avvia, scostante come solo un'adolescente sa essere, verso il mondo. La ragazza (che per il resto è un'anonima orfana qualsiasi) non ha ricordi di prima della rivoluzione, ma ha con sé un pendente misterioso con su inciso "insieme a Parigi", per cui si convince che proprio lì ci siano dei suoi fantomatici parenti.

"Ma sì cara, vai a Parigi, basta che ti levi dalle scatole!"

Quindi, decisa a trovare la sua vera famiglia, raccatta un cagnetto per strada (o meglio rapisce, magari era di qualcuno!), lo battezza Puka e si reca a San Pietroburgo dove cerca di prendere un biglietto del treno per Parigi. Senza soldi e documenti fa ben poca strada, per cui si vede costretta a rivolgersi ai due rinomati truffatori di prima che, viene a scoprire per caso, si sono insediati nel palazzo imperiale.

Dimitri e Vladimir, truffatori per professione, ladri per hobby, cretini per passione!

Dimitri e Vladimir, vedendola casualmente (questo film è il tripudio del "casualmente") vicino ad un quadro raffigurante la famiglia imperiale notano immediatamente la sconcertante somiglianza della giovane con le granduchesse, per cui le propongono un passaggio gratuito a Parigi in cambio di un tentativo di passare per la Anastasia con la nonna. Lei si dice "perché no? Che male c'è a truffare una vecchia disperata?" e parte all'avventura.

Anya: "Vado bene vicina così al quadro? Si capisce chi sono?"

Nel frattempo il filattelio di Rasputin si risveglia da un sonno lungo dieci anni e trascina casualmente il povero Bartok (un pipistrello albino parlante la cui esistenza non è spiegata - perché Puka è un cane normale e Bartok parla? Non si sa!) nelle profondità della terra, dove il suo padrone si sta decomponendo e struggendo in solitudine.

Bartok: "Ehm, capo, hai perso un occhio. Lo rivuoi o lo butto nell'umido?"
"Mi sembra piuttosto rancido"

Saputa dal suo aiutante ciarliero la notizia che una dei Romanov è ancora in vita, l'uomo si rianima e decide di dedicare la sua non-morte ad uccidere la granduchessa. Quindi, logicamente, la prima cosa che fa è cantare una villain song, con bacarozzi e insettacci che gli fanno coreografia, coro e controcanto (l'importante sono le priorità). Oh, per me questo doveva lasciar perdere gli intenti malvagi e aprire un circo di cimici, secondo me faceva i soldi!

Rasputin: "Ora tutti insieme con la coreografia che proviamo da dieci anni
per ammazzare il tempo!"

Nel frattempo che Rasputin si dedica alle coreografie creative, Anya è sul treno per Parigi e passa il tempo a litigare con Dimitri, che fa il piacione per darsi un tono e viene ripetutamente smerdato. Quando viene fuori che i documenti falsi che hanno sono sbagliati, Anya comincia ad avere qualche dubbio sui suoi accompagnatori  ma ormai è troppo tardi per pentirsene e tornare all'orfanotrofio(anche se, andando in giro con due noti truffatori, è già tanto che non si sia trovata in un fosso senza tutti gli organi interni).

Dimitri: "Allora bambola, come butta?"
Anya: "Toglimi una curiosità, quanto sei pirla su una scala da zero a Dimitri?
Ah, no, giusto, dimenticavo, tu sei Dimitri!"

I nostri eroi per evitare rogne con il controllore (che i controllori sovietici tendevano ad essere piuttosto intransigenti con i falsari ed era un attimo che uno finiva in Siberia) fanno che trasferirsi in tutta fretta nella carrozza bagagli e, giusto un minuto dopo, i demoni evocati dal filattelio di Rasputin la staccano dal resto del treno, lanciandola a tutta velocità verso un classico ponte crollato (il resto del treno credo sia stato staccato per evitare una strage in un film per bambini, che non era cosa bella, ma a me piace immaginare Rasputin premuroso che fa staccare il resto dei passeggeri prima di compiere un omicidio multiplo).

Anya: "Chissà se la vecchia dell'orfanotrofio mi riprende!"
Dimitri: "Giuro che stavolta non è colpa mia!"

In ogni caso Anya, Vladimir e Dimitri saltano giù dal treno all'ultimo secondo e atterrano indenni nella neve dell'inverno lituano, per poi farsela a piedi fino in Germania. Che poi sono solo quei 900 km in mezzo alla neve, con valige e bagagli, che vuoi che sia.

Anya: "Se ne esco viva, granduchessa o meno, vi frusto tutti e due,
truffatori dei miei stivali!"

A metà della Germania Anya scopre con orrore che non può andare dall'Imperatrice e dirle "Tho, vecchiaccia, ti sembro tua nipote? Se sì bene, se no, Amen, tanto io volevo solo arrivare a Parigi" ma che dovrà sostenere un colloquio e dimostrare di essere Anastasia. Fa l'offesa per tipo dieci minuti, poi Vladimir la irretisce e lei si butta tutta garrula nell'esperienza edificante di imparare a memoria i parenti altrui. Nel frattempo Rasputin si decompone in pace senza disturbarli.

Anya: "Come pensi che io possa passare un colloquio che non so nemmeno i nomi di 
tutti i Romanov, genio?"
Dimitri: "Ehm, pensavo tipo di improvvisare ..."

A Strasund i nostri prendono una nave per Parigi. Dimitri comincia a fare una corte impacciatissima (e un po' imbarazzante) ad Anya (sto ragazzo avrà almeno una ventina d'anni ed è piuttosto belloccio, com'è che si comporta come un adolescente brufoloso alle prime armi?) e le compra un vestito magico. Oltre ad avere il potere di cambiare da una scena all'altra (che fine fa il colletto? Se l'è mangiato Rasputin?), ha anche la magia dell'allungamento dei capelli (fino al minuto prima Anya aveva i capelli alle spalle, dal minuto dopo ha una fluente coda boccolosa).

Notare: Anya ha uno smanicato, Vladimir sta cuocendo con cappotto e colbacco
e Dimitri sfoggia una sensuale maglietta della salute a maniche lunghe sotto le maniche della
camicia arrotolate. Proprio una bomba sexy ... All'ospizio farà strage di cuori, conciato così!

