venerdì 11 dicembre 2015

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La ragazza d'inverno - Misteri della vecchia nobiltà nell'Unione Sovietica!

La cover del volume italiano
La ragazza d'inverno (春風のスネグラチカ, Harukaze no Sunegurachika) è un manga seinen disegnato e sceneggiato da Hiroaki Samura per l'editore nipponico Ohta Shuppen a partire dal 2013. L'opera è completa ed è composta da un unico volume autoconclusivo. Prima di iniziare vorrei sottolineare che si tratta di un'opera che in alcuni punti si lascia andare a scene di violenza e di sesso. Non sono molte, non sono crude come quelle de La carrozza di Bloodharley ma l'autore è lo stesso. In Italia il volume è edito dalla Planet Manga e offre un'edizione di pregio in formato tankobon, con sovraccoperta (toglietela per vedere un'altra illustrazione) e una pagina a colori al prezzo di 7.50€.

I due protagonisti
Petrozavodsk, Repubblica di Carelia, Unione Sovietica, sulle sponde del lago Onega c'è una dacia [1] sequestrata durante la rivoluzione d'ottobre ad un qualche nobile. Un giorno del 1933 ci si presentano due strani personaggi. Si tratta di Belka Zajcevna Sneguraja e Ščenok Mizgirëv, una ragazza priva delle gambe e un giovane palesemente malato di una grave malattia che lo rende di costituzione particolarmente fragile. I due, che stanno evidentemente cercando qualcosa, hanno dei simpatici nomi falsi (Belka in russo vuol dire scoiattolo e Ščenok cagnolino, mentre Sneguraja deriva da Sneguročka, traducibile come "La fanciulla delle nevi") e, con uno stratagemma, si insediano illegalmente nella suddetta dacia. Purtroppo, un solo giorno dopo il loro arrivo, l'OGPU [2] li scova e li arresta. Assegnati al compagno Mikalkov, membro sempre dell'OGPU, i due si trovano a vivere proprio in quella dacia come servitori dell'uomo. Ma chi sono veramente i due giovani? E, soprattutto, cosa stanno cercando?
 
Parlare dei personaggi senza rivelare le loro concrete identità è onestamente impossibile per cui, da questo punto in poi, vorrei avvisare che la recensione sarà un po' più spoilerosa di quello che è mia consuetudine (diciamo un po' tanto!). Mi dispiace e non vorrei rovinare la lettura del volume a nessuno, ma se non si va ad analizzare il nocciolo della questione basterebbe chiudere qui la discussione dicendo che si tratta di un bel volume e che assolutamente consigliato.

L'identità dell'uomo
I personaggi principali sono due: Belka e Ščenok e il rapporto unico che li lega è il nocciolo principale e il fulcro della storia. Ščenok altri non è che Aleksej Nicolaevič Romanov, il fragile ultimo zarevič di Russia, quel figlio emofiliaco che lo Zar Nicola II aveva finalmente avuto dopo ben quattro granduchesse [3] e che, in questa storia, si salva miracolosamente dal massacro di Ekaterinburg. Peccato solo che la malattia del giovane sia così grave da minacciare costantemente la sua vita, per cui gli viene affiancata Belka, una persona speciale, plasmata in modo da aiutarlo. Belka, infatti, non solo è esperta di erboristeria tibetana, ma possiede anche gli occhi di Rasputin, ossia quello sguardo magnetico che permise allo starec (in questa storia!) di diventare l'unico uomo in grado di controllare la malattia del piccolo zarevič. Per via di queste sue capacità e per la fedeltà che nutre per la corona, la fanciulla smania per essere sempre a disposizione del principe, anche quando la situazione lo rende pericoloso per la sua stessa persona.
Lo sguardo di Belka
Oltre tutto, priva di gambe com'è, neanche volendo ella potrebbe allontanarsi autonomamente dal principe, diventando, di fatto uno strumento più che una persona! Però Aleksej, silenzioso, pensieroso e di buon cuore, non accetta che la sua vita sia stata salvata a discapito di così tante altre, si affeziona subito alla sua nuova compagna e le impone, dall'alto della sua autorità, di trattarlo come se fosse effettivamente suo fratello minore. Se da una parte per il giovane è fondamentale avere sempre a disposizione Belka per tenere sotto controllo l'emofilia, dall'altro è evidente che le vuole bene ed è disposto a mettersi in pericolo e a sacrificarsi per aiutarla, con la testardaggine di uno che è abituato a non sentirsi dire di no e la tristezza di chi non si sente adatto per il ruolo che altri vogliono affidargli.
Il pensiero di Aleksej su Belka
Il risultato è che i due si mettono al reciproco servizio e decidono di fare di testa propria: Belka diventa la salvezza per Ščenok e Ščenok le gambe di Belka. Questo rapporto tra i due (che rende sereno il principe) è però inviso a chi l'ha fatto salvare dal massacro nella speranza di ristabilire la monarchia, in primis il famigerato principe Feliks Jusupov [4], l'erede di una delle famiglie più nobili dell'intera Russia, che si aspettava tutt'altra reazione dal suo giovane sovrano. Altero, nobile, stravagante e feroce, il principe Jusopov è un personaggio che buca la pagina ma, alla fine, ache lui è costretto a fare i conti con i desideri di Aleksej, ossia l'unica persona a cui non può opporsi!