Durante la notte, però Rasputin si ricorda di essere il cattivo del film e torna finalmente all'attacco, un minuto prima che il pubblico in sala si dimenticasse completamente di lui, mandando ad Anya un sogno in cui rivede i suoi parenti defunti. Il sonnambulismo indotto dal malvagio la porta quasi a tuffarsi dalla fiancata dal parapetto della nave (in una scena convenientemente lunghissima) ma Puka si accorge della sua scomparsa e sveglia Dimitri che corre al salvataggio (nell'unico momento in cui è utile a qualcosa in tutta la storia).

L'attacco del malvagio sonnambulismo

Alla fine i nostri arrivano sani e salvi a Parigi, senza neppure sapere di avere un pericoloso zombie con manie persecutorie alle calcagna (no, bravo proprio sto Rasputin, il premio cattivo idiota del 1927 è tutto suo! Le sue vittime non si son manco accorte della sua esistenza, un campione proprio! Fra un po' gli levano pure la tessera del club dei Villain!) e vanno da Sophie (la cugina dell'imperatrice) a sostenere il pre-colloquio.

Imperatrice Maria: "Sophie, spiegami com'è che al tuo pre-colloquio passano
decine di finte Anastasie così improponibili che anche un piccione si accorgerebbe che
sono dei falsi?"

Sophie: "Ehm, ecco ... ho il cuore tenero, le passo tutte"
Imperatrice Maria: "Se esiste un inferno per gli idioti tu ci sei destinata!"

Va tutto a gonfie vele, così a gonfie vele che Anya ricorda dei particolari che solo Anastasia può ricordare, dimostrando a Sophie (e anche a uno sconvolto e ormai irrimediabilmente innamorato Dimitri) di essere la vera Anastasia.

Dimitri: "Cazzo, mi sono scordato di raccontarle quella cosa della fuga da palazzo, proprio
quella che sappiamo solo io, la vera Anastasia e l'Imperatrice e che con
buona probabilità sarebbe saltata fuori! Forse sono davvero pirla!"

Subito dopo i nostri vanno a fare shopping per le vie di Parigi tutti allegri (tutti tranne Dimitri, che si deprime perché ha deciso che la vera granduchessa non può amarlo - no, non perché Anya l'ha preso a pesci in faccia da quando lo conosce, ma perché appartengono a due caste sociali diverse. Quest'uomo vive di immonde pippe mentali! Peggio di una adolescente drogata di Harmony e fanfiction! Diamine, non sa neppure se sta simpatico alla fanciulla e già si fa film mentali sul rinunciare all'amore della sua vita per il bene di lei!) e infine si recano a teatro, dove tendono un'imboscata all'Imperatrice. Nel frattempo Rasputin si è di nuovo dimenticato di essere il cattivo. Cose che succedono quando hai il cervello putrefatto, poverino!

Vladimir: "Senti un po' capitan depressione, datti un contengo e cerca di portare
a termine il lavoro. Ti ricordo che siamo qui per la grana e non per i tuoi
bollori adolescenziali"

In ogni caso, il piano è semplice (ma per la mente di Dimitri è il massimo possibile), Dimitri si introduce nel palco dell'Imperatrice durante la pausa dello spettacolo di balletto russo a cui è andata ad assistere e le annuncia la nipote. Ovviamente l'Imperatrice si incazza e lo fa cacciare a pedate come l'idiota truffatore che effettivamente è. Ah, e Anya sente casualmente (sempre casualmente!) la discussione e si incazza anche lei con Dimitri perché lui vuole la ricompensa e non si è fatto la scampagnata San Pietroburgo-Parigi per il gusto di farla.

Dimitri: "Ma io ho quella autentica! Giurin giurella, ma mia Anastasia 
è la migliore sul mercato!"
Imperatrice Maria: "Fuori da qui truffatore deficiente!"

Ma Dimitri, che è quel genere di personaggio che più prende sberle e più si incaponisce, non si arrende e rapisce l'Imperatrice (rischiando una denuncia -  ma tanto, reato più, reato meno, cosa cambia, per lui? - dopo ladro, truffatore, falsario, ci stava giusto bene un'accusa di rapimento) e la costringe a vedere Anya. Manco a dirlo il colloquio va benissimo perché Anya è Anastasia e nonna e nipote si riabbracciano finalmente.

Lo struggente abbraccio

THE END! No, frena, frena, non è tutto finito. Dimitri, ormai annegato nel suo stesso romanticismo perverso, rinuncia al premio in denaro (per lui e anche per Vladimir, che ha perso il diritto di parola) perché innamorato di Anya. Anche se, a rigor di logica e per una volta nella vita, il premio lo meritava, visto che Anya è Anastasia, ma la logica non è il forte di Dimitri, l'abbiamo appurato! Con il cuore infranto il pirla saluta il suo amico e va in stazione per prendere il treno per tornarsene in Russia, nonostante Anastasia non solo non l'abbia mai rifiutato, ma nemmeno sappia che lui le fa la corte!

Vladimir: "Allora, esimio pirla, dove sono i miei soldi? Se non
li hai presi te lo stacco questo braccio!"

La sera stessa una ignara Anastasia è a un ballo con la nonna che intenerita da quell'idiota patentato di Dimitri, le rivela la faccenda del premio non riscosso. Anastasia fa spallucce e si dice "Vabbé, chissenefrega se il truffatore che vive nel mondo dei minipony non ha riscosso il premio, più eredità per me quando nonna schiatta. Evviva me!" ma il destino è in agguato.

Anastasia:"Com'è che continuo a rimpiangere l'orfanotrofio sovietico?"

Durante la serata, mentre lei sta rincorrendo Puka (di secondo nome "deus-ex-machina" visto che mezzo film avviene per colpa\merito suo) Rasputin, finalmente ricordatosi per l'ultima volta il suo ruolo, l'attacca di persona e, nonostante l'inutile intervento di Dimitri (che si materializza proprio lì, quando un secondo prima era in stazione) viene buttata giù da un ponte direttamente nella Senna.

Anastasia: "Muori stronzo psicopatico! E sta volta muori per sempre!
E adesso venitemi a dire che Elsa di Frozen è stata il primo personaggio femminile 
a sconfiggere il cattivo! Io l'ho fatto un anno prima di Mulan!"

Ma per fortuna la nostra Anastasia ha da qualche parte imparato anche a volare (se no non si spiega come sia risalita sul ponte), aggredisce fisicamente Rasputin e gli distrugge il filattelio (Oh, l'ho detto in principio che non aveva fatto un affarone con quei poteri). Rasputin si decompone istantaneamente e la fanciulla, intenerita da quell'idiota di Dimitri che si è fatto del male per cercare di aiutarla, decide di partire con lui per una lunga crociera dell'aMMore eterno (pagata con i soldi della nonna, credo, che tra tutti e due non avevano mezzo rublo bucato!).
 
Happy Ending!

PERSONAGGI

Anastasia sta per incontrare la nonna e
Dimitri ne approfitta per riempirla di palle
I personaggi principali sono Anya\Anastasia, Dimitri, Vladimir, la nonna e Rasputin. Se tutto sommato Anya\Anastasia è un personaggio discreto, che cresce durante la storia, passando dall'essere una sciatta orfanella a un'avvenente granduchessa e maturando quel che basta durante il suo percorso (anche se è schifosamente ingenua per essere una cresciuta in orfanotrofio per dieci lunghi anni, la sua morale è fin ridicola, a tratti). Ad essere deboli sono tutti gli altri personaggi. Rasputin è una cattivo da burletta che cerca di fare il verso a certi super-cattivi Disney senza averne il carisma.
Quando malvagità fa rima con
scarsa igiene dentale
Il semi-decomposto passa il tempo a lui dedicato sullo schermo esibendosi in ridicoli piani e siparietti con il suo inutilissimo pipistrello Bartok, risultando di fatto un nemico totalmente non credibile. Come disse qualcun'altro "da grandi poteri derivano grandi responsabilità" e con tutto quel potere aveva la responsabilità di essere un buon cattivo ma fallisce su tutta la linea! Vladimir, e direi anche Sophie con lui, sono spallette comiche messe lì tanto per far numero; la nonna è piuttosto inconsistente (come fa ad essere felice che la sua amata unica nipote sopravvissuta si metta con il primo truffatore che passa? Specialmente dopo quello che è successo a suo figlio per un matrimonio sfortunato!); e infine c'è Dimitri, il personaggio con la caratterizzazione secondo me più sbagliata.
*Il cliente da lei chiamato è al
momento non raggiungibile*
Non che sia sbagliato che anche un uomo nutri dei sentimenti romantici o sia portato al patetismo, ma il modo il cui involve la sua personalità è a dir poco ridicolo. Parte come un leale servitore dei Romanov (al punto da mettere in pericolo la sua vita per salvare nonna e nipote) e poi cerca di truffare l'Imperatrice Maria senza alcun rispetto proprio dove è più fragile, per poi cambiare di nuovo idea e rinunciare a tutto per delle sue fantasie romantiche da romanzetto rosa di terza categoria. Il suo comportamento è assolutamente illogico e incoerente! Cambia idea come una banderuola al vento ogni cinque minuti!


REALIZZAZIONE TECNICA

Ed ecco Dimitri, l'uomo sempre
svenuto nei momenti critici!
Il cane è 1000 volte più utile di lui!
Dal punto di vista tecnico si può dire che è un prodotto di buona fattura, con un character design chiaro, degli sfondi ben disegnati (forse sono la cosa migliore dell'intero film!) e delle animazioni abbastanza fluide. A non convincermi troppo è la mimica facciale e la gestualità troppo accentuata dei personaggi, che li rende a tratti piuttosto ridicoli e che storpia i visi in espressioni poco sensate (come già accadde per Thumberlina). Anche la computer graphica non è perfettamente integrata nel disegno, ma lo si può perdonare, contando l'età dell'opera. A completare il tutto c'è il comparto audio.
Anya arriva a San Pietroburgo
Onestamente, nonostante io sia affezionata al doppiaggio italiano, ho apprezzato maggiormente quello inglese perché, oltre a mettere in campo un'ottima prova recitativa, si sforza di dare un leggero accento russo e francese ai suoi personaggi, caratterizzandone un minimo le voci. In Italiano le prove di Tosca e Fiorello (nelle parti di Anya e Dimitri) sono discrete ma, almeno per quel che riguarda Fiorello, con una voce troppo diversa nel timbro da quella leggermente raschiata dall'originale John Cusack. Le musiche sono orecchiabili al punto giusto (alcune fin indimenticabili, come il valzer che Anya canta nel salone del palazzo di Caterina) ma onestamente troppe per l'economia del minutaggio del film.


CONCLUSIONI

Un'altra locandina del film
In definitiva devo ammettere che Anastasia è uno di quei film che ha fatto parte della mia tarda infanzia e che ricordavo come uno splendido capolavoro. Bisogna dire che gli anni se li porta tutto sommato piuttosto bene ma che il contenuto non è esattamente all'altezza del mio ricordo. La storia fa acqua da diversi punti, i protagonisti hanno una caratterizzazione non sempre consistente e una mimica faccia esagerata, la ricostruzione storica si prende ben più di una libertà (sia sulla tragiche fine dei Romanov, sia sulla Rivoluzione Russa e tutto quello che ha comportato - contando che all'epoca dei fatti narrati, ossia nel 1926, al potere c'era Stalin, la guerra civile tra l'armata rossa e l'armata bianca era finita da pochi anni e si era ad un passo dalle grandi purghe) e si fa un uso smodato del personaggio di Puka come puccioso quanto indesiderato deus-ex-machina. Un cattivo inconsistente e un'incontenibile desiderio di cantare dei protagonisti fanno il resto. Alla fine non è malvagio come film ma l'ho trovato piuttosto infantile e penso che si sarebbe potuto fare decisamente di meglio, partendo da un tema piuttosto affasciante e lungamente dibattuto come "uno dei Romanov si salva dal massacro di Ekaterinburg". Don Bluth questa volta non delude pienamente come in Thumberlina ma tuttavia non riesce a convincere fino in fondo. Una nota finale: Chissà se Dimitri si è reso conto che se mai avrà dei figli maschi da Anastasia con buona probabilità saranno emofiliaci come suo fratello Aleksej!