Il principe Feliks piuttosto contrariato
 
Ščenok torturato dall'OGPU, ad un passo
dal disastro
Dal punto di vista del disegno bisogna dire che il tratto di Hiroaki Samura è perfetto per questo genere di storie, con il suo stile graffiante e i suoi personaggi espressivi, inconfondibili e anatomicamente corretti persino nelle deformità; i personaggi realmente esistiti assomigliano in modo quasi impressionante alle vere foto che li ritraggono (ovviamente al netto di Aleksej adulto, visto che ultime sue foto lo mostrano da ragazzino). Le tavole sono tutte molto scenograficamente studiate, con delle ombreggiature incisive e un uso dei retini che si sovrappone perfettamente ad un tratteggio realizzato con il pennino. L'opprimente atmosfera che i personaggi si trovano loro malgrado a vivere è splendidamente ricreata sulla tavola, alternando con abilità momenti di tensione pura a sezioni della storia meno concitate ma altrettanto significative. A completare il tutto ci sono i costumi curati dei personaggi e i molteplici riferimenti puntuali a personalità, fatti e luoghi storicamente accurati.
 
L'immagine sotto la sovraccoperta
Premettendo che ho un debole per le opere a carattere storico (o ucronico) disegnate dal maestro Samura (come La carrozza di Bloodharley o l'Immortale), devo dire che La ragazza d'inverno mi ha letteralmente fatta innamorare dei suoi personaggi, arrivando, alla fine del volume, a farmi desiderare ardentemente un inesistente seguito (maestro Samura, se mai decidesse di continuare la storia le assicuro che almeno un'acquirente l'avrebbe! [5 - SPOILER FINALE]). I personaggi che mette in scena sono tutti splendidi e approfonditi ma il silenzioso Ščenok riesce a rubare letteralmente la scena con il suo sguardo penetrante, la sua debolezza fisica e la sua forza psicologica, condita ad una gentilezza che lo rende a dir poco adorabile. Si vede che l'autore, pur prendendosi qualche licenza narrativa qua e là (specie sulla malattia del suo protagonista), ha studiato per bene il periodo (a differenza di Don Bluth, che nel suo Anastasia va piuttosto a braccio con l'ambientazione), inserendo riferimenti puntuali a persone concretamente vissute e a situazioni realmente avvenute, e che si diverte a condire il tutto con uno dei What if? più romantici e dibattuti della storia moderna. Cosa sarebbe successo se uno dei Romanov fosse sopravvissuto al massacro di Ekaterinburg? E se quel Romanov fosse proprio il fragile e prezioso unico figlio maschio dello zar?
 

NOTE:


La dacia in questione
[1] La dacia (in russo дача) è un'abitazione russa di campagna, di solito di proprietà di ricchi cittadini che la sfruttano come residenza delle vacanza o per affittarla ad altri villeggianti. Durante il periodo bolscevico molte dacie (specialmente quelle di proprietà dei nobili) vennero nazionalizzate e poi utilizzate o come case di villeggiatura per la classe lavoratrice o come residenze per i membri del PCUS o dell'emergente elite intellettuale. In ogni caso, anche se assegnate, le dacie rimanevano di proprietà dello stato e il diritto a usufruirne poteva essere revocato.

 
[2] L'OGPU era la Direzione Comune Politica di Stato o Ufficio Politico di Stato di tutta l'Unione. Nel 1934 verrà poi unita nell'NKVD e, dopo alcuni altri cambiamenti di sigla, nel 1954, diventerà infine il KGB, ossia il Comitato per la sicurezza di stato (in pratica la polizia segreta).