Il trailer del film. È in inglese, su youtube avevo trovato anche la versione italiana ma è di qualità troppo scarsa.



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  1. Cenerentola
  2. Cenerentola (live action)
  3. La bella addormentata nel Bosco
  4. Pollicina
  5. Frozen
  6. Rapunzel
  7. The Brave
  8. Exit Poll (rubrica)
  9. Pocket Princesses (webcomic)
  10. La storia della Principessa Splendente
  11. La principessa e il ranocchio


NOTE:

Nicola II, Zar di tutte le Russie
[1] Di problemi in Russia dovuti alla scarsa industrializzazione e all'assenza di una costituzione e di un parlamento ce n'erano già da alcune generazioni (Alessandro II, il nonno di Nicola II, morì per un attentato) e il debole e impreparato Nicola II non riuscì a gestirli adeguatamente, specialmente quando, nel 1905, scoppiò la guerra con il Giappone e quando, nel 1914, la Russia aprì il fronte orientale sul campo della Prima Guerra Mondiale. Tra l'altro, la zarina Alexandra Fëdorovna, moglie di Nicola,  non era particolarmente amata per via del suo carattere rigido e schivo (estremamente vittoriano e che mal si adattava alla scoppiettante corte russa) e per il fatto di essere di origine tedesca (il suo nome prima di sposarsi era Alix d'Assia). Sia lo Zar Alessandro III, sia la zarina Marija Fëdorovna, genitori di Nicola, osteggiarono a lungo il matrimonio, ma l'innamorato futuro ultimo Zar non volle sentir ragioni e alla fine coronò il suo sogno d'amore con l'amata Alix. Nicola II scrisse nel suo diario di apprezzare maggiormente la vita privata della sua famiglia al suo ruolo politico.

La zarina con Aleksej
A complicare una situazione già delicata in partenza arrivò il piccolo zarevič Aleksej. Alessio era l'attesissimo erede, nato dopo ben quattro granduchesse (Ol'ga, Tat'iana, Marija e Anastasija) riempiendo di gioia la zarina, che finalmente vedeva il suo ruolo di moglie dello Zar compiersi, e la corte intera. La gioia, però, durò ben poco, visto che a sole sei settimane di vita , si scoprì che il piccolo erede era malato di emofilia, una malattia incurabile e mortale (impedisce la corretta coagulazione del sangue, per cui il paziente tende a morire dissanguato anche per piccole ferite o a riscontrare delle fatali emorragie interne al minimo trauma). Ora, all'epoca le cause genetiche del "male dei Re" non erano chiare [2], ma Alexandra vantava uno zio, un fratello e diversi nipoti (i figli delle sue sorelle e cugine) malati o morti di emofilia, per cui per lei non avrebbe dovuto essere una gran sorpresa scoprirne affetto anche il suo piccolo.
Grigorij Rasputin
Invece la notizia la devastò psicologicamente e Aleksej divenne il fulcro dell'intera famiglia imperiale che lo adorava e cercava di proteggerlo in ogni modo. La malattia, tra l'altro contratta in forma piuttosto grave, al punto che l'erede era scosso da gravissime crisi che lo portavano in punto di morte e lo facevano gridare dal dolore, venne tenuta sotto strettissimo segreto; la famiglia si isolò e ricorse ad ogni aiuto medico possibile, gettandosi infine su un fervente misticismo che aprì le porte della residenza imperiale allo starec siberiano Grigorij Rasputin (una figura piuttosto ambigua, nato come contadino, si ritrovò ad avere una folta e potente rete di amicizie che lo sostenne nella sua scalata al potere grazie al suo incredibile carisma. Era famoso anche per una sorprendente libido e per una filosofia tutta sua estremamente sessualizzata - al museo dell'erotismo di San Pietroburgo è conservato sotto formalina un enorme pene attribuito proprio al mistico pazzo. In realtà non si sa se sia veramente suo perché il corpo con cui confrontarlo è andato perduto). Rasputin, a differenza degli altri medici, incredibilmente, ottenne dei risultati su Aleksej (ora, non è chiaro se fu un caso - allontanò i medici, che somministravano paracetamolo aspirina -grazie Chiave- come antidolorifico, non sapendo che è un emolitico [3] - o effettivamente la sua conoscenza delle erbe e l'ipnosi aiutarono il piccolo) per cui ottenne una smisurata fiducia da parte della zarina e, in primo tempo, anche dallo Zar (che pur non apprezzandolo, non lo allontanò per paura della morte del suo erede, che sua moglie non gli avrebbe mai perdonato).

La famiglia Imperiale nel 1913. Da sinistra
a destra. Marija (in piedi), la zarina
Alexsandra (seduta), lo Zar Nicola II
(seduto) e Anastasia (seduta). Dietro in
piedi Ol'ga e Tatiana.
Davanti lo zarevič Alksej.
Questo fu l'inizio della fine. Cominciarono a circolare pettegolezzi sul rapporto tra il chiacchierato Rasputin, la zarina e le granduchesse, pettegolezzi che fecero crollare la già incrinata popolarità della famiglia imperiale. Oltretutto l'uomo, che già godeva di una incredibile libertà di movimento a Carskoe Selo (la villa privatissima in cui si era ritirata la famiglia), esulò dal proprio ruolo di medico del bambino, arrivando a dare consigli di natura politica alla coppia imperiale e a denunciare alcuni granduchi e politici collusi con il traffico di armi, con il risultato di farsi odiare dal popolo e anche dalla nobiltà russa. Alla fine, nel 1916, Rasputin fu assassinato da una congiura di nobili ordita dal principe Feliks Jusupov, dal principe Dmitrij Pavlovič e dal deputato conservatore Vladimir Puriškevič che lo avvelenarono, gli spararono e infine lo annegarono nella Moika (il corpo venne ripescato alcuni giorni dopo e seppellito, ma poi venne dissotterrato e bruciato al lato della strada).

La granduchessa Anastasia
Nel frattempo, per i Romanov le cose andavano sempre peggio, la famiglia imperiale era ormai invisa al popolo e Nicola si era fatto la fama di essere un pessimo zar. Durante la Prima Guerra Mondiale la Russia aveva subito diverse disfatte militari (dovute anche all'impreparazione militare di Nicola, che, seguendo il consiglio di Rasputin si era recato al fronte in persona) e la popolarità della famiglia continuava a declinare per alcune scelte poco sagge della Zarina, che non seppe sostenere un governo forte e al contempo si fece fotografare con le figlie mentre curava i feriti (atto caritatevole e buono ma non apprezzato dai popolani che la consideravano ancora investita di un'autorità divina). Alla fine Nicola II, il  23 febbraio del 1917, decise di abdicare in favore del fratello Michail (di fatto l'erede sarebbe Aleksej, ormai tredicenne, ma lo zar, temendo che la sua famiglia sarebbe stata divisa - lui in esilio e suo figlio al trono -, decide di abdicare in favore del fratello). Da quel momento l'ex-zar viene riportato al palazzo di Carskoe Selo come prigioniero politico, dove rimarrà con la famiglia fino al trasferimento a Tobol'sk, nella Siberia occidentale.

Il luogo dell'esecuzione
Nell'estate del 1918 il soviet di Ekaterinburg, un soviet bolscevico molto radicale, fa prelevare i Romanov e li fa trasferire nella palazzina chiamata "casa Ipat'ev" dove, nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 1918 l'intera famiglia con il suo seguito viene fucilata nella cantina (pare che, però, l'ordine sia stato impartito da Lenin in persona). Il massacrò durò venti minuti e alla fine alcune delle granduchesse e Aleksej erano ancora vivi [4] (benché rantolanti), per cui l'erede fu finito con due o tre colpi a bruciapelo in testa e le granduchesse con dei colpi baionetta.

Anastasia in abito formale nel 1910
Negli anni passati nacque la leggenda (a cui si ispira anche questo film) che qualcuna delle granduchesse o addirittura lo zarevič fossero sopravvissuti al massacro. Questo perché nella fossa comune in cui vennero buttati i cadaveri (smembrati, cosparsi d'acido e poi dati alle fiamme, in modo da renderli irriconoscibili all'armata bianca che stava avanzando verso Ekaterinburg) mancavano due corpi: quello di Aleksej e quello di una delle principesse (Marija o Anastasija - molto più probabilmente Marija). In realtà nel 2008, seguendo le indicazioni che Juroviskij (l'uomo che guidò l'esecuzione) scrisse in un rapporto segreto, vennero trovati nei boschi i resti di due cadaveri carbonizzati, che corrispondevano alla descrizione di Aleksej e di una delle granduchesse. L'esame del DNA confermò la loro identità. L'uomo scrisse che, per alleggerire la camionetta, che si era precedentemente impantanata mentre portavano i resti dei Romanov verso la cava abbandonata che fece da fossa comune, decise di cremare in loco due dei corpi.

Aleksej e Nicola durante la detenzione
Il giorno successivo all'esecuzione Sverdlov interruppe i lavori del comitato centrale di Mosca e mormorò qualcosa a Lenin, che annunciò la morte della famiglia imperiale, ufficialmente fucilata in seguito a un tentativo di fuga. Nel 2000 la chiesa ortodossa Russa ha canonizzato l'intera famiglia imperiale, dichiarandoli martiri e santi per il contegno tenuto durante la deportazione e la prigionia, per il fatto di aver concesso il perdono ai propri carcerieri e carnefici (ci sono lettere e scritti che lo testimoniano - nonostante la famiglia abbia subito maltrattamenti e le granduchesse siano state molestate durante la prigionia) e per il fatto di non aver voluto tentare la fuga per evitare ulteriori spargimenti di sangue.


Il principe Aleksej era occasionalmente
costretto sulla carrozzella
per via della sua malattia
[2] L'emofilia si trasmette principalmente per via materna, visto che è dovuta ad un'alternazione del cromosoma X. Le donne affette sono portatrici sane. Le loro figlie femmine nascono a loro volta portatrici sane, mentre i maschi possono essere perfettamente sani o malati. I figli maschi degli emofiliaci sono sani, mentre le figlie sono, a loro volta, portatrici sane. Il primo caso conclamato di emofilia nelle famiglie reali europee fu quello di Leopoldo, l'ultimogenito della regina Vittoria ma praticamente tutte le sue figlie femmine furono portatrici sane, diffondendo il morbo nella quasi totalità delle casate europee (la Regina Vittoria era detta la Nonna d'Europa perché accasò sue figlie e nipoti con quasi tutte le case regnanti). Non è ben chiaro se la Regina Vittoria avesse un gene mutante o se la famiglia portasse il male in seno da generazioni, nascondendo accuratamente le condizioni dei figli nati malati. Fatto sta che nessuna casata reale si pose mai il problema nel far sposare a figlie e nipoti della regina i propri rampolli, nonostante i conclamati casi di emofilia che si manifestavano un po' ovunque.


[3] A loro discolpa si può dire che non era ancora stato scoperto questo effetto collaterale.


[4] La zarina e le granduchesse avevano cucito dei gioielli nei corpetti, per cui molti colpi rimbalzarono loro addosso. La zarina morì quasi subito per un colpo fatale alla testa, mentre le figlie uscirono (inutilmente) vive dalla sparatoria.
Aleksej, nonostante le sue precarie condizioni e pur essendo immobilizzato sulla sedia a rotelle per via di un incidente occorsogli alcune settimane prima (una caduta dalle scale, da cui stava scendendo su una slitta, che gli procurò un ematoma all'inguine - per cui suo padre Nicola lo portò nella cantina in braccio e lo depose su una sedia appositamente richiesta) non morì sul colpo, rimanendo a rantolare in un lago di sangue finché non venne finito.