 
[3] Per un approfondimento sulla famiglia Romanov e sulla caduta della monarchia russa rimando alla nota numero uno di questo post.
 

Il principe con il costume da boero
[4] Il conte Feliks Feliksovič Jusupov era un uomo ricchissimo, erede di una nobile famiglia di boeri che discendeva dai Tatari e che si era arricchita nel corso degli anni acquistando beni immobiliari in Siberia e sfruttando l'industria mineraria e il commercio delle pelli. L'enorme ricchezza della sua famiglia gli diede grande liberà d'azione e nella sua autobiografia (Dalla corte all'esilio), racconta di aver passato molto tempo insieme agli zingari e indossando abiti femminili, con cui si recava non riconosciuto nei locali di San Pietroburgo, ricevendo apprezzamenti e consensi. Diverse testimonianze lo ritennero omosessuale e si sospetta avesse una relazione con il granduca Dimitrj Pavlovič Romanov, cugino dello zar in persona (questa relazione, a cui lui stesso accenna nella sua autobiografia, diede moltissimo scandalo, al punto che la zarina Alexandra rifiutò a Dimitrij la mano della figlia Olga). L'elegantissimo e mondano principe alla fine si sposò con la principessa Irina Aleksandrova Romanova (figlia della sorella Xenia dello zar) nel 1914 ed ebbero un'unica figlia che chiamarono Irina come la madre.

Il principe con la moglie Irina
La notte tra il 16 e il 17 dicembre del 1916 Jusupov ordì, insieme a Dimitrj Pavlovič Romanov e a Vladimir Mitrofanovič Puriškevič (un deputato conservatore), una congiura per assassinare lo starec Grigorij Emfimovič Rasputin, l'uomo che, grazie alla sua presunta capacità di gestire l'emofilia dello zarevič era entrato nelle grazie della famiglia imperiale, arrivando persino a dare consigli riguardanti la politica estera. Rasputin fu invitato ad una cena a casa Jusupov, dove venne avvelenato. Tuttavia, poiché resisteva al veleno, i congiurati gli sparano prima al fianco e poi alla schiena. Fu finito nel cortile, con un colpo in testa e il suo cadavere venne infine gettato nella Moika. La cosa più sorprendente è che, secondo l'autopsia, i polmoni del corpo erano pieni d'acqua, per cui l'uomo ancora respirava quando fu gettato nel fiume, mostrando una sorprendente vitalità.

Il corpo di Rasputin
Jusupov fu mandato in "esilio in campagna" per scontare il suo crimine, mentre Pavlovič fu spedito sul fronte Persiano a combattere in prima linea (cosa che però lo salvò dalle esecuzioni della famiglia imperiale). Durante la rivoluzione Jusupov fu arrestato ma riuscì a tornare a San Pietroburgo a prendere dei Rembrandt e dei gioielli prima di fuggire con moglie e figlia verso la Crimea. Qui si ricongiunse alla zarina madre Marija Fedorovna. Dopo un lungo viaggio (in cui fu aiutata da re Giorgio V d'Inghilterra) che la portò a passare da Jalta, da Malata, dall'Italia e dalla Francia, la famiglia Jusupov arrivò finalmente a Londra. Nel 1920 si trasferì infine a Parigi dove i suoi membri passarono il resto delle loro vite.

Una curiosità, nel 1932 il principe Feliks fece causa alla Metro-Golden-Mayer per il film Rasputin e l'Imperatrice e ebbe il considerevole risarcimento di 25.000£.

 
Partono per la Germania e
la storia finisce lì
[5 - SPOILER FINALE] Per dire, avrei adorato un volume in cui Aleksej si confronta con Anna Anderson, mostrando le sue reazioni davanti alla truffatrice e magari un incontro con una sorella realmente sopravvissuta o con qualche parente fuggito al tempo della rivoluzione. Mi sarebbe anche piaciuto anche vederlo confrontarsi con la sua malattia nell'ipotesi di avere dei figli. Se da una parte i suoi figli maschi sarebbero nati sani, le femmine sarebbero state portatrici del morbo come sua madre. Diciamo che se questo volume è molto dedicato alle origini di Belka e al riconoscimento del suo passato, mi sarebbe piaciuto un volume dove Aleksej fosse il centro della storia.