Marjia suo marito e Alessandro III
[5] La nonna di Anastasia è la ex-zarina Marjia Fëdorovna, ossia Dagmar di Danimarca. Alla fine del 1916 lasciò San Pietroburgo per recarsi a Kiev, da cui si spostò per andare a trovare il figlio deposto a Mogliev. Tornata a Kiev si rese conto di non essere più gradita, per cui si recò a vivere in Crimea, in uno dei palazzi imperiali dove ricevette la notizia (a cui non credette mai fino in fondo) della morte dei suoi cari, per poi abbandonare definitivamente la Russia nel 1919. Passò gli ultimi dieci anni della sua vita in esilio a Copenaghen, dove divenne un riferimento per la comunità russa in esilio e morì il 13 ottobre del 1928 all'età di ottant'anni.
L'altra nonna di Anastasia era Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha, figlia della Regina Vittoria d'Inghilterra.


[6] In realtà nel 1916 la vera granduchessa Anasatasija aveva già quindici anni, per cui, dieci anni dopo sarebbe stata una donna di venticinque anni. Oltretutto, a differenza da quanto mostrato nel film, l'educazione che venne data ai principi fu tutto fuorché sfarzosa. Le ragazze condividevano le stanze a coppie (Ol'ga e Tat'iana una e Mar'ia e Anastas'ia l'altra), i vestiti, gli oggetti personali e avevano solo una piccola paghetta per le loro spese. Dormivano su delle brande pieghevoli fatte ordinare appositamente dalla madre, non erano avvezze all'etichetta di palazzo ed erano tenute a distanza dalla dissoluta corte.


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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





33 commenti :

  1. Se esiste un voto più alto dell'eccellenza, per questa recensione lo meriti di certo! xD

    A me piace tanto il film di Anastasia; nelle sue esagerazioni e incongruenze l'ho sempre trovato adorabile e lo riguardo ogni volta che posso! xD

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    1. Uau, grazie mille, sei troppo gentile <3

      Non è che non mi sia piaciuto rivederlo, a certe cose sono piuttosto affezionata, ma, devo dire, lo ricordavo meglio. Forse sono invecchiata io :-P

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  2. Sono morta dalle risate come sempre dopo la tua recensione XD ma è inevitabile dopo la "sensuale maglietta della salute" di Dimitri ahah comunque da piccola mi è piaciuto molto questo cartone, sarà che alla fine è la protagonista a sconfiggere il cattivo senza l'aiuto di nessuno (tutti parlano di Elsa già, ma sicuramente sono le nuove generazioni u.u), e poi adoravo le canzoni. Il comportamento adolescenziale di Dimitri è alquanto imbarazzante per un uomo delle sua età, sarà che i personaggi maschili quando hanno a che fare con l'amore diventano davvero stupidi ogni tanto.
    Una cosa che ho sempre odiato però sono le mascotte animalose, da quel pipistrello bianco che si è perfino guadagnato uno spin off (comeee??) a Puka, la causa di tutti i mali, proprio come dici tu.
    Ho apprezzato l'approfondimento extra che hai messo alla fine *.* ho un debole per le storie sulle famiglie Reali e alcune cose mi mancavano.

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    1. Mentre riguardavo il film mi dicevo "bho, adesso la maglietta della salute la leva, va bene a San Pietroburgo che si battono le brocche, ma poi la leva, no?" E invece no, lui convinto, con la sua magliettina imbarazzante fino al gran finale (dove ce l'ha ma sembra che non l'abbia ma solo perché la manica è strappata) XD

      Se Anya aspettava l'aiuto di Dimitri per salvarsi stava fresca. Al momento buono lui era, come suo solito, svenuto XD

      Le mascotte animalose sono una piaga, specialmente quando vengono usate per giustificare passaggi fumosi dei vari film! Su Bartok c'è uno spin-off, me lo sto procurando. Forse (e dico forse) poi lo recensisco ;-P

      Grazie per le note! Adoro l'approfondimento storico e scrivere quelle note mi diverte sempre un sacco :D

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  3. L'ho visto una volta sola nel 2001...ero piccola e non me lo ricordo proprio ora, però credo mi piacque molto. Mi ricordo solo (bene) la canzone "Con te che io voglio vivere i miei sogni", perchè l'ho risentita alle superiori. è ridicolo notare però quante persone dicano "ANASTASIA è DELLA DISNEY!!!!1111ONEONEONE" Ah, tra l'altro, anche a me è crollato il mito che Balto è di Don Bluth...non è così!
    Comunque Bluth si pentì tantissimo di aver fatto Un troll a Central Park, film a suo avviso, e anche ad avviso di altre persone, quali il Nostalgia Critic, estremamente sconclusionato e infantile (io dopo la rece del NC non ho voglia di vederlo). E il Nostalgia Critic non apprezzò nemmeno Anastasia, lo definì mediocre. Però comunque io Anastasia devo rivederlo, se non altro perchè è un MUSICAL.
    Bartok (hanno fatto un film su di lui) sembra Prof di Mignolo col Prof.

    Comunque il cartone fiera del CASUALMENTE è Hamtaro: ho visto nella pucciosa recensione di Ebichu che a quanto pare non ti piace, io da piccola ne ero ossessionata (a me adesso piace "nì", nel senso che ha idee molto interessanti ma esecuzioni molto infantili e forzate). In quell'anime, i criceti si salvano la pelle grazie a forzature narrative che CASUALMENTE capitano proprio nei momenti in cui sono in pericolo. (Non voglio spammarti, ma se non hai il coraggio di vedere Hamtaro perchè è troppo zuccheroso, io ne ho parlato a mio tempo).
    Petralia Alaskana

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    1. La mia canzone preferita è il valzer "Journey to the past" ma devo ammettere, nonostante la coreografia dei bacarozzi e la poca coerenza con il momento della trama, che non mi dispiace la canzone di Rasputin (ma devo anche ammettere di avere un debole per le villain songs).

      Il film di Bartok lo sto cercando, la mia vena masochista me lo farà vedere ;-P

      Su Hamtaro: il troppo puccioso esageramente zuccheroso non è il mio genere, non ce la faccio proprio. Qualche personaggio puccioso ogni tanto ci può stare, ma il troppo stroppia ;-P

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    2. Devo riascoltare le canzoni allora, o, meglio, rivedere il film (io in realtà non amo troppo le canzoni dei cattivi, tranne quelle del Re Leone e del suo sequel).
      Dai, secondo me il film di Bartok sarà simpatico!! Ai cartoni con animali parlanti non dico mai di no, ed è per questo che ho avuto il coraggio di rivedere Hamtaro, che reputo un cartone decente anche se Hamtaro (il personaggio) e Laura (la padrona) sono irritanti da quanto sono dolciosi. Comunque è un anime proprio per bambini o per ex-bambini che ne andavano pazzi...e basta. (So che è brutto dirlo, ma se vuoi passare da me e leggere le forzature narrative di quel cartone, fai pure!)
      Petralia Alaskana

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    3. Io invece amo parecchio le villain song. La mia preferita in assoluto è Hellfire de Il gobbo di Notre Dame ma ce ne sono un sacco di interessanti. Be prepared di Scar è una di queste *__*

      Appena ho tempo passo a vedere da te i dettagli su Hamtaro, sono curiosa, quella serie, alla fine, la conosco piuttosto poco :D

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  4. Pare che Rasputin somministrasse al piccolo Alessio dei licheni ad alto contenuto di vitamina K (procoagulante).
    Bella recensione! anche a me il film piaceva, e ora ho paura dell'effetto invecchiamento... non del film, il mio.

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    1. Grazie mille :D
      Interessante!

      In realtà ho visto diverse opere della mia infanzia. Alcune le continuo ad adorare, altre un po' meno. Più che invecchiate possiamo dire di essere più sagge ;-P

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  5. Ricordo che all'epoca lo vidi per il semplice fatto che lo passarono in tv (in mancanza d'altro).
    A me ha dato sempre l'impressione che in "Anastasia" si sia cercato di emulare la Disney dell'epoca...
    Per il resto, non ho un parere concreto. Sinceramente nemmeno me lo ricordo come si deve...
    Mi ricordo solo che c'era la voce di Fiorello ahah

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    1. Certamente in quel periodo la Disney era senza dubbio il riferimento leader di mercato, per cui molti si sono ispirati alle sue opere e al suo stile. Anastasia non fa eccezione ma, bisogna anche dire, che è uno dei titoli che si è più avvicinato a quelli realmente Disney (tant'è che molte persone la confondono) ^^

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  6. Ottima recensione come sempre! Anastasia non so perchè l'ho sempre odiata, pensa che vidi il film al cinema quando uscì e non mi piacque per niente, mi immagino se lo riguardassi ora xD

    Mi permetto di andare of topic: di Arslan Senki che ne pensi? Mi piacerebbe sapere la tua opinione riguardo al manga se l'hai letto :)

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    1. Grazie :D
      A me all'epoca piaceva molto, ora l'ho trovato molto più debole di quanto ricordassi XD

      Mi spiace ma non l'ho letto, sto ancora cercando di capire se vale o meno la pena prenderlo ;-P

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    2. A me l'anime sta piacendo parecchio e sono alla 18esima puntata, i disegni del manga non mi fanno impazzire (motivo per cui non ho mai comprato Fullmetal Alchemist pur adorando l'anime) ma mi sa che lo comprerò per sedare la mia belva interiore chiamata "collezionista sfegatato" :P

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    3. Fullmetal Alchemist l'ho letto e devo dire che il disegno della Arakawa non mi disturba ma avevo letto il primo volume di di Hero Tales e l'avevo trovato poverissimo. Ora, questo Arslan di nuovo non è sceneggiato dalla Arakawa, per cui sono ancora in dubbio (anche se magari non c'entra nulla, dato che i coautori sono diversi) ^^

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  7. "Ehm, capo, hai perso un occhio. Lo rivuoi o lo butto nell'umido?" AHAHAHAHAHAH XD! E' un pipistrello ecologista XD. Se le battute del film fossero state queste, di sicuro ne avrebbe guadagnato. Ho un ricordo un po ambiguo di questa animazione, probabilmente perchè era musical e le parti cantate erano un po (parecchio) fastidiose. In più non riuscivo a fare a meno di confrontarlo narrativamente con L'Anastasia del 1956.

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    1. Ti ringrazio!
      Rivedendolo le parti di Bartok e Rasputin sono le più tristi XD

      Le parti cantate sono davvero troppe. Se uno le toglie dalla pellicola rimane un minutaggio ridicolo XD

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  8. Baccante Anonima9 dicembre 2015 22:04

    Allora, devo dire che questo film non l'ho mai visto (ho visto lo spin-off su Bartok, che a quanto ricordo mi era anche piaciuto abbastanza ) ma la tua recensione mi ha fatta davvero morire dal ridere. No, seriamente Anastasia è un personaggio solo discreto? Avesse detto quello che le hai fatto dire tu, sarebbe stata epica.
    Comunque l'idea di partenza di questo film mi dà un po'sui nervi: la rivoluzione non è opera di una massa esasperata di poveracci, è frutto della maledizione di un cattivone. Le famiglie russe, suppongo, lo ameranno. Per il resto, come hai detto tu, e molto 'disneyano' ... di quello che ho visto di Don Bluth, quella che ho apprezzato di più è stato 'Alla ricerca della Valle Incantata.
    Geniale il commento finale sui figli emofiliaci! E poi va be', se proprio vogliamo far salire di livello questo film, ricordiamoci che l'ultima Anastasia famosa di cognome fa Steele. ;)

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    1. Grazie :D
      Lo spin-off su Bartok l'ho trovato, devo solo trovare il coraggio di vederlo :P

      Rivedendo la parte sulla rivoluzione e sul comunismo è effettivamente molto debole. Capisco non voler affrontare il tema in un film per bambini ma potevano sorvolare in modo più elegante, senza dare dei dettagli inutili e fuori luogo. Poi, tra l'altro, quando la famiglia Romanov è stata canonizzata nel 2000 dalla Chiesa Ortodossa, si sono alzate diverse proteste su questo film.

      Alla ricerca della Valle incantata dovrei rivederlo perché ne ricordo solo qualche spezzone ma il mio preferito di Bluth rimane Brisby e il segreto del N.I.M.H.

      PS: Sui figli Dimitri secondo me non ci ha pensato proprio :P

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  9. come sempre nota storica interessantissima! odio la storia ma raccontata da te la trovo sempre interessante :)p.s. secondo me i medici somministravano aspirina come antidolorifico, il paracetamolo non è emolitico mentre l'aspirina sì!