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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





20 commenti :

  1. L'ho prenotato.. andrò in fumetteria in questi giorni; spero sia lì ad aspettarmi.. xD

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  2. Non ho letto tutta le recensione (volevo evitare gli spoiler), ma mi hai convinto lo stesso :D

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    1. Secondo me è un ottimo acquisto (hai fatto bene a non leggere tutto!) :D

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    1. Personalmente l'ho trovato molto interessante :D

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  4. Bello m'incuriosisce. Però! Due post dedicati alla Russia rivoluzionaria :D! Sull'altro post non ho accennato, ma qui lo faccio: molto interessante l'approfondimento storico!

    Ps: con la beatificazione dei Romanov (nel tuo precedente post), c'è stato un totale cambiamento d'opinione da parte del popolo russo nei confronti della famiglia reale. Per Rasputin invece non fu così. Nonostante le nuove ricerche storiche dimostrino che non fosse poi così "cattivo", anzi (da alcune documentazioni, è perfino uscito che avesse idee politiche piuttosto progressiste e che fosse dalla parte del popolo - a cui per altro apparteneva -) ancora oggi è considerato una figura negativa.

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    1. Grazie mille :D
      A volte (quando riesco) mi piace fare dei gruppi di post a tema, in modo da sviscerare meglio un argomento :D

      PS: Rasputin era una figura piuttosto strana. Da una parte partiva come un poveraccio, dall'altra riuscì a tessere una rete di conoscenze potentissima, che lo portò fin nella casa dei sovrani. Questo lo rese inviso sia al popolo sia alla nobiltà. Dubito che verrà mai completamente riabilitato (in ogni caso tempo che non fosse comunque un bel soggettino) ^^

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  5. Baccante Anonima11 dicembre 2015 22:40

    Questo sembra decisamente promettente: precisione nell'ambientazione storica, personaggi psicologicamente approfonditi ... tutto quello che mi piace, in poche parole! Complimenti anche a te per la bella recensione!

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    1. Grazie mille :D
      Ammetto di avere un debole per Samura ma queste sue opere storiche (o finto storiche, come La carrozza di Boodharley) sono davvero affascinanti :D

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  6. Mi hai convinta, questo me lo regalo per Natale.

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  7. L'avevo sfogliato in fumetteria *.* poi quando ho visto il prezzo l'ho lasciato a malincuore sullo scaffale (avevo già tre manga in mano da comprare...) potrebbe essere un'opzione regalo visto che il Natale è vicino

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    1. Secondo me Samura è un autore che merita un sacco, ormai lo prendo ad occhi chiusi (anche se non dovrei farlo, con lui mi faccio sempre tirare) <3

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  8. Mi sembra di capire che questo periodo storico ti affascini molto! ;)
    Io avevo capito l'identità del protagonista maschile dalle prime pagine perchè ho letto gli approfondimenti su Anastasia e questo post uno dopo l'altro :P
    Sembra un volume davvero bello. Samura mi ispira da tempo per L'Immortale e avevo adocchiato anche La Carrozza, ma mi sembra un po' eccessivo per i miei standard.
    Il suo tratto è davvero bello e riesce bene a caratterizzare l'aspetto dei personaggi, da quelle poche tavole che ho visto. ^^

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    1. Sì, decisamente. In generale mi piace molto quando si parla di storie legate alla nobiltà, trovo che abbiano un loro fascino :D

      Eh eh eh, effettivamente tutte quelle note intorno alla famiglia aiutano ad individuarlo :P

      Io adoro Samura, secondo me questo è un buon volume per iniziare a leggerlo. Non troppo criptico, non troppo violento e neppure troppo lungo (L'immortale sono una marea di volumi) ^^

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  9. Volevo dirti che l'ho letto (è la mia prima opera di quest'autore) e l'ho trovata bellissima! E poi ha tutto un senso, anche il padre che si traveste (c'era scritto che nella realtà era omosessuale) quindi non era una scena messa cosi' tanto per (questo mi avrebbe un po' lasciata "meh").
    La tua rece come sempre è molto dettagliata, ottimo lavoro! Io lo consiglio a tutti, non rimane nulla in sospeso...Molta gente è restia a comprare volumi unici per paura che la storia "non offra abbastanza" in realtà se l'autore o l'autrice riesce a calibrare bene il tutto, sono anche piu' interessanti di certe mini serie.

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    1. Grazie :D
      Io adoro Samura, mi piace molto come scrive le sue storie e come riesce a far combaciare i vari dettagli. Questa volta, poi, in particolare, si percepisce molto che si è documentato per bene sul periodo storico e i personaggi :D

      Spesso i volumi unici riservano gradevolissime sorprese, motivo per cui, se attirano la mia attenzione, tendo a prenderli senza pensarci troppo :D

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