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    1. Grazie mille :D
      La storia è una cosa bella, solo viene spesso spiegata nel modo sbagliato. Ma io penso la stessa cosa della fisica, forse non faccio troppo testo :P

      PS: Hai ragione, grazie! Correggo subito :D

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  10. Era uno dei miei film animati, e per molto tempo, anche da abbastanza grande, l'ho visto una volta all'anno sotto Natale. Poi sono cresciuta un po' troppo e ho iniziato ad apprezzarlo un po' meno, ma rimarrà sempre molto in alto nella mia classifica per il rapporto con la nonna che non ho trovato in nessun altro film, per la canzone principale e perché Dimitri sarà pure pirla, ma è un figo.
    Mi è piaciuta molto la tua recensione, ma soprattutto la contestualizzazione storica, credevo di conoscere decentemente la vicenda, ma hai scritto tante cose che non sapevo (quelle peggiori come le duchesse molestate e ammazzate a baionettate, infatti ci sono rimasta malissimo). Grazie!!!

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    1. Da piccola piaceva parecchio anche a me (Dimitri e la sua maglietta della salute aveva un loro fascino :P), poi non l'ho rivisto per molto tempo. Ora che l'ho riguardato mi ha fatto davvero un'impressione povera ç__ç
      Un po' mi dispiace per quel pezzo della mia infanzia XD

      Grazie :D
      Mi piace mettere le storie in prospettiva. Non che io disprezzi il fatto di romanzare fatti realmente accaduti o che l'autore si prenda delle licenze (vedi ben che il mio libro preferito è l'intramontabile I tre moschettieri) ma il contesto è comunque importantissimo :D
      Sulle granduchesse ci sono rimasta malissimo anche io quando l'ho letto la prima volta. Uno non ci pensa, ma essere donna in periodo di guerra vuol spesso dire subire molestie gratuite.

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  11. Mi complimento con te per la splendida recensione è soprattutto per l'ottimo approfondimento storico. Sulla famiglia Romanov è stato scritto di tutto, eppure si scopre sempre qualcosa di nuovo.

    Anche io da bambina adoravo questo film, anche se tutte quelle parti con Rasputin e il balletto dei mostriciattoli mi avevano terrorizzato.
    Crescendo l'ho trovato un po' poco curato. Ad esempio, furbissimi quelli che, a ridosso delle purghe staliniane, si mettono a ballare in mezzo alla Piazza e a spifferare ai quattro venti l'esistenza di una Romanov che il governo voleva sicuramente morta!
    Per di più cantano reggendo un giornale in inglese, in Russia! Epic fail! XD

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    1. Grazie mille :D
      Adoro la contestualizzazione :D

      A me Rasputin non faceva paura (forse solo un po' senso nella scena in cui la testa gli fa a finire nella cassa toracica), ma credo di non fare testo, visto che adoravo (e adoro tuttora) titoli come Taron e la Pentola Magica :D

      La cosa peggiore di quella scena è la repressione staliniana rappresentata come la guarda che dice "Shhh". L'ho trovato poco rispettoso!
      Il giornale inglese è il "tocco di classe" XD

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  12. Anastasia è sempre stato uno dei miei cartoni preferiti della *cof cof* Disney (ebbene si, sono stata convinta per anni e anni che fosse della Disney... solo 5-6 anni fa ho scoperto che non era così!), anche se, come hai ben evidenziato, la storia non è delle migliori...
    Personalmente ho sempre amato moltissimo le canzoni, (anche se, giustamente, piuttosto numerose e non tutte particolarmente utili), e tutt'ora mi capita di canticchiarle, di tanto in tanto, con mia sorella. :3
    Anche se, c'è da dirlo, il ritornello "nella notte e nel buio la troveremo... nella notte e nel buio lei morirà" della canzone di Rasputin è piuttosto inquietante se lo si canticchia random! XD

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    1. Alcune delle canzoni sono la punta di diamante del film. A proposito delle canzoni, pensa che per anni mi sono chiesta, nella canzone "Se io lo posso fare" com'è che il conte Anatoly avesse una gamba gialla. Poi, ascoltandolo in inglese ho scoperto che era il gatto ad essere giallo XD
      (E io convinta, per anni, pensavo fosse malato, questo tizio XD)

      La canzone di Rasputin è decisamente inquietante ma la trovo una buona villain song (poi il villain fa pena ma questo è un altro discorso :P) ^^

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    2. ahahah XD
      Anche il gatto, giallo, non deve stare proprio bene! XD

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  13. Prima di tutto, complimenti per le note storiche dettagliatissime! :)

    Andando al film...penso sia uno dei miei preferiti.** Non avevo notato questi difetti che hai segnalato (a parte quello della mimica facciale), ma è anche vero che è da anni che non lo rivedo. Io sono innamoratissima delle canzoni e Dimitri tutto sommato mi stava simpatico, perchè in genere preferivo i morti di fame ai principi quando ero più piccola. Rasputin mi faceva paura solo nel momento del patto col diavolo (perchè si vedeva lo scheletro...sono facilmente impressionabile adesso, figuriamoci da piccola XD), per il resto mi faceva ridere quando perdeva pezzi...direi niente di che come cattivo quindi. La sua canzone la canticchio spesso però! Ho parecchi ricordi legati a questa pellicola, tra cui anche che di Anastasia avevo le due bambole (versione ricca e povera) e, dato che la povera aveva i capelli corti, la usavo per fare le parti maschili dato che i Ken non mi piacevano per niente. °°"

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    1. Grazie mille :D

      Anche io non lo rivedevo da tempo e devo dire che è stato una mezza delusione. Cioè, certe cose le avevo già notate da tempo, ma altre, ora, mi sono saltate all'occhio molto di più!

      Rasputin è il punto più debole del film. Il cattivo ha un ruolo importante e la responsabilità di far filare la storia e lui perde tempo ballando con gli insetti e mettendosi parrucche cretine XD

      Ah ah ah, bellissimo. Io da piccola avevo un Ken che faceva il maschio ma non l'ho mai amato troppo (e poi era di mia sorella) XD

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  14. però le canzoni erano bellissime!!!! <3

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